Paperino e gli Amazing Files – Missione compiuta per gli autori

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Tempo di lettura: 3 minuti

Esiste una regola non scritta, una sorta di assioma che distingue un buon autore da un grande autore: dare al lettore non ciò che il lettore vuole, ma ciò che il lettore non sa di volere. Se c’è qualcuno che segue in maniera straordinaria è Bruno Enna, tra i migliori autori disneyani, e non solo, degli ultimi vent’anni. Con una carriera che ha consegnato al pubblico lavori decisamente indimenticabili, iniziando con storie di PK come Frammenti d’Autunno e Tempo al Tempo, e proseguendo con la genesi di Paperino Paperotto, che nella sua semplicità e nella sua rappresentazione dell’infanzia è stato lo strumento ideale per l’autore per lanciare delle riflessioni e delle emozioni davvero rare.

Con Topo Maltese in uscita settimana prossima, e con il ritorno di Reginella previsto per l’estate, cosa è riuscito a creare lo sceneggiatore sardo con Paperino e gli Amazing Files?

Ricordiamo che abbiamo già parlato della storia in questi due precedenti articoli:

Realtà

Una storia divisa in quattro capitoli, con l’aiuto insostituibile di Nicola Tosolini alle matite. Il disegnatore è tra i più prolifici legati alle storie del paperotto, riuscendo a trasporre con le sue tavole quella classica atmosfera scherzosa, fanciullesche, rasserenante di Quack Town, nella moderna metropoli paperopolese, senza snaturare i personaggi. Design che mostrano personaggi adulti, e non bambini cresciuti, mostrano l’impegno nel non parodizzare il gruppo di amici, altro segnale della serietà con cui questa avventura è stata generata dal team artistico.

Molti fan si aspettavano da queste quattro puntate un qualcosa di prevedibile e banale: baci, abbracci, un gruppo che si ritrova.

Invece no. Aprendo il primo capitolo ci si rende immediatamente conto che ci troviamo di fronte a qualcosa di totalmente diverso: una avventura simile a quelle che sono state vissute dai protagonisti durante la loro infanzia, con una unica differenza, la realtà di ciò che andranno ad affrontare nel corso dei vari capitoli. Alieni, mostri, un mistero da risolvere. E qui sta decisamente l’abilità dell’autore nel non realizzare una semplice storia che “scimmiotti” le loro avventure passate, ma trasportandola nella loro vita di oggi, con i loro lavori, con la loro vita, ormai lontana da quell’infanzia perduta. Mentre la storia prosegue, vengono lasciati degli importanti messaggi per comprendere ciò che è lo scopo principale di ciò che sta avvenendo: i sogni, l’importanza di saper ancora immaginare, il desiderio di crescere senza però perdere quell’amore per l’avventura, quella curiosità che porta chiunque a vivere nello straordinario e non nella normalità, nella noiosa quotidianità.

Si arriva così all’ultimo capitolo, tra risate, gag, e disavventure. Ma il mistero appare ancora lontano dalla risoluzione. Chi sta guidando il gruppo di amici nelle loro storie paranormali?

Ritorno al futuro

Nello scioglimento del mistero, l’autore da decisamente il meglio di sé. Ricordando ciò che è avvenuto nella storia celebrativa del numero 3000, scopriamo che in realtà è proprio il giovane Paperino Paperotto a guidare, attraverso una macchina ideata da Archimede, le azioni del gruppo. A quale scopo? Riunire il se stesso adulto ai suoi storici amici, togliendolo dall’amaca in cui viene visto passare la vita, per portarlo a vivere nuove e straordinarie avventure. La storia procede così su due binari temporali, che mostrano al tempo stesso Paperino Paperotto parlare dei propri sogni per il futuro, mostrando quanto affetto provi per quei suoi inseparabili amici, mentre nel presente vediamo Paperino ricordare e comprendere quanto abbia bisogno di quella sgangherata banda con cui ha passato talmente tante avventure…

Un finale che non è assolutamente strappalacrime e melenso, ma che è, come buona tradizione dell’autore, assolutamente commovente. Un messaggio che travalica le età, che vale sia per i giovani lettori, sia per i lettori più grandi, pronti a leggere la storia dai due diversi punti di vista. In Paperino e nei suoi amici, ognuno rivede parte di sé, della propria vita, in una profondità della personificazione della lettura che è davvero rara.

Risate, avventura, emozioni. Una storia che è riuscita a soddisfare in pieno, racchiudendo in quattro capitoli un racconto assolutamente da ricordare. Speriamo ci sarà una riedizione cartonata, che diventerà sicuramente imperdibile.

Vi ricordiamo che trovate Paperino e gli Amazing Files su Topolino 3192, 3193, 3195, 3196. Settimana prossima troverete sul settimanale la storia celebrativa Topo Maltese, omaggio per l’anniversario di Corto Maltese, ugualmente sceneggiata da Bruno Enna e disegnata da Giorgio Cavazzano. Nell’attesa di vedere l’autore all’opera con Reginella, un compito davvero difficile, ma in cui non possiamo che riporre fiducia.

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