The Steams: I Wonder Who – La recensione

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Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino, Matera e Padova. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino, Matera e Padova. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Tempo di lettura: 4 minuti

Sicuramente il progetto che ruota attorno all’opera The Steams non è convenzionalmente italiano o, quanto meno, non è come siamo stati abituati a conoscere il fumetto nostrano in passato. Vi chiederete perché, e la risposta che vi daremo, probabilmente, vi spiazzerà un po’.

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Realizzato dalla casa editrice Noise Press, The Steams è un progetto complesso, che racchiude al suo interno diversi filoni narrativi. Oltre al filone I Wonder Who, di cui ci occuperemo in questa recensione, nei primi due albi fino ad oggi realizzati, troverete ben due storie diverse: Punch Drunk e China Surprise. In ogni albo, quindi, ci saranno due storie disegnate da due team diversi, alcune di queste saranno auto conclusive e altre dureranno più puntate. I volumi sono composti da 40 tavole più 4 di copertina in formato flip book a colori.

Il ritorno dello Steam Punk

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A dire il vero, probabilmente, il genere Steam Punk, che tanto affascina parte della cultura pop odierna, non è mai stato messo da parte. Ma, con The Steams, questo genere letterario affonda le radici anche nella cultura italiana, che mai aveva avuto una così chiara escatologia. Si, perchè in questi due primi volumi della storia I Wonder Who (che sarà composta da due ulteriori puntate), è chiaro il rivolgimento stilistico che si vuole dare a una parte del fumetto italiano. Complici gli autori Grotti (soggetto), Frigerio (soggetto e sceneggiatura), Giampà (disegni) e Zoanni (colori), accolti dalla casa editrice Noise Press, attenta e aperta alle innovazioni artistiche nel campo del fumetto, si è realizzato un volume di alto pregio sia nei contenuti che nella forma. Gli anacronismi, come in ogni buona letteratura steam punk, hanno una rilevanza davvero minima nel complesso della storia, che conquista la propria autonomia dal genere più rinomato fino a creare una storia del tutto indipendente.

Diversi sono gli ingredienti che si mescolano in questa storia, fattori così ricercati da riuscire a creare atmosfere particolari e spiazzanti per il lettore. Mettete insieme una Femme Fatale tra le vie di Parigi nel 1909, una storia misteriosa, sensuale e ai limiti dell’umanamente comprensibile e avrete quello che è una rievocazione della cultura steam punk che, come già detto, si discosta dalla tradizione.

“Immagino che nessuno mi servirà un altro rum e questo è un crimine”

La storia vede come protagonista Lady Caitlin Ward, una donna che sa il fatto suo, a cui piace mostrare la sua bellezza ed esercitare l’alto ascendente che sa di avere sugli uomini. Lady Ward è proprio l’emblema della femme fatale, pronta a risolvere tanti misteri, ma a nasconderne altrettanti. Il mistero, che sconvolge il Secret Inteligence Service, vede come punto focale degli efferati omicidi compiuti da un boia incappucciato. Lady Ward sarà chiamata in causa dal Direttore Lyttelton per dar man forte alle ricerche dell’assassino. Come in un puzzle, le tessere del mistero non possono, per ora, essere incastrate alla perfezione, mancano molti elementi allo svelamento del caso, e molte saranno le personalità che incontreranno il cammino di Lady Ward, uno su tutti Wymond, quello che definiremmo un imbranato, ma che in realtà non ha ancora svelato il suo potenziale.

Uno sguardo tecnico

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L’opera è rilegata in un volume di alta qualità. La resa grafica delle immagini è di assoluto pregio e la stampa su carta è davvero ottima. I disegni sono dettagliati e l’uso dei colori è ben ponderato. La tavolozza dei colori cambia considerevolmente in base alla storia, da colori molto caldi e cruenti delle scene di combattimento, si passa a colori più freddi finanche ad arrivare al seppia, nelle parti che inducono il lettore ad una maggiore riflessione. Le copertine di I Wonder Who, realizzate per il primo volume da Umberto Giampà e Mattia Zoanni (che sono anche disegnatore e colorista dell’albo) sono di una bellezza preponderante, ricordando sia il mondo Steam Punk che l’universo delle favole gotiche di Victoria Francis.

Possiamo, inoltre, dire che la caratterizzazione dei personaggi, finora, è ben riuscita ed essi riescono ad inserirsi al meglio in una storia di per sé complessa e densa di problematiche di base. Poiché essere originali in un universo così tanto battuto come quello dello Steam Punk non è facile, ma il team di autori dietro il progetto The Steams è riuscito a realizzare una storia abbastanza interdipendente dal genere. Questo è davvero un pregio, soprattutto una importantissima nota di merito in confronto al panorama fumettistico italiano di oggi. Che ben vengano progetti di questo tipo a risvegliare dal torpore i lettori un po’ saturi.

Vi ricordiamo che The Steams, edito da Noise Press potete acquistarlo scrivendo all’email della casa editrice che potete trovare a questo link. Buona lettura!

The Steams - I Wonder Who

7.5

Disegni

8.0/10

Colori

8.0/10

Storia

7.5/10

Leggibilità

7.0/10

Indipendenza

7.0/10

Pros

  • Disegni e colori davvero pregevoli
  • Buona caratterizzazione dei personaggi
  • L'ambientazione Steam Punk non prende il sopravvento

Cons

  • In alcuni momenti le vignette non sono molto comprensibili in base alla storia

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