L’Immortale Hulk #1/5, la Recensione – NO SPOILER

Fumetti
Gianfranco Autilia

Tempo di lettura: 4 minuti

Hulk è una figura tormentata e complessa, ricca di sfaccettature caratteriali che nel corso degli anni hanno appassionato innumerevoli fan della Marvel Comics. A partire dagli anni Sessanta fino all’era moderna, l’aggettivo che più ha descritto questo affascinante personaggio creato da Stan Lee e Jack Kirby è stato “Incredibile”, mentre solo più recentemente – con l’avvento del primo Marvel NOW! – è arrivato a guadagnarsi l’appellativo di “Indistruttibile”. Dopodiché si sono susseguiti altri accadimenti che hanno cambiato drasticamente la vita del povero Bruce Banner: dopo essere stato sostituito come Golia Verde da Amadeus Cho, il Fichissimo Hulk attualmente noto come Brawn, il personaggio incontra inaspettatamente la morte sulle pagine dell’evento Civil War II per mano di un suo collega supereroe, Occhio di Falco. Ne consegue una rinascita per merito dei ninja della Mano, ma sfortunatamente il suo ritorno è di breve durata e difatti il personaggio rientra nel mondo dei morti. Viene quindi resuscitato brevemente dall’Hydra capitanata da un falso Capitan America, finché la colossale saga Avengers: Senza Tregua non lo riporta stabilmente in vita: le redini dell’eroe dalla pelle verde vengono allora prese da un accattivante team di autori, vale a dire lo scrittore Al Ewing e il disegnatore Joe Bennett, e nasce così una testata nuova di zecca in occasione del Fresh Start pianificato da C.B. Cebulski, L’Immortale Hulk, che – come si può intuire dal titolo – ha una semplice premessa di base: Hulk non può morire.

Fin dall’inizio della storia, Bruce Banner si ritrova a condurre la sua esistenza da fuggitivo: cerca di stare nell’ombra e di utilizzare e scatenare la furia di Hulk solo per propositi positivi, per fare del bene. A parte il governo e gli Avengers, nessuno è consapevole della sua resurrezione, malgrado ci siano stati degli avvistamenti, i quali spingono la reporter dell’Arizona Herald, Jackie McGee, a indagare e a mettersi sulle tracce del protagonista. Effettivamente, questa non è la primissima prova del talentuoso Al Ewing sul Gigante di Giada: lo sceneggiatore inglese ha già in precedenza avuto modo di utilizzare l’alter ego di Bruce Banner su Avengers: Ultron Forever, un crossover edito nel 2015 che ha monopolizzato gli Annual delle tre serie vendicative principali del periodo, ma anche sulla già citata saga Avengers: Senza Tregua, dove – affiancando Mark Waid e Jim Zub – ha posto le basi proprio per la sua run su The Immortal Hulk. Dunque Ewing dimostra nuovamente di trovarsi perfettamente a suo agio col personaggio e, prendendo qualche spunto dall’iconico serial televisivo The Incredible Hulk con Lou Ferrigno, riesce con abilità a dare vita a una vicenda dalle forti atmosfere tenebrose e inquietanti, amalgamando in maniera sapiente elementi un po’ datati con altri più contemporanei, innovativi.

L’Immortale Hulk è fondamentalmente un ritorno alle origini per il protagonista, che adesso si ritrova a potersi trasformare nella sua controparte mostruosa solamente di notte, esattamente come era solito avvenire nelle primissime storie orchestrate dall’indimenticabile duo Lee/Kirby. Malgrado la sua carnagione sia quella classicamente di colore verde, personalità e carattere risultano essere molto più tipici dello scaltro Hulk Grigio, Joe Fixit. E la componente psicologica del Nostro non viene mai trascurata poiché lo scrittore sceglie di analizzarla da ogni punto di vista al fine di consegnare a noi lettori un protagonista quantomai verace e profondo, sia per quando riguarda la versione mostruosa che quella umana, arrivando persino a insinuare che Bruce e Hulk siano una cosa sola.

Nonostante queste premesse di un certo peso, la trama riesce a presentarsi in maniera semplice, lineare, con un filo narrativo deciso e privo di futili dettagli. E il tutto viene narrato con una certa accortezza nei confronti della vera natura del personaggio, senza dimenticare i fantasmi del passato e le peculiarità del suo universo a tratti fin troppo problematico. In questo contesto ben strutturato, Ewing non manca di introdurre qualche spunto per storyline future – basti pensare all’enigmatica Porta Verde – per solleticare ulteriormente l’attenzione e l’interesse degli appassionati.

Questi episodi che compongono il primo arco narrativo – pubblicato in Italia su L’Immortale Hulk #1/5 (#44-48 secondo la numerazione Legacy) – sono caratterizzati perlopiù da tinte cupe che talvolta sfociano nell’horror, uno stile che viene messo ancor più in risalto dall’immenso talento artistico del brasiliano Joe Bennett, le cui matite riescono a conferire alla serie un’atmosfera assai grottesca, evidenziando al contempo la mostruosità e l’ipertrofia delle anatomie con dettagli a dir poco superlativi e delineando con altrettanta cura gli sguardi arrabbiati, inquietanti e paranoici che compaiono sui volti dei personaggi presenti. C’è quindi un perfetto connubio tra le storie imbastite dallo scrittore e lo stile grafico del disegnatore.

Oltretutto, il terzo numero dell’ongoing vede anche il coinvolgimento di altri talentuosi disegnatori, ossia Leonardo Romero, Paul Hornscheimer, Marguerite Sauvage e Garry Brown. Le impronte stilistiche dei quattro artisti appena citati sono molto diverse tra loro, ma ciò è motivato ai fini della trama: servendosi dei loro stili per l’appunto differenti, lo sceneggiatore britannico ha modo di raccontare un’unica vicenda basandosi sui vari punti di vista di più persone, un’idea presa in prestito da un noto racconto del Commissario Spada. In questo modo, viene sottolineato come la percezione di determinati avvenimenti differisca da individuo a individuo.

Insomma, il suddetto rilancio di Hulk si dimostra essere la miglior serie del Fresh Start attualmente in circolazione: questo primo story-arc, scritto egregiamente e sublimato da un comparto grafico ineccepibile, riuscirà a coinvolgervi a livello emotivo e a trasportarvi negli angoli più foschi dell’universo mai ordinario di Bruce Banner: L’Immortale Hulk saprà stupirvi davvero, che siate lettori vecchi o nuovi.

L'Immortale Hulk n. 1/5

8.6

Storia

9.0/10

Disegni

9.0/10

Colori

8.5/10

Caratterizzazione

8.5/10

Originalità

8.0/10
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