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Slots, la Recensione – NO SPOILER

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Ex chimico, ex barista, ex musicista... La sola cosa che non ha mai smesso? Leggere fumetti. Non importa cosa tu abbia letto, lui lo ha già letto PRIMA di te. Un egomostro.

Ex chimico, ex barista, ex musicista... La sola cosa che non ha mai smesso? Leggere fumetti. Non importa cosa tu abbia letto, lui lo ha già letto PRIMA di te. Un egomostro.

Tempo di lettura: 4 minuti

Il mitico chitarrista blues BB King, uno che il mondo lo girava tour dopo tour dagli anni 60, nella sua autobiografia ha descritto Las Vegas come “il solo posto dove valga la pena vivere“. Probabilmente la pensa così anche il creatore di Slots, lo strano noir-sportivo di Dan Panosian, che ambienta il suo primo lavoro proprio a Las Vegas.

Prima di parlare di Slots, devo però necessariamente parlarvi della mia sorpresa nel leggere uno dei fumetti più divertenti che abbia letto quest’anno. Un po’ per il suo creatore, che ha prestato le sue matite praticamente a ogni casa editrice statunitense, dalla Marvel alla Boom, arrivando anche in Francia dove disegna John Tiffany per la Dargaud. Le sue copertine sono forse il solo motivo per cui continuo a comprare Daredevil – nonostante il soporifero Soule – ed è anche attivo come designer pubblicitario.

Ha lavorato anche per la DreamWorks e anche come designer di videogiochi. Insomma uno a cui mancava solo il lavoro creator-owned per la Image, perché ormai in questo mestiere dove il cinema e la televisione scavano nei fumetti alla ricerca di nuovi soggetti -soprattutto i piu assurdi- devi averne uno.

Ecco, la mia sorpresa e stata trovarmi di fronte a un esordio da sceneggiatore incredibilmente maturo.  Uniteci anche il fatto che non siamo di fronte alla solita serie Skybound dove se tutto va bene c’è qualcosa di apocalittico, o dove muore un protagonista nella maniera più cruenta possibile ogni venti pagine. Qui su Slots siamo più dalle parti di scrittori come Leonard o Lansdale. Gente che sa scrivere molto bene di un America piena di canaglie alle quali in fondo, per qualche strano motivo non puoi non amare.

BENTORNATO A CASA, STANLEY! 

Slots racconta proprio la storia di una di queste canaglie, Stanley Dance, che dopo essere stato via ormai da molti anni da Vegas, decide un giorno di ritornarci.

Stanley si è praticamente autoesiliato da Vegas per il suo rapporto con Les, il suo vecchio socio in affari. Non vi spiego nel dettaglio cosa c’è tra i due visto che è buona parte del racconto si basa su questo ma credetemi se vi dico che è abbastanza per fare i bagagli e non tornare più a casa. Stanley torna a casa per aiutare Betsy la sola donna che, nel bene o nel male gli sia rimasta vicino.

Anche lei ha dei problemi con Les che vuole metterla in ginocchio cercando di farle in ogni modo chiudere il suo locale, il Piggy Bank. Ci sta provando nella maniera forse piu subdola, cercando di convincere sua figlia Mercy a lavorare per lui in un cambio di una paga stellare. La ragazza e giovane e bellissima, e sembra non vedere l’ora di potersi esibire nel locale più grande della città. Il problema è che senza di lei il Piggy Bank chiuderebbe ed è qui che entrerebbe in azione Stanley con un piano che sulla carta non può fallire: tornare sul ring per vincere qualche incontro e puntare sui risultati delle scommesse per aiutare Betsy.

Noi sappiamo che Rocky riesce a vincere anche a sessant’anni perché è un film di Stallone, ma Stanley questa volta non affronterà dei pugili, bensì dei combattenti di MMA.

Questi si, sono sulla carta esperti di ogni arte marziale, ma in realtà sono combattenti mediocri: se si sceglie bene il rivale, anche un pugile non proprio di primo pelo come Stanley ha ancora qualche chance. Un piano basato sulla fortuna insomma. A Las Vegas poi, sembra un piano senza falle.

In più Stanley prova anche a mettere una pezza sul suo rapporto con suo figlio Lucy. Si di nome fa proprio Lucy, avete capito bene.

È un combattente di MMA molto forte, che ha un carattere da stronzo come il padre e forse più di lui odia Les, con il quale ha un rapporto che definirei con un eufemismo come “difficile”. Avrà un ruolo fondamentale nella storia.

Panosian in Slots si occupa di TUTTO, colori compresi. E il lavoro che fa è notevole da ogni punto di vista. I suoi disegni mi ricordano quelli di un Howard Chaykin, con dei primi piani molto espressivi e con tratti molto energico nelle scene di combattimento. In più il suo lavoro sui colori è sublime: il calore e l’atmosfera di molte scene è reso così accentuato proprio dai suoi colori. Si rivela anche uno scrittore brillante; i suoi dialoghi potrebbero essere accostati a quelli di un Lansdale o di un Winslow. Tutto bene quindi?

Purtroppo no. Devo fare le pulci a Slots, perché la storia si conclude in maniera decisamente sbrigativa, lasciandomi purtroppo un po’ deluso. Del resto si, sapevo benissimo che non poteva essere quello il punto della storia, ma il finale trovato da Panosian mi lascia un po’ perplesso, soprattutto per la rapidità con la quale si chiude tutta la vicenda. Slots però rimane una grande lettura, ed è – in puro clima da Las Vegas- un’azzardo; é una storia molto diversa da quelle che siamo abituati a vedere per la skybound. Azzardo decisamente vinto. Spero, visto il finale, di vedere prima o poi un nuovo volume. Nell’attesa consoliamoci con questo, che è un volume grandioso. 

7.9

Sceneggiatura

7.5/10

Disegni

8.0/10

Originalità

8.0/10

Caratterizzazione

8.0/10

Colori

8.0/10

Pros

  • Una storia che appassiona con dialoghi degni della migliore tradizione del romanzo americano.
  • Un grande lavoro dal punto di vista grafico. Impressionante l'uso del colore

Cons

  • Il finale da l'impressione di una "scorciatoia"

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