Paranoid Boyd di Edizioni Inkiostro, la Recensione

Fumetti
Debora Sistahsoldier
Classe 1991. Accanita lettrice e divoratrice di fumetti fin dalla tenera età. Le sue preferenze spaziano dal genere horror (il suo preferito), al thriller fino all'esoterismo e misticismo. Insomma, tutto ciò che è dark è ben accetto. Tra i suoi scrittori preferiti ci sono Alan Moore, Neil Gaiman e Garth Ennis.

Classe 1991. Accanita lettrice e divoratrice di fumetti fin dalla tenera età. Le sue preferenze spaziano dal genere horror (il suo preferito), al thriller fino all'esoterismo e misticismo. Insomma, tutto ciò che è dark è ben accetto. Tra i suoi scrittori preferiti ci sono Alan Moore, Neil Gaiman e Garth Ennis.

Tempo di lettura: 5 minuti

La paranoia. Chi di voi non l’ha mai provata almeno una volta? Quel sentimento subdolo che ti fa dubitare di tutto e tutti. Il mondo non è sempre un luogo ostile, traboccante di sussurri e congiure. Non per la maggior parte di noi, almeno. Ma per qualcuno si. Per qualcuno il mondo può diventare il regno dell’odio, del terrore. Volete sapere cosa si prova? Volete ricordare cosa si prova? Allora mettetevi comodi e godetevi questa storia paranoica sapientemente orchestrata da Andrea Cavalletto per Edizioni Inkiostro.

Paranoid Boyd è una miniserie horror che ha come protagonista William Boyd, Will per gli amici, un uomo che è completamente vittima dei suoi demoni. La bomba in lui è già esplosa e continua a esplodere come in un loop inarrestabile. Will si lascia guidare dalla sua paranoia, ne è completamente schiavo e con facilità si ritrova quotidianamente catapultato nel suo mondo, lungi dall’essere da tutto ciò che viene definito realtà.

La realtà universale non esiste. Pensateci un attimo: ognuno di noi ha la sua realtà. Passiamo il nostro tempo alla ricerca di qualcuno che veda le stesse cose che vediamo noi. Ed è così che fa Will. Quindi non dobbiamo stupirci se le persone che lo circondano sono simili a lui. Amici o nemici, hanno tutti i loro demoni da tenere a bada.

MA CHI È VERAMENTE WILLIAM BOYD?

Ci troviamo di fronte a un reietto, a un sopravvissuto. William infatti si trovava nella torre del World Trade Center proprio il fatidico giorno dell’11 Settembre 2001. E’ stato testimone di uno degli eventi più sconcertanti della storia americana, ed ha visto con i propri occhi il volo American Airlines 11 che gli arrivava addosso. Anche se quell’aereo, ai suoi occhi, non era un vero e proprio aereo.

Gli è stato detto che è malato, schizofrenico paranoico per la precisione, perciò deve curarsi e assumere quotidianamente la sua dose di pillole. Ma Will è restìo a qualsiasi spiegazione logica, scientifica e medica che gli venga fornita. Questo perché lui sa la verità, sa che se non sopravvive, molto presto questo suo malessere si estenderà come una piaga diventando l’inferno per tutti.

Trascorre le giornate imbottito di sedativi, di alcol e di eroina, e assiste al lento ma inesorabile declino del suo matrimonio, cercando sovente un po’ di conforto e amore tra le braccia della prostituta Gil. Il culmine della follia viene raggiunto quando Gil gli confessa di avere un ospite in casa, un bambino dall’aspetto smunto ma selvaggio, che tiene rinchiuso nell’armadio. Le cose precipitano ulteriormente quando il bambino scappa e Will decide che deve ritrovarlo a tutti i costi per portarlo al sicuro. E’ una decisione che il nostro “eroe” prende inconsciamente, forse perché desidera riscattare quel grave peso di impotenza che sente nei confronti della giovanissima figlia Gretel, malata terminale.

A partire da questo evento, tutta la storia inizia a intricarsi in maniera sconvolgente. Pare che la decisione presa da Will sia l’ennesima “brillante idea” della sua vita, soprattutto quando scopre che il bambino ha poteri sovrannaturali ed è ricercato da una setta di fanatici religiosi che è guidata da una vecchia tardona che si fa chiamare Madre Therese (c’è qualche riferimento o è una mia paranoia?).

TIRA ARIA PARANOICA

Durante la lettura si può fortemente respirare quello che si potrebbe definire aria paranoica. La suggestione che si percepisce è al massimo dei livelli, l’autodistruzione è vicina. Atmosfere cariche di follia, pessimismo, sangue e cattiveria di prima qualità. Scene crude e molto brutali si susseguono sotto i vostri occhi raccontando una storia assurda, ma così assurda, che vi costringerà alla lettura. Il ritmo è assolutamente incalzante.

Tuttavia, nonostante l’ottimo lavoro nell’azzeccare l’atmosfera più adatta a Paranoid Boyd, Andrea Cavalletto fornisce una caratterizzazione di William Boyd che in alcuni casi è carente. Questo è il primo limite dal punto di vista della sceneggiatura, che per il resto si avvale di dialoghi diretti e realistici e della citata capacità di suggestione.

La maggior parte degli albi termina con un cliffhanger cioè una tecnica di scrittura in cui la narrazione si conclude con una interruzione brusca in corrispondenza di un colpo di scena o di un altro momento culminante caratterizzato da una forte suspense. In genere un cliffhanger conclude un episodio con l’intento di indurre nel lettore o nello spettatore una forte curiosità circa gli sviluppi successivi.

Dalla lettura si può notare anche una certa ricorrenza di clichè, neppure troppo velata, e riferimenti a tematiche esoteriche.

UNO SGUARDO ALL’EDIZIONE

Paranoid Boyd è stato pubblicato in 6 albi spillati dalla casa editrice Inkiostro. E’ una storia adatta a pubblico adulto (18+), come specificato su tutte le copertine, perché è violenta, splatter e veramente disturbante.  La pubblicazione dell’opera è stata suddivisa in prima stagione (dal numero 0 al numero 3) e seconda stagione (dal numero 4 al numero 6). Il volume numero 4 può essere considerato uno speciale in quanto racconta una storia ambientata nel passato legata al numero zero, e tratta il tema della paranoia del satanismo nella musica metal.

Per le illustrazioni sono stati coinvolti numerosi artisti che hanno provveduto alla realizzazione grafica dei diversi capitoli che compongono gli albi. Da ciò si può sicuramente evincere come una scelta del genere possa essere un’arma a doppio taglio. Perché? Beh, se da un lato si ha la possibilità di apprezzare il lavoro dei diversi artisti, dall’altro si perde molto la caratterizzazione dei personaggi. Questo perché ogni artista ha ovviamente disegnato William Boyd e gli altri personaggi a modo suo, dando anche una propria visione d’insieme che caratterizza le location oltre che i personaggi.

Tra i disegnatori vanno sicuramente ricordati Matteo Pirocco, che ha lavorato su alcuni capitoli del numero 2 utilizzando un tocco dettagliato e aggiungendo ombreggiature tratteggiate. In questo caso Pirocco riesce anche a conferire particolare espressività ai personaggi, scegliendo inquadrature ricercate e punti di osservazione insoliti. Anche Rossano Piccioni, Renato Riccio e Emanuele Bacinelli hanno realizzato alcuni capitoli. Tutte le tavole, anche se con stili diversi, sono comunque caratterizzate da atmosfere cupe e spiccata drammaticità.

Anche le copertine sono state sottoposte al lavoro di artisti diversi, per esempio Simone Delladio firma quella del numero 0. Le copertine si rivelano sempre molto azzeccate, in alcuni casi molto spinte, e decisamente visionarie più che descrittive, evocando pensieri paranoici più che reali.

Nel complesso Paranoid Boyd si presenta come un horror made in Italy non privo di difetti, ma è sicuramente un tentativo coraggioso da parte di Andrea Cavalletto che ha dichiarato di averci messo molto di sé stesso nella stesura dell’opera. Gli amanti dello splatter e delle atmosfere cupe e crude troveranno sicuramente pane per il loro denti nella lettura, a patto di scendere a piccoli compromessi con alcune imperfezioni già citate.

Questa miniserie horror si compone dei seguenti albi:

  • Dioscuri, vol. 0
  • Sulle scogliere della rovina, vol. 1, 32 pp, b/n, 4,00€
  • Il lupo sulla soglia, vol. 2, 32 pp, b/n, 4,00€
  • Il cavaliere triste, vol.3, 64 pp, b/n, 5,90€
  • Il corpo del mostro, vol. 4, 64 pp, b/n, 5,90€
  • Giorni penitenziari, vol. 5, 64 pp, b/n, 5,90€
  • Sia benedetto tutto ciò che mi ha reso più folle, vol.6, 64 pp, b/n, 5,90€

Paranoid Boyd

6.3

Sceneggiatura

7.0/10

Comparto Artistico

7.0/10

Scorrevolezza

6.0/10

Originalità

6.0/10

Caratterizzazione dei personaggi

5.5/10

Pros

  • Coinvolgimento del lettore con un sapiente uso della suspense
  • Tavole disegnate da vari artisti con stili diversi
  • Disegni e atmosfere azzeccatissime

Cons

  • Scarsa caratterizzazione dei personaggi
  • Tavole disegnate da vari artisti con stili diversi
  • Clichè caratteristici del genere horror
  • Non adatto a tutti, soprattutto a chi non ha uno stomaco forte ed è facilmente impressionabile

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