Orfani: Ringo #4 – Dissolvenza in Nero, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Tempo di lettura: 3 minuti

Giunge così al termine la seconda stagione di Orfani, dall’iconico titolo Ringo. In questi dodici capitoli, raccolti in quattro pregevoli bolumi Bao Publishing, abbiamo accompagnato il Pistolero in un distopico viaggio attraverso l’Italia alla fine del mondo. Seba, Nuè e Rosa sono stati non solo compagni di viaggio, ma veri e propri figli, in un lungo cammino dal sapore dantesco. Riusciranno ad abbondare questo mondo infernale, per tornare a riveder le stelle?

Dissolvenza in nero

Questo ultimo volume è un incredibile crescendo di emozioni, in cui ogni capitolo riesce a colpire il lettore più e più volte, in un continuo colpire allo stomaco. Un dolore, quello del lettore, che porta davvero a chiedersi se proseguire nella lettura di Orfani. Recchioni e Uzzeo hanno confezionato una seconda stagione che sa davvero toccare le corde del lettore, in un profondo coinvolgimento empatico che non lascia scampo. Gli ultimi tre capitoli riescono a risollevare questa seconda parte di Orfani, compattando in questo finale una grande quantità di azione e avvenimenti, come se la narrazione troppo diluita a cui abbiamo assistito nel mezzo fosse solo un lontano ricordo.

La battaglia finale si avvicina, così come il traguardo finale che potrebbe trasformarsi in speranza o in tragedia. Lo scopo di Ringo è ormai uno solo: lasciare che i ragazzi lascino questa valle di lacrime che è ormai il pianeta Terra, alla volte del Nuovo Mondo. A braccare la sua nuova famiglia troveremo quella che ha perso nella prima stagione, in quello scontro fratricida che ha deciso le sorti della prima squadra di Orfani. Passato e presente si scontrano, mentre nel grembo di Rosa cresce il futuro: chi avrà la meglio?

Un finale davvero esaltante, decisamente differente dal precedente, ma che sa trovare una propria iconica identità.

C’era una volta

Identità che viene ribadita anche dal lavoro artistico, che abbandona i pregevoli giochi di citazione di luoghi reali della nostra Italia in favore del ritorno a stile decisamente più action. La battaglia è il vero padrone di questi ultimi capitoli, in un incredibile dinamismo che rende il racconto ritmicamente irresistibile. La vera sfida è non lasciarsi trasportare nella lettura, rapiti dalla rapidità in cui si susseguono gli eventi. Le ultime pagine, a opera di Roberto Zaghi, sono un vero esempio di iconicità, rimanendo impresse nella memoria del lettore, in un gioco di dualismi che sa commuovere e disorientare il lettore.

A donare maggiore efficace contribuisce il colore, rendendo le pagine decisamente vive, complesse, accese, trasformando il tratto degli artisti in maniera sinergica e profonda.

La cura editoriale del volume contribuisce inevitabilmente a migliorarne l’esperienza, non solo attraverso le pagine più grandi e la resa cromatica tipica di un volume di pregio, ma anche grazie ai tanti contenuti speciali di cui abbiamo avuto modo di parlarvi in queste ormai otto recensioni.

Eroe

La vera problematica di questa conclusione? La vittoria del grande protagonista di Orfani, il già citato nichilismo. Recchioni e Uzzeo finiscono infatti per lasciare il lettore spaesato, spiazzato, un po’ anche arrabbiato e con un’unica domanda:“Devo continuare?”.

Questo non possiamo dirvelo (o meglio, lo faremo nella prossima recensione), ma se Orfani è riuscito, in questo finale, a donare un così alto coinvolgimento, merita sicuramente di essere proseguito, o perlomeno di tentare di seguire il nuovo corso che ne verrà dato. Abbiamo infatti assistito a due stagioni completamente differenti: se da una parte ha prevalso la fantascienza più classica, dall’alto ha preso il sopravvento la distopia. Se da un lato abbiamo assistito al grande inganno, dall’altra abbiamo visto la verità di un mondo ormai sull’orlo del baratro.

E così, mentre il mondo muore, e mentre gli eroi diventano leggende, un nuovo mondo è lì, ad attendere l’umanità, e una terza stagione che non sappiamo cosa potrà raccontarci.

Allacciate le cinture perché le avventure di Orfani non finiscono qua!

Orfani: Ringo #4

7.6

Sceneggiatura

7.0/10

Disegni

8.0/10

Colori

8.0/10

Caratterizzazione

7.0/10

Estetica

8.0/10

Pros

  • Conclusione meravigliosa
  • Emozionante e coinvolgente
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