Miss Marvel, Peter Parker di una nuova generazione

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Il fumetto, la nona arte, ha tra le sue principali caratteristiche la capacità di parlare direttamente a gran parte della società, risultando un media transclassista e transculturale, in grado di attraversare fasce di età, di lavoro, di status, totalmente differenti.

Che si voglia semplicemente narrare le avventure di un eroe, criticare la società o veicolare un messaggio più importante, il fumetto è un media in grado di risultare efficace a 360°. Ed è così che la Marvel è riuscita negli ultimi anni a realizzare vere e proprie rivoluzioni nel campo della produzione fumettistica, sfatando diversi tabù e riuscendo a rappresentare e, raggiungere, le varie minoranze che compongono il melting pot americano, con dei gesti davvero importanti in questo XXI secolo che riscopre i nazionalismi e le discriminazioni.

Molte le critiche e le lamentele verso un atteggiamento definito dai detrattori politically correct, ma che è in realtà è un atteggiamento decisamente più profondo, volto ad influenzare la società. Se in Marvel oggi vediamo un Thor donna, un Capitan America e un Uomo Ragno afroamericani non è perché la casa delle idee sia obbligata ad avere tra i protagonisti eroi rappresentanti delle minoranze, ma perché si desidera davvero riuscire a rappresentare una società differente da quella dei primi anni ’60, in cui l’ideale del maschio bianco anglosassone era decisamente dominante e dove l’eccezione erano eroi come Pantera Nera e Luke Cage. Per cui non si parla di politically correct, ma piuttosto di una rivoluzione sociale che attraversa i fumetti per la distruzione dei pregiudizi e delle discriminazioni.

E probabilmente l’elemento più rappresentativo di questo movimento egualitario è costituito da Miss Marvel, la giovane musulmana Kamala Khan.

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New Jersey

Chi è Kamala Khan? Nata da un’idea dell’editor Sana Amanat, e scritta dall’autrice egiziana G. Willow Wilson, Kamala è la prima eroina dichiaratamente musulmana. Di origine pakistana, vive nel New Jersey, acquisendo poteri da supereroina quando la nube terrigena generata dal re Freccia Nera reagisce col suo dna inumano, generando i suoi poteri mutaforma. Da allora, Kamala difenderà la sua città col nome di Miss Marvel, in onore del vecchio nome di battaglia della sua eroina Carol Danvers, oggi nota come Capitan Marvel. Inizia così, dopo una fugace apparizione nel 2013, la sua serie regolare, nel Febbraio 2014, attraversando Secret Wars e arrivando fino ad oggi, con un successo che non accenna a diminuire. Membro degli All New All Different Avengers prima, dei Campioni oggi, spesso impegnata con gli Inumani, la giovane eroina continua ad apparire di testata in testata, come già accaduto a personaggi molto popolari prima di lei, come l’Uomo Ragno e Wolverine.

Cosa c’è di straordinario nel racconto di Kamala? La serie affronta l’adolescenza di una ragazza di religione musulmana in una città americana così vicina alla cosmopolita New York, tra delusioni amorose, amicizie, avventure, ma anche le difficoltà di una religione che non si integra al meglio con la società statunitense. Di capitolo in capitolo il lettore viene così catapultato sia in un mondo diverso dal proprio, nel caso del lettore “bianco”, sia in un mondo in cui ci si può immedesimare e sentirsi capiti, come nel caso dei lettori appartenenti alle varie minoranze degli Stati Uniti. Questa è la grande rivoluzione portata dalle avventure di Kamala, la capacità di mostrare la realtà di una parte della società che fino ad oggi non ha avuto voce in un media popolare come quello dei comics, portando la delicata questione dell’integrazione di fronte a persone di ogni classe sociale.

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Amichevole Miss Marvel di quartiere

Al tempo stesso Miss Marvel ha la capacità di parlare ai giovani, impersonificando tutta la realtà degli adolescenti, tra scuola, sentimenti, e quant’altro. Una caratteristica che negli anni 60 fu una delle cause del successo dell’amichevole Uomo Ragno di quartiere: come dimenticare Peter Parker topo di biblioteca, con i suoi problemi con i bulli, la sua crescita, le sue prime amicizie e quel tanto divertente periodo “soap opera”, chiuso nel triangolo amoroso con Gwen Stacy e Mary Jane Watson? Ma Peter è cresciuto, e molti lettori con lui. E i nuovi lettori? Chi avranno a rappresentarli?

Nonostante il tentativo di “ringiovanire” la vita sociale dell’Uomo Ragno con la tanto rimpianta saga Soltanto un altro giorno, che ha eliminato il matrimonio con Mary Jane, non si poteva far tornare di certo Peter al liceo. E così, oggi, la risposta è proprio in Kamala Khan, in grado di diventare il nuovo idolo dei ragazzi, il nuovo volto del pubblico fondamentale dei lettori di fumetti. Un passaggio di testimone che si è consumato idealmente in Amazing Spiderman vol. 3 capitoli 7-8, in cui in un divertentissimo team-up i due eroi si incontrano, collaborando, con il nostro Uomo Ragno preferito che dà preziosi suggerimenti alla giovane inumana, comprendendo lei e tutti i problemi che la avvolgono, come anni fa riusciva a mostrare su carta tutti gli ostacoli della vita dei suoi tanti fan. Un discorso davvero simbolico, in cui Peter conclude con “te la caverai”, trasformando il testo in metatesto. Perché è come se non parlasse del cavarsela come eroina, ma del riuscire nel difficile compito di rappresentare i suoi tanti lettori. E non ci sono dubbi che Kamala ci stia riuscendo davvero!

Ricordiamo che Miss Marvel è pubblicata in Italia da Panini Comics, di cui trovate in vendita i primi tre volumi, mentre la serie continua ad essere proposta mensilmente in Gli Incredibili Avengers.

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