Mr. Miracle, la Recensione – NO SPOILER

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Tom King, tra i migliori autori statunitensi del nostro periodo, in grado di mettersi in mostra grazie a titoli dal grande successo come Sheriff of Babylon, Omega Men, Visione, senza dimenticare l’attuale serie regolare dedicata a Batman, già diventata un vero cult tra gli appassionati.

Ad affiancarlo abbiamo le magiche mani di Mitch Gerads, con cui ha già lavorato su Sheriff of Babylon. I due autori si riuniscono per una miniserie di dodici capitoli dedicata a Mr. Miracle, l’escapista creato dal grande Jack Kirby. La già acclamata serie arriverà in Italia per Lion Comics, direttamente in due volumi brossurati.

Può sicuramente essere utile un breve excursus sul personaggio: Mister Miracle, alias Scott Free, è il figlio dell’Altopadre di Nuova Genesi. Nel tentativo di fermare una guerra sanguinosa che durava da anni contro il pianeta Apokolips, l’Altopadre acconsentì a uno scambio di eredi con Darkseid: il patto stabiliva che nessuna fazione avrebbe attaccato l’altra nel rispetto di quest’accordo. Scott venne così scambiato con Orion. Mentre quest’ultimo fu cresciuto con amore e cura, Scott venne mandato nella Fossa, sotto il controllo di Nonnina Cara, in grado di sventare ogni suo tentativo di fuga.

Tom King non si allontana dallo stile che ha contrassegnato le sue miniserie, regalandoci un racconto decisamente autonomo, che usa sì il passato come base, ma allo scopo di generare una narrazione dal taglio fortemente indipendente.

La direzione DC Comics ha dato spesso dimostrazione di non saper dare il meglio su quelli che sono stati i personaggi creati da Kirby nella sua serie Quarto Mondo. Diverse grandi storie hanno riportato i riflettori sugli eroi e i protagonisti creati dal Re Kirby, ma senza riuscire a raccogliere pienamente l’eredità, lasciando questi personaggi sullo sfondo dell’Universo fumettistico DC. Grant Morrison ha provato, in Crisi Finale, a dare un più che degno epilogo, ma il rilancio New 52 ha vanificato il suo lavoro, riportando nuovamente quei personaggi sulla carta stampata.  Tom KingMitch Gerads sono così i primi a cercare di essere dei degni successori del lavoro di Kirby, i primi a spingere veramente questi personaggi in una nuova e intrigante direzione.

Mr.Miracle, nonostante la tragedia alla base delle sue origini, riesce comunque a fuggire e stabilirsi sulla Terra, a sposare Barda e ad essere un eroe. Ma non gli basta. Ha dominato ogni illusione, ha messo in atto moltissimi trucchi, è scappato da un infinità di trappole, tutte tranne tranne una. Non è mai sfuggito alla morte. È possibile compiere questa impresa per il genio della fuga?

La storia si apre proprio con il nostro protagonista che tenta di uccidersi.

Mr. Miracle è un albo straziante ed angosciante.
L’escapista è angosciato perché essere libero è come vivere in una gabbia dalla quale non può fuggire.
La consapevolezza di questa condizione è progressivamente introdotta dal team creativo nel personaggio e trasmessa al lettore, gli strumenti formali utilizzati sono svariati: sia dal punto di vista grafico che testuale, catturano l’attenzione e colpiscono alla stomaco.

Quasi regolare l’impostazione della pagina a 9 riquadri. Questo tipo di soluzione, resa iconica da Alan Moore e Dave Gibbons in Watchmen,  viene comunemente definita ”gabbia”: la scelta è decisamente voluta, allo scopo di evidenziare l’impossibilità di sfuggire alla condizione sopracitata. Il senso di claustrofobia e di minaccia viene aumentato e esplicitato nei riquadri neri con semplice testo bianco “Darkseid è”.

In Sheriff of Babylon e nei loro numeri di Batman i due autori si sono dimostrati tra le migliori squadre nel mondo dei fumetti del recente panorama. Mr. Miracle sembra della stessa stoffa del Visione di King: una storia lunatica che mira a esplorare la vita privata di un eroe, anzi, un Dio, mostrandone un lato molto imperfetto ed umano, concentrandosi così sulla crisi della figura eroica.

Gerads è un artista estremamente versatile, abile a riprendere il dramma e il colore delle classiche tavole di Kirby, e capace di rendere personaggi come Scott Free o Barda semplici, caratterizzati da colori sbiaditi, riuscendo così a concentrare l’attenzione sul dolore (sia fisico che mentale) che affligge Scott.
Le sue pagine mantengono la narrazione fluente, senza dei veri tempi morti. Il suo uso del colore non manca mai di creare l’atmosfera giusta. I vari effetti di distorsione hanno lo scopo di fungere da sottile promemoria: la necessità di mettere in discussione la veridicità di quanto stia accadendo.
Rende Scott e Barda più umani e imperfetti, mentre vivono la loro esistenza da coppia sposata tra una battaglia e l’altra. I suoi colori sono assolutamente essenziali per raggiungere quell’equilibrio. C’è una qualità aspra e sbiadita nelle scene terrene e un’energia esplosiva nelle scene di New Genesis.

Il significato della condizione umana è nella parola “in piedi” che compare due volte in due confronti fisici, prima con Orion e poi con Barda: l’ impossibilità di sottrarsi alla battaglia quotidiana che è la vita, dove non c’è via di uscita semplice. Non c’è via di scampo. L’unica modalità di sopravvivenza è quella di rimanere in piedi.

Non solo dramma interiore, ma buona parte del fascino di questa miniserie è legata alla rappresentazione del rapporto d’amore tra Scott Free e Barda. In un grandioso mix umorismo e passione, King e Gerads sono davvero abili nell’evidenziare il fascino duraturo di questo rapporto e la loro capacità di sopravvivere al peggiore dei disastri che Quarto Mondo possa lanciargli contro. Senza dubbio uno degli episodi più belli di questa serie, che offre una miscela unica e accattivante di immagini psichedeliche, grandezza mitologica e dramma personale.

Il team creativo riesce a fondere la natura più grande della vita del Quarto Mondo con una storia ricca di carattere e carica delle emozioni di un eroe. Indipendentemente dal proprio background su questi personaggi, questa è una serie che merita assolutamente di essere letta.

Mr.Miracle

8.8

Trama

9.0/10

Disegni e colori

9.0/10

Scorrevolezza

8.5/10

Originalità

9.0/10

Caratterizzazione dei personaggi

8.5/10

Pros

  • Ritmo incalzante, in grado di non annoiare neanche per una pagina
  • Sinergia tra sceneggiatura e illustrazione di rara qualità
  • La caratterizzazione dei personaggi è da manuale
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