SAGA – La Recensione, NO SPOILER

Fumetti
Vito Fabrizio Brugnola
Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Tempo di lettura: 4 minuti

Il panorama del fumetto del 2012 non può che essere stato immensamente impreziosito dalla pubblicazione del primo volume di SAGA, opera dello sceneggiatore e ideatore Brian K. Vaughan e della giovane talentuosa disegnatrice canadese Fiona Staples. L’opera è stata pubblicata dalla Image Comics negli Stati Uniti edita in Italia da Bao Publishing.

SAGA è un’opera seriale a fumetti di taglio fantascientifico/fantasy. Essa racconta le vicende dei due protagonisti, Alana e Marko, divisi dal fatto che i loro popoli sono in guerra: Alana è un soldato ed appartiene ad una razza umanoide con ali originaria del pianeta Landfall, mentre Marko è un umanoide con corna caprine del satellite di Landfall, Wreath. I protagonisti sono però uniti dall’amore e da una figlia, Hazel, che è poi la voce narrante fuoricampo del fumetto.

La storia concepita, immaginata e nutrita da Vaughan sin dalla sua infanzia, inizia poeticamente proprio con la nascita di Hazel, e con la rocambolesca fuga del piccolo nucleo familiare dalle zone di guerra.

“Un incrocio tra Star Wars e il Trono di Spade

Già da questa presentazione striminzita di SAGA – che lo stesso Vaughan ha definito un incrocio tra Star Wars e Il Trono di Spade – è facile ravvisare somiglianze con quella che definiremmo Letteratura con la “L” maiuscola: Alana e Marko sono una Giulietta e un Romeo 2.0. Chi si oppone alla loro unione non sono due famiglie, ma due popoli, i popoli a cui appartengono, in guerra tra loro. Un Giulietta e un Romeo che non hanno perso la vita e che hanno avuto una figlia: le peripezie dei due protagonisti per conservare le loro vite e quelle di Hazel sono l’oggetto precipuo di SAGA.

Ancora, è possibile vedere in SAGA una versione fantascientifica, pop, grottesca, assolutamente profana e allo stesso tempo umana del percorso della natività, con la differenza, anche in questo caso, che le difficoltà seguiranno il parto invece che precederle; o più semplicemente il tema della fuga da una guerra in cui non ci si riconosce.

SAGA è pertanto e in primo luogo, una splendida storia d’amore: colorita, sanguigna, e non edulcorata. Chi si aspetta di trovarci la pulizia morale e la pur rassicurante tipicizzazione dei personaggi di Star Wars rimarrà deluso, anche se non dovrebbe esserlo: in SAGA Vaughan è bravissimo a dipingere le dinamiche di coppia tra Marko e Alana, le ansie post-partum tipiche di una mamma, l’ironia e il sarcasmo dei personaggi, le loro piccole paranoie, le ambizioni e i timori dei personaggi di contorno che incrociano il loro piano narrativo con quello dei protagonisti, giochi di potere, crimini di guerra, cacciatori di taglie, la schiavitù sessuale a cui è sottoposta una ragazzina. Quindi no, SAGA non è Star Wars. SAGA è una pubblicazione pensata per un pubblico adulto. E gli ingredienti che vi abbiamo fornito, spoiler-free, servono proprio a prepararvi al pungente e inebriante aroma speziato che la scienza narrativa di Vaughan è riuscita a cucinare.

SAGA - Alana e Marko

SAGA – Alana e Marko

Una Staples in gran spolvero

Non si possono poi spendere delle parole di elogio per il magnifico lavoro di trasposizione grafica – “l’impiattamento”, se rimaniamo nella metafora culinaria – svolto da Fiona Staples. Ogni volta che si riconoscono meriti all’autore della storia, non dobbiamo mai dimenticare, quando parliamo di fumetti, la veste in cui quelle idee ci sono presentate, una veste estetica, il disegno, che è importante almeno quanto la sceneggiatura per la fruizione da parte del pubblico.

Il tratto di Fiona Staples sembra stato raffinato e appositamente sviluppato per la narrazione. Il suo stile è agile, non vi sono ridondanze, vi è tutto il necessario e nulla del superfluo: un lodevole lavoro di sintesi sia per quanto riguarda il segno, sia per quanto riguarda i colori, piatti. Particolare è la scelta dei fondali, appena accennati, mentre le anatomie vestite e non, l’espressività e le inquadrature la fanno da padrona. Questo scarto tra fondale grezzo e figure nette e staccate è anch’esso funzionale alla narrazione, una narrazione in cui lo sfondo è solo in effetti un palcoscenico, non una massa che ingoia gli attori, mentre la vita dell’opera si esprime nelle azioni, nelle espressioni e nelle parole dei personaggi. Saga non offre – volutamente e grazie all’abilità della Staples – al lettore distrazioni dalla narrazione e questo contribuisce al perfetto coinvolgimento del lettore. Questo aspetto in particolare  noi di Nerdplanet.it sentiamo di poterlo garantire.

SAGA

SAGA

Concludendo

Se non l’avete ancora letto, correte a comprare SAGA. E se non vi abbiamo ancora convinti, allora sappiate che l’opera ha vinto ben nove (!) Eisner Award tra il 2013 ed il 2015, sei Harvey Award (2013) e un Hugo Award for Best Graphic Story (2013).

SAGA

8.8

Disegni

9.0/10

Chine

7.0/10

Storia

9.0/10

Indipendenza

10.0/10

Pros

  • Contenuti maturi
  • Disegni splendidi

Cons

  • Fondali un po' vuoti

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