Le Storie di Guerra di Garth Ennis, la Recensione

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Tempo di lettura: 3 minuti

Garth Ennis è un autore decisamente noto al grande pubblico fumettistico, grazie ai suoi numerosi lavori in Marvel. Lavori resi riconoscibili da una grande sinergia con un personaggio davvero poco “super”, e molto legato alla triste realtà della guerra: parliamo infatti di Frank Castle, noto come Il Punitore.

Storie in cui il realismo la fa da padrone, e in cui la crudeltà e il cinismo sono una vera e propria costante. Può, dunque, non essere appetibile un suo volume intitolato “Le Storie di Guerra“? In Italia per SaldaPress, vengono così raccolti due racconti dell’autore, diversi, con poco in comune, se non l’appartenere ad un tipo di narrazione che predilige gli uomini, i singoli, i tanti individui che compongono le masse, piuttosto che ai “giganti” della storia.

Dietro le linee

Condor, questo il titolo del primo racconto, ha una struttura davvero particolare: durante la Guerra Civile Spagnola quattro uomini si ritrovano all’interno di una fossa, provenienti dai due fronti in conflitto, e da diverse nazioni. Troviamo così a confrontarsi uno spagnolo, un tedesco, un inglese e un irlandese, ognuno con la propria vita, la propria storia, attraverso dei racconti in grado di mostrare non solo la dura realtà della Guerra Civile, ma anche le tragedie della Prima Guerra Mondiale e del ventennio prima della Seconda, il cui prologo fu proprio il conflitto ispanico. Passato e presente si fondono, tra ideologie e follia, mostrando come le sorti della guerra non siano certo affidate ai singoli, ma che siano proprio quei singoli a pagarne il prezzo.

Ai disegni troviamo Carlos Ezquerra, autore spagnolo che riesce a rendere scorrevole la narrazione di Ennis, accompagnando il racconto con delle linee classiche, prediligendo i personaggi in primo piano allo sfondo, quasi come a disegnare i quattro protagonisti in una bolla, lontani dalla guerra. Interessante l’uso dei dettagli per delineare le differenze tra i personaggi, rendendoli identificabili dopo poche vignette.

Tra i cieli

La seconda storia di questo volume, Lo Squadrone dei Vampiri, colpisce meno, forse anche perché più classica e semplice. Ci troviamo infatti durante la Seconda Guerra Mondiale, e assistiamo alla resistenza più che stoica degli inglesi della RAF, la Royal Air Force, contro i tedeschi della Luftwaffe. Tra inseguimenti aerei, perdite e affetti, si muove così un racconto pronto a ispirarsi alle rappresentazioni cinematografiche, ma che finisce per perdere quella forte componente di umanità che contrassegnava il primo racconto. Resta sicuramente un buon racconto, grazie all’accuratezza storica di Ennis.

Ad accompagnarlo Tomas Aira, impegnato in un esercizio senza infamia e senza lode. Manca dell’incisività di Ezquerra, soprattutto nella realizzazione delle scene dedicate al conflitto aereo.

Storia

Nonostante le differenze tra i due racconti, resta un volume decisamente piacevole da leggere, dove veridicità storica e romanzo si incontrano e si fondono, e in cui è l’essere umano ad uscirne pienamente protagonista. Garth Ennis usa la guerra, suo grande tema, come mezzo per rappresentare ciò che di più intimo possiede la natura umana, tra paure, sogni e desideri. Non è di certo un modo di raccontare che predilige la speranza, quanto del forte realismo, mostrando la rottura delle illusioni dei tanti personaggi che l’autore porta in scena sul proprio palcoscenico.

Certo, a volte i suoi protagonisti potranno sembrare fin troppo consapevoli, ma non è di certo un difetto: la veridicità storica, per Ennis, è nell’evento stesso, sfondo su cui costruire e raccontare le proprie storie.

Le Storie di Guerra – 1939/1940 Spagna/Inghilterra è in fumetteria e in libreria dal 28 Marzo.

Le Storie di Guerra

0.00
7.3

Sceneggiatura

7.5/10

Disegni

7.5/10

Colori

7.0/10

Caratterizzazione

7.5/10

Originalità

7.0/10

Pros

  • Rappresentazione dell'animo umano
  • Ezquerra ai disegni
  • Buona realizzazione storica

Cons

  • Il secondo racconto è meno efficace del primo
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