Lanterna Verde – Tra New 52 e Rinascita

Fumetti
Massimiliano Perrone

Tempo di lettura: 6 minuti

Il New 52 è morto, lunga vita al New 52.

Tra le poche cose che hanno davvero funzionato nel lungo periodo editoriale denominato New 52 (il Batman di Snyder e Capullo, la Justice League e lo Shazam di Johns tra i pochi esempi) possiamo tranquillamente annoverare anche Lanterna Verde, seppur limitatamente  ai primi due anni, scritti sempre da Geoff Johns.

Quando infatti Robert Venditti si è trovato a dover continuare l’epica saga messa in moto dal demiurgo di casa DC (che gli ha lasciato il timone della testata dopo 9 anni di pura emozione), egli ha dovuto fare non poca fatica per mantenere quel livello di qualità a cui Johns ci aveva abituati, senza purtroppo riuscire nell’obiettivo.

Il voler a tutti i costi sviluppare tre anni di storie, su tre binari paralleli (Lanterna Verde, Il Corpo delle Lanterne Verdi, I Nuovi Guardiani), ha sicuramente portato ad un appesantimento generale delle trame, specie della storyline principale, che a volte si rivelava essere anche davvero bizzarra e alquanto ermetica (vd. i vari arcs Rivolta, Allarme Rosso e Godhead).

Questo declino nella qualità delle storie ha portato, come logica conseguenza, alla perdita di una cospicua fetta di fan del guerriero di smeraldo.

Con l’avvicinarsi della fine del New 52, Venditti decide di porre in essere quello che poi sarà il prologo a Lanterna Verde – Rinascita, ovvero la trasformazione (parziale) di Hal Jordan in un costrutto di volontà a seguito del suo “tradimento” a danno del Corpo delle Lanterne  (Lanterna Verde 40-56). Nonostante il periodo non proprio roseo, a ridosso della fine del New 52 molte trame furono infatti frettolosamente portate avanti, nello story arc finale, Venditti riesce comunque a gettare le fondamenta del suo primo pieno successo su Lanterna Verde: il cambiamento, interno ed esterno, di Hal Jordan.

Gli ultimi numeri sembrano infatti una lunga carrellata di momenti introspettivi, dal ritorno di Hal a Coast City dal fratello, alla convinzione del personaggio di essere la vera pecora nera del Corpo e non meritare di essere un eroe al pari dei suoi storici compagni e amici. Ma soprattutto è un Hal Jordan che non comprende cosa gli stia accadendo esattamente (complice anche il furto del guanto di Krona, prototipo dell’attuale anello del potere).

Rinascita

Con la fine del New 52, Robert Venditti si trova allora con campo pienamente libero su Rinascita, non dovendo continuare la saga di nessuno se non la sua.

Ai disegni di questi 8 numeri (ri)troviamo poi un peso massimo, Ethan Van Sciver, il cui nome è ormai indissolubilmente legato a quello di Lanterna Verde (vedi Lanterna Verde: Rinascita del 2004), coadiuvato da Rafa Sandoval (che riesce incredibilmente a non sfigurare di fronte al Van Sciver).

L’analisi è da considerarsi ricca di spoiler sulla trama principale, per una migliore analisi di quanto realizzato dall’autore.

Il primo capitolo della Legge di Sinestro (Hal Jordan and the Green Lantern Corps Rebirth 1) si apre con un primo piano non su Hal Jordan, ma su Thaal Sinestro (e su Lyssa Drak, custode del libro di Parallax), il quale lo vediamo palesemente invecchiato e indebolito a seguito dello scontro con i Grigi (ultimo story arc su Sinestro New 52), e anche a causa della separazione dall’entità  Parallax (la quale funge da motore della paura di Mondoguerra al momento).

Tuttavia Sinestro non è uscito a mani vuote dallo scontro, è riuscito difatti nella sua antica missione (approfittando della sparizione del Corpo delle LV), ossia rendere Ordine e Paura le parole d’ordine di tutto il creato, Mondoguerra si trova infatti nel settore zero, dove prima esisteva OA (il pianeta dei Guardiani dell’Universo e QG del Corpo), e senza le Lanterne Verdi il suo Sinestro Corps è libero di perseguire e rafforzare il dominio su tutto l’universo.

Nel frattempo Hal Jordan, sempre più vicino a diventare un costrutto di volontà, riesce in un’impresa quasi divina, dove tutte le altre Lanterne avevano fallito: creare un anello del potere solo con la propria forza di volontà (avendo rinunciato a quello originale in Lanterna Verde 40, diventando di fatto un rinnegato) e conseguentemente recitare il giuramento al fine di ricaricarlo completamente. Peraltro la creazione di un anello da parte di una Lanterna non è una cosa nuova, Sinestro vi era riuscito (seppur temporaneamente e frazionando il suo potere) nei primi numeri del New 52, mentre in più occasioni avevamo visto i Guardiani creare un anello del potere (tra tutti gli esempio si può fare quello in cui Ganthet consegno’ l’anello a Kyle Rayner).

Sinestro avverte la riuscita di questa impresa (cosi’ come il resto delle Lanterne rimaste sulla terra), e conscio del fatto che Jordan stia tornando, decide di far visita un’ultima volta a Parallax con lo scopo di farle nuovamente da ospite, preparando così il tavolo per la resa dei conti con Hal Jordan, il suo più vecchio amico.

I successivi quattro numeri proseguono con Hal impegnano su due fronti, la ricerca dei suoi amici (che non sono a conoscenza del suo ritorno) e lo sradicamento in solitaria del Corpo di Sinestro (egli crede infatti di essere l’ultima Lanterna Verde). Per quanto forte, Hal viene tuttavia sopraffatto numericamente e conseguentemente catturato dal Corpo di Sinestro. Ma ad attenderlo come “carceriere” troverà una sorpresa, egli verrà infatti curato e assistito da una sua vecchia amica, Soranik Natu, ex Lanterna Verde e figlia di Sinestro, la quale è passata dall’altra parte della barricata al solo scopo di cercare di “cambiare” in meglio suo padre (si vedano sul punto i primi numeri della serie Sinestro del New 52).

Il vero cliffhanger si raggiunge però nel penultimo numero (il 6), Sinestro è ormai pronto alla resa dei conti con Hal Jordan e, imbevuto del potere di Parallax, decide di esporsi volontariamente al motore della paura di Mondoguerra, alzando esponenzialmente il potere del suo anello al fine di eliminare una volta per tutte il suo antico amico.

Ma Sinestro non sa ancora della trasformazione di Jordan, egli sottovaluta il suo potere e non sa che pagherà l’errore a caro prezzo.

Se infatti da un lato assistiamo sia alla defezione di Soranik dal Corpo di Sinestro (iniziando a combattere Lyssa Drak) sia al combattimento tra Corpo delle Lanterne (tornato dall’universo in cui era imprigionato nella mini Edge of Oblivion) e Corpo di Sinestro, quello che veramente ci interessa è la resa dei conti fra le due più grandi (ex) Lanterne dell’universo.

E se nessuna dubita del potere di Parallax, lo stesso non può dirsi del potere di Hal, neanche lui infatti sa dell’estensione dei suoi nuovi poteri. Entrambi sono però sicuri di una cosa, questo sarà il loro ultimo incontro. Circa verso metà dell’ ultima parte si scopre però l’estensione del potere di Hal, questo, conscio del fatto del fatto che non sopravviverà allo scontro, inizia lentamente a trasformarsi in volonta’ pura (davvero apprezzata è la colorazione verde dei balloon qui,tesa a dimostrare la trasformazione in entità dello spettro emozionale di Hal) lasciando un Sinestro attonito e visibilmente in preda alla paura.

Jordan sa che questo sarà il suo “ultimo volo“, sa che questa sarà la sua ultima missione e sa che così riuscira a mondare la sua anima da tutti gli errori commessi nel passato, e allora accetta il suo fato senza riserve, rilasciando un quantitativo spropositato di energia ed esplodendo in una sfera di luce verde che lascia poco spazio ai dubbi: Sinestro e Hal Jordan non ci sono più.

Una vera Rinascita?

Questo primo story arc può considerarsi più come la conclusione di un viaggio iniziato ormai 13 anni fa (su Rebirth del 2004) che come una vera e propria Rinascita, perlomeno nel senso utilizzato dalla DC per il suo rilancio globale. Robert Venditti conclude infatti qui quanto iniziato (faticosamente) nel New 52, con un finale a dir poco esaltante.

E’ sicuramente un volume che, all’uscita in Italia (al momento l’arco è contenuto solamente nei primi 8 spillati di Rinascita) merita di essere preso e divorato, tanto dai vecchi fan quanto da quelli nuovi.

Ai primi perchè porta a compimento quasi tredici anni di saga, e altresì perchè riesce far “perdonare”l’autore per le sue prime storie, alquanto dimenticabili e discutibili. Ai secondi perchè pone a questi diverse domande, tra le quali: a) perchè Hal Jordan sembra un’entità dello spettro emozionale; b) dove è finito il Corpo delle Lanterne; c) perchè Sinestro è così vecchio?

Robert Venditti ottiene quindi il suo “anello del potere” dopo un lungo e travagliato addestramento, legando definitivamente la sua penna, ed il suo nome, ad una nuova ed emozionante saga del guerriero di smeraldo.

Ovviamente il lavoro risulta superlativo e pregevole anche anche grazie alla qualità dei disegni stellari e iper-dettagliati di Van Sciver (e anche di Sandoval), che riesce a dare dettagli davvero maniacali a praticamente qualunque scena e in qualunque situazione.

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