Lo Stupefacente Ant-Man: La Fine di Ant-Man, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Gianfranco Autilia

Tempo di lettura: 4 minuti

Ant-Man è uno dei personaggi chiave del Marvel Universe. Nonostante ciò, Hank Pym non ha goduto da subito di storie imperdibili: le sue prime avventure solitarie presentate su Tales to Astonish erano godibili, ma non riuscivano a catturare l’interesse degli affezionati. Per avere qualcosa degna di nota c’è voluta la run di Roy Thomas sugli Avengers. Il celebre autore di Conan il Barbaro ha infatti definito al massimo la personalità di Pym, introducendo il suo famoso complesso di inferiorità, facendolo sposare con Wasp e rendendolo il “padre” dell’androide Ultron. Verso gli inizi degli anni 70, Thomas sostituisce Stan Lee come Editor-in-Chief della Casa delle Idee e decide di dedicare un intero serial allo stupefacente Ant-Man, nella speranza che potesse dimostrarsi un successo tale da spingere i lettori ad acquistare una potenziale testata dedicata interamente a lui.

Thomas si mette dunque al lavoro personalmente e, coadiuvato dall’artista Ross Andru, dà vita a una storia di prova su Ant-Man pubblicata in appendice a Iron Man #44, in cui Hank Pym fronteggia e sconfigge il suo storico nemico Scarlet Beetle. L’albo ottiene il successo sperato e allora l’Editor-in-Chief utilizza l’uomo formica come protagonista di una sequenza di episodi per Marvel Feature, una collana bimestrale dedita a proporre storie riguardanti dei personaggi a rotazione. L’incarico di sceneggiatore viene affidato a Mike Friedrich, mentre il compito di illustrare gli albi è di Herb Trimpe prima e P. Craig Russell poi. Sfortunatamente, queste uscite non scaldarono il cuore dei lettori, ma tutt’oggi restano comunque delle storie bizzarre e interessanti realizzate in puro stile Marvel e, per tale motivo, meritano l’attenzione dei grandi fanatici della Casa delle Idee.

NEL CENTRO DELLA STORIA


Ispirandosi liberamente al film radiazioni BX: distruzione uomo del 1957, gli autori Marvel decidono di far ruotare l’intera storyline attorno ad un semplice obiettivo: mantenere il protagonista a dimensioni microscopiche per il maggior tempo possibile. Ciò è dovuto a un virus che dei delinquenti hanno iniettato nel sistema di Hank Pym. Quest’ultimo, nei panni dello stupefacente Ant-Man, dovrà risolvere i suoi problemi di trasformazione e, per farlo, si imbatterà in nuove sfide e vecchie conoscenze. Non mancheranno gli ospiti d’eccezione, come ad esempio Peter Parker nel primo capitolo, ma anche l’assistente di laboratorio Bill Foster e i Vendicatori del periodo al gran completo.

Sono tanti gli antagonisti presenti nel fumetto e, oltre ai classici come Testa d’Uovo e Turbine, è interessante leggere anche gli esordi di nuovi criminali mai apparsi prima in un fumetto Marvel, come l’androide Para-Man e, soprattutto, il malefico Dottor Nemesis. Di certo il comprimario più importante è Janet Van Dyne, meglio nota come Wasp. La storica Avenger assume un ruolo decisivo nelle trame, spalleggiando Ant-Man e aiutandolo in numerose occasioni, divenendo addirittura un’antagonista per un breve periodo.

UN VOLUME DAL SAPORE CLASSICO

Mike Friedrich è un eccezionale autore di fumetti e su Ant-Man ha dato dimostrazione del suo talento, sceneggiando delle avventure di Hank Pym stravaganti e scorrevoli nella lettura. I capitoli seguono una struttura consequenziale poiché gli episodi sono uno la causa diretta dell’altro. I disegni di Herb Trimpe sono piuttosto classici e ricordano molto quelli del Re dei comics, Jack Kirby. P. Craig Russell, invece, si rifà allo stile di un’altra leggenda del fumetto, Jim Steranko, ricorrendo anche a una narrazione basata sull’uso di più vignette strutturate in modo tale da esaltare la dinamicità delle scene e conferire alle sequenze un’atmosfera più frenetica e movimentata. L’intero volume presenta dunque un apparato grafico più che ottimo, agevolato da uno storytelling efficace e lineare.

Tutti i personaggi principali sono delle figure rilevanti nello sviluppo della trama e vengono caratterizzati nel modo migliore possibile. Tra di loro spicca un’esordiente Trixie Starr, donna iconica nel mondo del supereroe che assumerà un ruolo decisivo e inaspettato nella clamorosa saga del Processo di Henry Pym. In questi episodi non manca il romanticismo e viene esplorato il grande legame che da sempre unisce Ant-Man e Wasp.
Il volume è perfettamente leggibile anche senza aver acquistato alcuna precedente produzione del personaggio poiché vengono riassunti gli eventi più salienti che hanno caratterizzato la carriera di Pym come eroe.

Tuttavia è consigliabile avere una conoscenza base dei protagonisti per poter godere appieno di tutti i riferimenti alla continuity Marvel precedente. Trattandosi di racconti pubblicati verso gli inizi degli anni 70, è necessario precisare che tali storie potrebbero risultare datate per i più giovani, ma gli esperti apprezzeranno sicuramente questa selezione di avventure di Ant-Man.

I capitoli di Marvel Feature presenti nel volume sono inoltre inediti in Italia da oltre quaranta anni: la loro ultima pubblicazione italiana risale infatti alla prima serie dell’Uomo Ragno edita dall’Editoriale Corno. Quindi questa è un’ottima occasione per recuperare l’intera storyline in un formato di lusso ben curato dalla Panini Comics, contenente inoltre un’introduzione di Friedrich e una serie di pagine extra con tavole inutilizzate. È possibile acquistare questo libro anche in versione variant con sovraccoperta movie.

“La Fine di Ant-Man” è dunque consigliata a tutti coloro che volessero estendere la propria conoscenza sul personaggio.

La Fine di Ant-Man

16.00€
8.3

Sceneggiatura

8.5/10

Disegni

8.5/10

Chine

8.0/10

Caratterizzazione

8.5/10

Originalità

8.0/10

Pros

  • Sceneggiatura e disegni molto classici
  • Narrazione fluida e piacevole
  • Caratterizzazione dei personaggi

Cons

  • Le storie potrebbero risultare datate per i giovani
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