The Invisibles Omnibus di Grant Morisson, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Tempo di lettura: 5 minuti

The Invisibles è una testata creata da Grant Morrison per Vertigo, quest’ultima casa editrice ne ha pubblicato un omnibus in America che raccoglie tutto quanto è stato scritto per questa testata, il titolo dell’opera – che è anche il formato che ci accingiamo a recensire – è: The Invisibles Omnibus.

Oltre a Morrison, unico scrittore per la testata, oltre che creatore, The Invisbiles si arricchisce di un vasto team di artisti che comprendono Steve Yeowell, Jill Thompson, Chris Weston  (Space Boy), John Ridgway, Steve Parkhouse, Paul Johnson, Phil Jimenez, Tommy Lee Edwards, Mark Buckingham, Ivan Reis, Philip Bond, Warren Pleece, Sean Phillips, Ashley Wood, Steve Parkhouse, Jill Thompson, Steve Yeowell, Rian Hughes, John Ridgway, Michael LarkSteve Yeowell, The Pander Brothers, Cameron Stewart, Ashley Wood, Mark Buckingham, Dean Ormston, Grant Morrison, Frank Quitely.

Where no eye (or brain) has gone before

The Invisibles è una saga a fumetti che racconta di un mondo segreto e insieme di quelli che sono i segreti del nostro mondo, le due cose, come l’opera spiega fin troppo bene, non sono nè la stessa cosa, nè sono continuative.

In quanto il nostro mondo, oltre ad essere il posto, la realtà, il punto del continuum spazio-temporale che noi abitiamo, siamo, viviamo, è anche tanto altro sotto tanti punti di vista, ergo conoscere un mondo segreto può voler dire scoprire una realtà che si nasconde nella nostra di tutti i i giorni, o che la nostra è solo la piccola parte di una realtà più grande e complessa, o, come nel caso di The Invisibles,… entrambe le cose.

Grant Morrison ed il variegato team di artisti che lo ha aiutato a realizzare The Invisibles riescono a mostrarci e illustrarci – in tutti i sensi che queste parole hanno, in questo caso – un complesso intreccio di segreti, complotti, costrutti fantascientifici, realtà oniriche e tanto altro, che andranno ad essere lo sfondo e in realtà anche i veri protagonisti della storia, con a volte buona pace dei personaggi, come vedremo più avanti.

Schiavi della libertà

A livello di temi trattati e tematiche approfondite, Morrison riesce ad usare teorie del complotto, teorie pseudo-scientifiche e vari espedienti paranormali per esporre, analizzare e sviluppare la sua filosofia ed il suo modo di vedere il mondo e la condizione umana, una intenzione questa che l’autore esplicita chiaramente nella sua idea iniziale per l’opera, che è possibile trovare alla fine del The Invisibles Omnibus, insieme alle sceneggiature, i layouts e le variant cover.

La cosa però più apprezzabile è che The Invisibles, al contrario di quanto potrebbe fare magari un trattato di filosofia, non pone al lettore questa visione e questa lettura della nostra realtà come unica possibile o come unica versione corretta, evolutasi da quelle esposte prima di essa, no, perchè non solo Morrison quando mette la sua filosofia in bocca ad un personaggio, ne usa altri per crearci un vero e proprio dialogo e confronto con altre filosofie, ma lascia anche il lettore, alla fine, con la possibilità di scegliere cosa credere e a quale filosofia affidarsi, se si crede di avere bisogno di una filosofia.

Come veterani di una guerra impossibile

Il comparto grafico, i colori e le cover di The Invisibles sono nel 90% dei casi, impressionanti – nel senso più positivo del termine -, visionarie, godibili e significative.

E’ però anche vero che, mentre il valore del significato dei disegni non cambia mai e rimangono sempre centrali nel canalizzare quanto raccontato da Morrison, è anche vero che invece nel 10% percento dei casi i disegni sembrano stridere sia con i contenuti che con il resto dello stile artistico che si trova nella storia.

Particolarmente apprezzabile è che nel The Invisibles Omnibus i disegni ad esempio di Ashley Wood che non seguivano correttamente la sceneggiatura di Morrison sono stati sostituiti da quelli più fedeli di Cameron Stewart.

In tutto questo non bisogna dimenticare le cover e il loro ruolo magari creduto secondario, ma in realtà centrale, del dare un assaggio di quello che avverrà nella storia, senza anticipare troppo.

Le cover di The Invisibles sono realizzate da Brian Bollard, Sean Philipps e Rian Hughes e riescono esattamente nel loro compito, oltre che ad essere ben disegnate e godibili anche fuori contesto (una cosa non da poco).

Schegge di una granata immaginaria

Ovviamente nessuna opera può onestamente venire definita perfetta o prima di derivazioni. Nel caso di The Invisibles le derivazioni sono delle migliori: si intuisce una manciata di David Lynch, una spolverata di Fitz Lang, una grattugiata di Chris Carter e un cucchiaino di Gene Roddenberry, il tutto miscelato con lo stile di Morrison (proprio dallo stesso Morrison, come forse lui stesso la direbbe).

Se però maestrale è la costruzione della trama e l’utilizzo delle trame secondarie, non altrettanto si può dire dell’uso di alcuni espedienti che sembrano contraddirsi e mal incastrarsi tra di loro, e della delineazione dei personaggi.

Se quest’ultimo problema in The Invisibles fosse limitato solo ai personaggi secondari magari sarebbe anche facilmente superabile, ma il problema è che, a ben pensarci, riguarda anche i protagonisti e, se magari è stato fatto apposta con alcuni, per fini di trama, altri personaggi rimangono completamente spogliati di una storia o di una caratterizzazione  e finiscono per sembrare solo dei Deus Ex Machina da far comparire e scomparire dal palcoscenico a seconda delle necessità.

Mors Mea Vita Mea

In conclusione The Invisibles è un’opera mastodontica, dal punto di vista della complessità dei contenuti e della vastità della storia raccontata. The Innvisibles è una lettura consigliatissima agli appassionati di fumetti, soprattutto se cercano di allargare l’orizzonte delle proprie letture.

The Invisibles Omnibus della Vertigo è il formato idealmente migliore per fruire dell’opera, sia perchè contiene tutto quanto è stato scritto riguardo The Invisibles, sia per via dei contenuti extra che permettono di vedere l’opera da dietro le quinte.

Inoltre la lingua originale risulta fondamentale in alcuni punti, soprattutto per poter fruire comunque della storia di The Invisibles nonostante la narrazione a tratti diventi eccessivamente ed inutilmente complessa.

In poche parole non si può e non si dovrebbe negare la bellezza di The Invisibles di Grant Morrison e l’Omnibus in questione è forse lo scrigno dove è possibile ammirare la maestosa e complessa bellezza dell’opera al meglio.

Link Amazon per reperire The Invisibles Omnibus: qui

 

 

 

 

The Invisibles Omnibus

100.00 Dollari
8.7

Storia

9.5/10

Disegni e colori

8.5/10

Costruzione e caratterizzazione dei personaggi

8.3/10

Capacità di costruire, muoversi e giocare con una mitologia nuova e originale in sè, per quanto legata ad altre pre-esistenti e capacità di innovare, variare ed esplorare l'idea originale e di partenza, senza tradirla

9.5/10

Scorrevolezza, godibilità e accessibilità

7.5/10

Pros

  • Trama complessa ma ben costruita e molto interessante
  • Comparto grafico solido e valorizzante per la trama nella maggior parte dei casi
  • Lettura che richiede una partecipazione quasi attiva del lettore
  • Buon rapporto qualità prezzo
  • Opera globalmente unica e originale, capace di soddisfare completamente una certa fetta di lettori

Cons

  • Non adatto a tutti i lettori
  • Richiede una lettura unitaria per poter essere compreso più facilmente
  • Lo stile narrativo costringe a dover rileggere alcuni passaggi della storia diverse volte
  • Personaggi non sempre ben delineati
  • Uso a volte contraddittorio degli espedienti narrativi

Altri articoli in Fumetti

In The Amazing Spider-Man #850 ritornerà Green Goblin

Gioele Paglia16 Giugno 2020

Marvel Comics annuncia l’arrivo di una nuova serie di Iron Man

Gioele Paglia16 Giugno 2020

DC Comics estende temporaneamente l’accordo con Diamond Comic Distributors

Gioele Paglia15 Giugno 2020

Alexandra Monir scriverà un romanzo su Black Canary

Gioele Paglia9 Giugno 2020

IDW Publishing annuncia ufficialmente le sue nuove strategie di distribuzione

Gioele Paglia8 Giugno 2020

Diamond Comic Distributors commenta ufficialmente l’abbandono della DC Comics

Gioele Paglia8 Giugno 2020