Fumetti

Redneck #2, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Avatar
Ex chimico, ex barista, ex musicista... La sola cosa che non ha mai smesso? Leggere fumetti. Non importa cosa tu abbia letto, lui lo ha già letto PRIMA di te. Un egomostro.

Ex chimico, ex barista, ex musicista... La sola cosa che non ha mai smesso? Leggere fumetti. Non importa cosa tu abbia letto, lui lo ha già letto PRIMA di te. Un egomostro.

Tempo di lettura: 6 minuti

E difficile, anche per chi non legge un certo tipo di fumetti non aver mai sentito il nome di Donny Cates, la nuova “next big thing” del fumetto statunitense. Nel 2017 la Image pubblica God Country, e da lì il suo nome esplode.

Pubblica per la Marvel una storia su Venom così anni ’90 da essere, incredibilmente forse la più bella mai scritta sul personaggio. Venom non ha mai avuto una grande caratterizzazione purtroppo, e spesso e volentieri, è stato legato a rilanci che definire bizzarri sarebbe un eufemismo. Il suo dottor Strange, un matto pronto a tutto, persino a farsi divorare da Voi di per prendere a calci Loki? Fantastico. E vogliamo parlare della sua run su Thanos? Un Thanos innamorato poi! Voglio dire, chi ha mai scritto una storia decente su Thanos? Non ditemi Starlin vi prego, ditemi un altro scrittore che abbia scritto qualcosa di così potente sul personaggio. Non ci riuscite? Tranquilli, è normale signori.

Non è sempre andata così per Cates, il quale prima di God Country, ha scritto The Ghost Fleet e Buzzkill, due fumetti che però non hanno avuto tale successo. Il primo parlava di una storia d’azione che pareva perfetta per essere una sceneggiatura di un film di Carpenter ma per quanto lo adorassi, per quanto avesse un disegnatore fuori scala come Daniel Warren-Johnson è stato chiuso a quattro numeri prima della fine programmata. Buzzkill è invece un fumetto con un supereroe che guadagna i suoi poteri in base alle sostanze che assume. Dal caffè, all’eroina, ogni sostanza un diverso potere. E poi c’è questo God Country,  che è un pastone di tante cose fantasy, incentrato su di un uomo con l’Alzheimer che grazie a una strana spada recupera la sanità mentale. Per poi prendere a calci strane entità divine al grido di “come and take it”.

Dopo God Country tutto cambia. La Marvel gli offre un contratto in esclusiva, e il suo nome appare dappertutto,tutti vogliono leggerlo, perché il ragazzo è bravo,molto bravo. Le sue storie sembrano venire direttamente dal 1995, ma poi piano piano ti accorgi che c’è qualcosa di piu profondo; God Country  Buzzkill e the Ghost Fleet hanno sotto quella veste cosi anni 90 qualcosa di molto simile che li rende molto di più di senplici fumetti di puro intrattenimento: parlano di argomenti intimo e personali. C’è in ognuna di questa storie, per quanto così diverse, qualcosa che riguarda la famiglia. Sotto la patina così anni novanta dei suoi lavori, tutti, tutti i suoi fumetti hanno qualcosa di molto personale che va ben oltre la storia. 

In God Country per esempio questi enormi dei spaziali alla Kirby sono nati da un ricovero in ospedale dell’autore e dalla nascita in contemporanea di sua nipote. Buzzkill ha al centro un controverso rapporto padre-figlio. E dietro alle esplosioni e ai demoni di Ghost Fleet c’è un inno al perdono. Ogni storia per Cates è un pretesto sul parlare dei suoi demoni, e di quanto sia importante la famiglia.

E se vi state chiedendo il perché di questo lungo preambolo, è perché anche Redneck, la sua fatica per la Skybound di Robert Kirkman non è “solo” una storia di vampiri: é una vera e propria saga familiare. Ed è per questo una storia che vale davvero la pena di leggere. 

DOVE ERAVAMO RIMASTI

Redneck racconta la storia dei Bowman, una piccola famiglia di Vampiri che si tiene ai margini di Sulphur Spring, una cittadina del Texas. Grazie a Dio qui non siamo dalle parti di Twilight, non abbiamo vampiri che soffrono la loro condizione, o vampiri che incarnano un ideale romantico per teenagers. I Bowman vogliono solo vivere tranquillamente,senza spargimenti di sangue. Macellano animali bevendone il sangue come se fosse birra e se lo rivendono a ristoranti di fiducia. Potrebbero dominare la città con le loro abilità, ma decidono di starsene tranquilli per conto loro.

La notte di Natale però i figli del capofamiglia, JV, vanno a far baldoria in paese. Non ci sarebbe problema, anche se vampiri giovani sono già molto più vecchi di me e te che leggi messi assieme. Il problema sono i cacciatori di vampiri che vivono a Sulphur Spring, gente che è pronta a tutto per antiche (quanto inutili) storie. Voi terreste il broncio per secoli contro dei mostri per un cavallo? Per fortuna interviene zio Bartlett ed evita una rissa.

Da qui in poi la storia diventa una notte da leoni, ma scritto da Stephen King. Lo zio si sveglia e vede impiccato bruciare sotto al sole uno dei suoi nipoti. 

Nel tentativo di capire chi abbia messo al cappio uno dei figli di JV succede di tutto fino a quando non si finisce per vampirizzare Padre Landry, il capo dei cacciatori di vampiri e i nostri sono costretti a lasciare sulphur springs in seguito a una retata della polizia.Potrebbero tranquillamente farli a pezzi, ma decidono comunque di scappare. E da qui comincia il secondo volume.

“POTREBBE PIOVERE”

I Bowman decidono di adottare il neo-vampiro Landry. Bartlett lo prende come suo protetto, e cerca come può di introdurlo a questa nuova e straniante condizione. Basta solo evitare il sole, le croci, paletti nel cuore e decapitazioni. E poi il sangue di maiale non e cosi male in fondo. Vampirizzare qualcuno poi non e neanche così semplice, perché bisogna bere ogni singola goccia, e poi soprattutto in una situazione del genere, chi la vorrebbe un’altra bocca da sfamare?

Landry però ignorando “le regole” ha continuato a comportarsi da grandissimo stronzo come sempre ha fatto ed ha finito per vampirizzare decine di persone. Il risultato è dei peggiori: JV finisce con un paletto nel cuore, e i Bowman vengono presi in ostaggio.

Il tema centrale di questo volume di Redneck sono le conseguenze dei piccoli errori. Se spesso per un essere umano le conseguenze di qualcosa che spesso consideriamo irrisorio possono farsi sentire a lungo nel tempo, figuratevi per qualcuno che sulla carta è immortale. Se nel primo volume lasciare un vecchio nonno vampiro in soffitta, pronto ad aspettare per decenni il momento adatto per vendicarsi non è stata proprio una scelta felice, qui in questo volume il ruolo di quello che potrei chiamare “errore vivente” lo prende Landry che rimane comunque un personaggio cattivo,crudele ed egoista. 

Oddio, se proprio dobbiamo essere onesti, a sua discolpa lui non sapeva come si vampirizzava qualcuno, ma al tempo stesso solo Bartlett si è preoccupato di spiegarglielo. E’stato più semplice lasciarlo in disparte. Anche qui una semplice dimenticanza (dettata da secoli di rancore) porterà i nostri verso un triste finale. Il personaggio più interessante, forse il piu umano tra tutti però è proprio Bartlett, un uomo che come Landry è stato adottato dai Bowman, ma non ha finito per mandare tutto all’aria come Landry. I due, seppur molto simili sono le due facce della stessa medaglia: uno, allontanato da tutti ha finito per diventare un problema, mentre l’altro grazie alla sua “famiglia” e diventato una guida da seguire.

Un esempio PESSIMO. Se JV è un cowboy, Bartlett e un vigliacco. Vampirizzato per codardia, è rimasto un vigliacco e ora deve guidare i suoi in quella che e là peggior cosa che gli sia mai capitata nei secoli. Come se la caverà ad essere l’eroico protagonista?! Riuscirà ad essere anche lui un cowboy, o sarà qualcun’altro a toglierlo dai guai?

Anche qui Cates ci mette del suo, parlando di drammi familiari. In molte interviste racconta di come suo padre abbia “spezzato un circolo” quando è nato lui. In ogni suo racconto il  suo concetto personale di famiglia è al centro della narrazione, e Redneck non fa eccezione. La famiglia puo cambiarti in meglio, ma purtroppo puo anche creare risentimenti. Questo volume mette molta carne al fuoco per futuri sviluppi: ci sarà un nuova perdita nelle file dei nostri e verrà introdotto un nuovo personaggio che sono sicuro sarà fondamentale nelle prossime storie.

Due parole sul disegnatore, Lisandro Estherren che è per me la vera sorpresa della serie. Il riferimento principe è il Southern Bastards della coppia Aaron/Latour, ma rappresentati in maniera più semplice, ai limiti del cartoonesco. E il risultato è ottimo. Redneck si riconferma una grande lettura. Non avrei mai pensato di definire una storia di vampiri “intimista”, ma non riesco proprio a usare un altro termine per quella che a mani basse è una delle serie più belle della skybound. Proprio il fatto che Redneck sia più vicino a un epopea familiare che non a un True Blood qualsiasi rende ogni volume della serie non solo una lettura più matura di quanto non si creda, ma rende il tutto imprevedibile. Rispetto ad altre cose di Cates, questa serie è passata in sordina, ma credetemi, è una serie meravigliosa. Recuperate ASSOLUTAMENTE il primo volume di Redneck se non lo avete già fatto perché per me è una delle migliori serie dell’anno. Consigliatissima.

8.5

Sceneggiatura

8.5/10

Disegni

8.5/10

Originalità

8.5/10

Caratterizzazione

8.5/10

Colori

8.5/10

Pros

  • Questi vampiri "intimisti" danno vita a lunghi archi sempre imprevedibili.
  • Ottimi i disegni "cartooneschi"e un po' retrò di Estherren
  • Un titolo che -nonostante la scritta skybound- non si dimentica appena chiuso il volume
Aggiungi un commento all'articolo! Clicca qui.

Lascia un commento!

avatar
  Subscribe  
Notificami

Altri articoli in Fumetti

Dc Comics: Superman rivelerà la sua identità segreta?

Gioele Paglia17 Settembre 2019

Future Foundation e Tony Stark: Iron Man chiudono a dicembre!

Gianfranco Autilia17 Settembre 2019

DC Comics: uno sguardo alle protagoniste di Birds of Prey grazie alle cover dei fumetti

Gioele Paglia16 Settembre 2019

Le conseguenze di City of Bane verranno esplorate in Detective Comics

Gioele Paglia16 Settembre 2019

Panini Comics annuncia un volume celebrativo per gli 80 anni Marvel

Gianfranco Autilia16 Settembre 2019

Panini Comics annuncia un lussuoso cofanetto dedicato al Marvel Cinematic Universe

Gianfranco Autilia16 Settembre 2019