Orfani: Ringo #1 – Alba di Guerra, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Tempo di lettura: 3 minuti

Orfani, dai dodici capitoli iniziali, si è decisamente evoluta come serie, quindi a generare una vera e propria mitologia interna. Alla prima stagione infatti seguito una seconda, tanto diversa quanto emozionante, dall’emblematico titolo Ringo.

La serie vede infatti l’unico sopravvissuto degli Orfani come protagonista, in una ambientazione completamente differente da quella a cui ci ha abituato la serie. Dalle profondità dello spazio siamo tornati sulla Terra, vent’anni dopo gli eventi della prima stagione: la rivoluzione è ormai fallita, il dominio di Juric appare incontrastato, e Ringo si è ritirato a vita privata, conscio di non avere più alcuna possibilità di cambiare il corso degli eventi.

A riportarlo in gioco sarà Barbara, sua amante diversi anni prima, che ne chiederà l’aiuto per salvare tre giovani rivoluzionari, uno dei quali è figlio non solo suo, ma anche dello stesso Ringo. Un mistero a cui Barbara stessa sceglierà di non rispondere, desiderando che il guerriero dedichi tutto se stesso nel salvataggio del trio. Per Ringo è tempo di un nuovo viaggio, colmo di nuove e antiche battaglie, attraverso una Italia post-apocalittica, sul tramonto dell’umanità.

Noi non facciamo cadaveri, noi facciamo la rivoluzione

Questa seconda stagione vede un nuovo ingresso alla sceneggiatura: accanto a Roberto Recchioni troviamo Mauro Uzzeo, in grado di donare un tocco in più, riuscendo a mostrare una certa freschezza del racconto, forte sostegno in questo totale cambio di ambientazione.

Nei primi tre capitoli contenuti in Alba di Guerra assistiamo a un deciso cambiamento rispetto alla prima stagione. In primis salta agli occhi l’assenza di bipartizione che aveva caratterizzato fin qui Orfani, preferendo un unico grande blocco narrativo per ogni episodio. Un effetto notevole, che aumenta il peso del racconto. Racconto che si caratterizza per le nuove tematiche dominanti: il viaggio, la crescita, e gli affetti. Se la prima stagione proponeva la crescita di ragazzi visti unicamente come soldati, Ringo mostra la crescita di ragazzi il più possibile normali, lanciati in un difficile mondo sull’orlo della fine. Il tutto condito da un viaggio attraverso l’Italia che non è solo reale, ma è anche metaforico, sia per Ringo, nell’inedito ruolo di genitore, sia per i suoi tre “figli”, Rose, Nuè, e Seba.

Una ulteriore caratteristica in più di questa nuova ambientazione è il rapporto con l’umanità stessa: la prima stagione proponeva esclusivamente le dinamiche tra il cast principale, mentre questa seconda porta il lettore a conoscere la nuova struttura in cui il mondo stesso si è andato ordinando, fatta di violenze e di un ritorno all’anarchia.

Re-Start

Orfani: Ringo si caratterizza per una forte varietà di disegnatori e coloristi, anche se il cambio di scenario li ha costretti ad abbandonare lo stile della prima stagione per illustrare un mondo completamente differente. Dalla fantascienza si passa così al distopico, al post-apocalittico, spingendo anche gli autori a “divertirsi” nella rappresentazione di luoghi piuttosto noti del paesaggio italiano. In questo primo volume vediamo l’abbazia di Montecassino e la Città Eterna, Roma: non saranno gli unici luoghi che il lettore italiano riuscirà a riconoscere, in un effetto davvero notevole, poco abituati come siamo a vedere, all’interno dei fumetti, luoghi così vicini alla nostra quotidianità.

A donare una maggiore efficace arriva anche questa edizione Bao Publishing, in grado di rivelarsi l’ideale per questo genere di lettura. I tre capitoli rappresentano un ideale incipit, anche se questa seconda stagione si caratterizza per una forte omogeneità dell’intero racconto, visto come un vero e proprio corpus unico da un punto di vista narrativo.

Questa edizione si caratterizza non solo per le dimensioni maggiori, ma anche e soprattutto per dei contenuti speciali davvero pregevoli: schizzi preparatori, interviste, approfondimenti, e sketch esclusivi. E l’effetto libreria riesce a diventare a ogni volume più efficace. Se siete amanti di questo genere di edizioni, troverete pane per i vostri denti!

Alba?

La seconda stagione di Orfani si caratterizza per una ideale eredità dalla prima stagione. A fare da raccordo non è solamente la presenza di Ringo, ma anche da altre inquietanti sorprese (leggere per credere!). Se avete apprezzato la prima stagione non potete lasciarvi sfuggire la seconda, in grado di reinventare il mito di questa serie, rivisitandola e mostrando l’altro lato della medaglia.

Orfani: Ringo è quanto di meglio si possa chiedere dalla mitologia di questa serie.

Orfani: Ringo #1 - Alba di Guerra

7.7

Sceneggiatura

7.5/10

Disegni

7.5/10

Colori

7.5/10

Caratterizzazione

8.0/10

Estetica

8.0/10

Pros

  • Un forte e innovativo cambiamento
  • L'ambientazione italiana è un vero piacere

Cons

  • La differenza di tematiche potrebbe non piacere a chiunque
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