Lo Stupefacente Ant-Man: Una Seconda Possibilità Recensione

Tempo di lettura: 8 minuti

Nata editorialmente nel 1962, la prima iterazione di Ant-Man, ossia quella del biochimico Henry “Hank” Pym, fece il suo esordio sulle pagine della rivista antologica Tales to Astonish, di cui ne divenne un protagonista fisso a partire dal trentacinquesimo episodio, uno degli albi più affascinanti appartenenti alla Silver Age del fumetto. Col passar del tempo, la popolarità di Pym nel parco testate dell’editore statunitense crebbe considerevolmente, a tal punto che il personaggio venne raccolto dai suoi stessi ideatori, Stan Lee e Jack Kirby, per comporre la formazione originaria degli Avengers, gruppo che in principio riuniva sotto lo stesso tetto le creazioni più importanti dell’epoca, fatta eccezione per i Fantastici Quattro e per il solitario Spider-Man. Eppure, da lì a poco, la vita del minuscolo supereroe di casa Marvel sarà spesso contraddistinta da alcuni alti e bassi che all’inizio culmineranno perfino con la cancellazione del suo primo serial standalone. Dei successivi e lodevoli tentativi per riportare in auge il brand non mancheranno affatto, ma per ottenere una svolta veramente rivoluzionaria bisognerà aspettare l’arrivo del 1979, quando il trio di autori David Michelinie, Bob Layton e John Byrne congegnò la nascita di un secondo Ant-Man chiamato Scott Lang, reso popolare agli occhi del grande pubblico di recente grazie al franchise del Marvel Cinematic Universe. Proprio il debutto nelle sale del primo blockbuster di Ant-Man datato 2015 ha negli scorsi anni spinto la Casa delle Idee a sfruttare tutto il potenziale di Lang per renderlo per la prima volta la star di una sua personalissima serie regolare, affidata alle cure dello sceneggiatore Nick Spencer (Amazing Spider-Man) e dell’artista Ramon Rosanas (Captain Marvel). La spassosa run gestita da questi due autori è una delle più longeve mai dedicate al supereroe in generale ed è composta in totale da venti capitoli (diciotto numeri standard e due albi speciali) che Panini Comics ha ristampato in un tomo cartonato della linea Marvel Super-Sized intitolato Lo Stupefacente Ant-Man: Una Seconda Possibilità, disponibile da questo mese in tutte le fumetterie nostrane.

Cominciato in occasione del rilancio denominato Avengers NOW! e, più precisamente, dopo un paio di episodi di Avengers World che ha restituito al mondo dei vivi la giovane supereroina Cassie “Stature” Lang (morta nel corso de “La Crociata dei Bambini“), questo ciclo in solitaria di Ant-Man segue l’impronta stilistica del film omonimo e punta tutto sul tema ricorrente delle seconde chance. Scott Lang, un padre divorziato quasi di mezza età poco affidabile ed ex galeotto, non riesce mai a trovarsi una stabilità lavorativa e, in un modo o nell’altro, continua sempre a deludere tutti coloro che lo circondano, rivelandosi un disastro sia come uomo che come giustiziere mascherato. A non aiutarlo vi è anche il fatto di rivestire i panni di un’identità supereroistica che, come lui stesso evidenzia nelle primissime battute del volume in questione, non ha una grossa reputazione da parte della gente: “Ci sono stati una dozzina di Ant-Man o eroi simili, per lo più morti o diventati cattivi”, specifica il Nostro nelle scene iniziali, “Insomma, il quadro non è uno dei più rosei”. La sua notevole forza d’animo lo spinge però a tentare costantemente di fare del suo meglio e, proprio per tale motivo, l’Avenger non si dà per vinto e decide di candidarsi come capo della sicurezza per un colosso industriale che tutti noi ben conosciamo, vale a dire le Stark Industries. Tutto sembra procedere per il meglio, finché delle motivazioni familiari non lo spingono a rifiutare il posto di lavoro all’ultimo minuto e a trasferirsi in pianta stabile nella città dove è cresciuto, a Miami. Qui, Scott ne vivrà di tutti i colori e, tramite un finanziamento da parte della misteriosa Mary Morgenstern, avrà pure modo di calarsi nell’insolito ruolo di guardia giurata per fondare una start-up, le Soluzioni per la Sicurezza Ant-Man, una agenzia di security dedita a fornire protezione a chiunque ne abbia bisogno. I primi cinque capitoli che compongono l’arco narrativo iniziale della gestione – intitolato proprio “Una Seconda Possibilità” – sono strutturati in maniera molto introduttiva e, esattamente come i numeri restanti della run, ci ricapitolano con grande attenzione le esperienze passate dei personaggi presenti, il più delle volte ricorrendo a delle sequenze flashback riassuntive che agevolano notevolmente la lettura ai nuovi appassionati, fornendo un quadro generale di comprimari ed eventi per nulla confusionario. Questo pregio rende il volume un perfetto punto d’accesso per i neofiti alle prime armi, che pagina dopo pagina riusciranno a conoscere l’eroe in miniatura sotto ogni singolo punto di vista.

All’inizio della storia, il rapporto padre-figlia che unisce Scott e Cassie – e che funge da motore centrale per questa serie – pare idilliaco come sempre, ma a mettergli i bastoni tra le ruote spunterà una losca minaccia che ha degli evidenti legami con l’origine del protagonista: ciò metterà la coppia sempre più a dura prova, fino a farla separare bruscamente. Nick Spencer si diverte dunque a riempire la vita di Scott Lang con problematiche di ogni tipo, privandolo con grande pathos della sua ragione di vita, la stessa che diversi anni prima lo aveva motivato a rubare l’equipaggiamento di Hank Pym per introdursi nel complesso della Cross Technological Enterprises e divenire in seguito un supereroe quantomeno rispettato. Molto dramma caratterizza tutte queste vicende, ma in esse c’è anche una rilevante dose di umorismo sopraffino ed esilarante che ha spesso contraddistinto l’operato di Spencer da quello degli altri sceneggiatori attualmente in seno alla Marvel.

Il racconto si muove frequentemente su differenti piani temporali e ci immerge fin da subito nei pensieri più profondi di Ant-Man, che diventa dunque narratore indiscusso dell’opera. La sua caratterizzazione viene qui definita a tutto tondo, sebbene vada a ricalcare sotto certi aspetti la versione del personaggio portata sul grande schermo da Paul Rudd, andando così in leggero contrasto con le precedenti apparizioni del supereroe, visto in chiave più matura e responsabile nel corso della Fondazione Futuro di Matt Fraction. Eppure queste e altre storie non vengono affatto dimenticate dall’abile Spencer, che come sempre scava a fondo nella produzione pregressa del character con cui ha a che fare per rispettarne grossomodo l’essenza, seminare riferimenti e concedere attenzioni a vecchie conoscenze della continuity marvelliana, talvolta creandone pure versioni differenti, come nel caso del nuovo Giant-Man, Raz Malhotra. Quest’ultimo è un ragazzo omosessuale esperto nel campo della robotica che ben presto assume una certa importanza nel vasto Universo Marvel, raccogliendo l’inestimabile eredità del leggendario Hank Pym per compiere nobili gesta, seppur con non poche difficoltà.

E lo stesso Pym non viene assolutamente lasciato in disparte da Spencer, dato che l’ombra del celebre membro fondatore degli Avengers aleggia costantemente su più capitoli, uno dei quali lo vede perfino nelle vesti di co-protagonista. È oltretutto interessante sottolineare come l’opera venga ulteriormente arricchita grazie alla presenza di una selezione di ospiti d’onore che comprende alcuni dei volti più o meno noti della Casa delle Idee, tra i quali si annoverano anche il Superior Iron Man, diversi eroi dimenticati risalenti alla Golden Age e Sam Wilson, all’epoca detentore del titolo di nuovissimo Capitan America e qui messo al centro di un imperdibile team-up che strizza l’occhio a una sequenza dell’Ant-Man di Peyton Reed. A rendere ancora più accattivante la narrativa vi sono pure dei continui riferimenti alla cultura pop (da film come Cocoon e Ocean’s 11 alla serie cult Miami Vice), senza escludere ovviamente le brillanti e spassose interazioni tra i personaggi che danno un valore aggiunto a questo titolo di genere supereroistico. Neppure la componente romantica viene trascurata dagli autori ed è infatti presente a sufficienza grazie a un triangolo amoroso tra il secondo uomo formica, la popstar Darla Deering e un comprimario di cui preferiamo non svelarvi l’identità. Degno di lode è peraltro il grosso impegno svolto dal team creativo per rimpolpare la rogue gallery di Lang: molti nemici vengono ripescati direttamente dal serial di Tales to Astonish e attualizzati ai tempi nostri, mentre altri ancora provengono da luoghi differenti del Marvel Universe e restano con le proprie caratteristiche totalmente invariate. A quest’ultima categoria appartegono nemici di serie B come Grizzly e Machinesmith, che vengono inglobati nel cast di supporto, ma anche due mercenari a cui Spencer è parecchio affezionato, ossia Taskmaster e Janice Lincoln, meglio conosciuta come la nuova Scarabeo. La longeva permamenza di Janice non fa che ricordarci quanto Lo Stupefacente Ant-Man abbia molto in comune con una precedente serie umoristica di Nick Spencer, ovvero la geniale Superior Foes of Spider-Man, incentrata su una particolare incarnazione dei Sinistri Sei. Lo scrittore coglie la palla al balzo per citare sé stesso, dedicando l’ottavo numero della regular Astonishing Ant-Man a un’altra congrega di criminali bizzarri composta da Turbine, la Voce, il Mago e Hijacker.

Tra gli argomenti a cui Spencer pare essere legato e che qui vengono sviscerati con molta attenzione vi sono le possibilità di redimersi, le scarse disponibilità economiche del protagonista, la messa in atto di furti ingegnosi e il dilagare delle applicazioni per smartphone, che specialmente nella seconda parte del tomo assumono un ruolo rilevante grazie all’App Hench del Power Broker. La storyline di questi viene però risolta in maniera forse un po’ troppo sbrigativa, a differenza della trama portante, che si prende tutto il tempo dovuto per giungere a un epilogo il più appagante possibile, fornendoci una risposta esauriente alla domanda: “Riuscirà Scott Lang ad avere il lieto fine che merita?”. Due degli albi ristampati nel suddetto volume sono tra l’altro connessi ai fatti di due recenti saghe abbastanza seminali della Marvel. Si tratta di Ant-Man Annual #1 e Ant-Man: Last Days #1, che ci mostrano rispettivamente le drammatiche conseguenze dell’OGN Avengers: Rage of Ultron (di Rick Remender, Jerome Opeña e Pepe Larraz) e gli ultimi istanti di vita di Scott prima che esplodano le catastrofiche Guerre Segrete imbastite da Jonathan Hickman nel 2015. Dopo quest’ultimo capitolo in particolare, la run si stabilisce dunque nel periodo de La Nuovissima Marvel, ripartendo – esattamente come le altre testate del suddetto rilancio – con un gap temporale di ben otto mesi, periodo durante il quale lo status quo di Ant-Man viene alterato in maniera a dir poco significativa.

Passando ai disegni, il compartimento grafico di Lo Stupefacente Ant-Man: Una Seconda Possibilità è affidato in prevalenza a un artista spagnolo di grande talento, Ramon Rosanas, dotato di un tratto molto pulito ed europeo che si sposa piuttosto bene con le tematiche affrontate in questo volume. Particolarità facilmente riscontrabili nell’operato del disegnatore sono le impostazioni classiche delle gabbie, le splash page che inaugurano la lettura della maggior parte degli episodi e il modo in cui viene reso il processo di rimpicciolimento di Ant-Man, che visualmente cambia di dimensioni grazie a delle sagome sovrapposte tra loro che diventano man mano sempre più piccole, andando spesso a delineare un movimento preciso e ben riuscito. Alcuni dei numeri che compongono il cartonato portano invece la firma di due artisti guest-star, ovvero la nostra Annapaola Martello (Silk) e Brent Schoonover (Captain Marvel).

Se la prima è alle prese con un racconto significativo incentrato solo su Cassie Lang dove adopera uno stile abbastanza dettagliato e facilmente riconoscibile, il secondo si fa notare a più riprese per dei disegni simili a quelli di Ramon Rosanas ma dal taglio ancora più classico e cartoony, aspetto accentuato maggiormente dai colori vivacissimi di Jordan Boyd, che se la cava egregiamente per tutta la run. Schoonover presenta tuttavia delle piccole caratteristiche da swipe artist: come noteranno i lettori dalla vista più attenta, diverse pose da lui utilizzate sono state ricavate dai lavori di altri celebri cartoonist, fra cui lo stesso Rosanas.

In definitiva, Lo Stupefacente Ant-Man: Una Seconda Possibilità rappresenta un acquisto che i fan del personaggio proprio non dovrebbero perdersi: con una profonda umanità e grande humor, Nick Spencer tiene fede al motto “supereroi con superproblemi” che ha da sempre distinto le creazioni più riuscite di Stan Lee e compagnia, dando alla luce un fumetto appassionante e convincente che ha indubbiamente tutte le carte in regola per conquistare ogni tipo di pubblico. Ne esce fuori una produzione d’intrattenimento coi fiocchi che, oltre a prendere in prestito qualche idea dal Marvel Cinematic Universe, ha perfino ispirato il film Ant-Man & the Wasp del 2018 e apportato importanti sviluppi nella vita fumettistica di Cassie Lang, che anche sul grande schermo pare essere destinata a giocare un ruolo di prima levatura, con la nuova attrice Emma Fuhrmann (Avengers: Endgame) a prestarle il volto.

Lo Stupefacente Ant-Man: Una Seconda Possibilità

40.00
8.3

Testi

8.5/10

Disegni

7.8/10

Colori

8.5/10

Pros

  • Una serie divertente che riesce a rilanciare in grande stile il personaggio.
  • Una sapiente gestione dei comprimari.

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