Iron Man: le prime tavole di “Ultron Agenda” e le dichiarazioni di Dan Slott

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Gianfranco Autilia

Tempo di lettura: 5 minuti

Attenzione! L’articolo contiene alcuni spoiler su storie di Iron Man inedite in Italia.

Comincia oggi negli Stati Uniti sulle pagine di Tony Stark: Iron Man #16 l’arco narrativo “The Ultron Agenda“, incentrato in primo luogo sulla problematica figura di Hank Pym, iconico membro fondatore dei Vendicatori che dai tempi dalla graphic novel del 2015 Avengers: Rage of Ultron scritta da Rick Remender si è perennemente fuso con la sua più grande innovazione scientifica, Ultron, dando così del filo da torcere agli Eroi più Potenti della Terra in svariate circostanze, come per esempio nella run degli Incredibili Avengers di Gerry Duggan o, ancor più recentemente, nel maxi-evento Secret Empire (2017) orchestrato da Nick Spencer. L’albo che vi abbiamo citato in apertura, scritto in tandem da Dan Slott (Fantastic Four) e Jim Zub (Conan: Serpent War), vanterà i disegni del nostro Valerio Schiti, il quale ha firmato le tavole d’anteprima che trovate a seguire, assieme alla copertina regular illustrata da Alexander Lozano.

Intervistati dal portale Comic Book Resources, l’autore Dan Slott e l’editor Tom Brevoort hanno svelato succosi dettagli in merito a Ultron Agenda. Nel dettaglio, Brevoort ha dichiarato: “Fin da quando la serie ha preso il via, sapevamo che verso questo punto saremmo arrivati a Ultron – tutto aveva semplicemente senso. Non solo Ultron rientra nei villain che Iron Man dovrà affrontare, ma in questi giorni lui rappresenta quasi l’opposto di Tony; laddove Tony è un uomo intrappolato nella tecnologia, Ultron è una tecnologia intrappolata in un uomo, Hank Pym. Aggiungi a tutto questo l’attuale relazione sentimentale di Tony con Janet Van Dyne e il ruolo che Jocasta ha assunto fin dall’inizio della serie e otterrete i giusti ingredienti a cui attingere per realizzare una storia micidiale.

Slott ha invece approfondito le complicanze che oggigiorno stanno affliggendo la vita di Tony Stark, ormai sempre più vicino all’essere un robot piuttosto che un umano: “Recenti sviluppi hanno reso Tony consapevole del fatto che lui non potrebbe essere più Tony Stark. Questo perché durante la run di Matt Fraction su Iron Man Tony si è caricato il suo cervello su alcuni computer. Dopodiché se lo è ricaricato. Poi, durante la run di Brian Bendis, Capitan Marvel ha ‘ucciso’ Tony in Civil War II. Quindi ora che lui ha un cervello e un corpo ricostruiti, la domanda è, ‘È ancora Tony Stark?’ Cosa lo rende differente da un’intelligenza artificiale? E ora abbiamo con noi Ultron, che è un’intelligenza artificiale che è stata unita a Hank Pym. Ora è Ultron Pym, ed è tornato… e, oh mio Dio, Tony è una I.A. E sta frequentando JANET? COSA? Questo causerà un bel po’ di problemi. Abbiamo anche Jocasta coinvolta nella faccenda: lei è la sposa di Ultron e quest’ultimo si è basato sui tracciati cerebrali di Jan per costruirla. E alla fine del quindicesimo numero abbiamo visto che Jan è stata catturata da Ultron. Hmm…”

Lo storico sceneggiatore di Amazing Spider-Man ha poi glissato un’interessante domanda postagli da CBR inerente un grande mistero che da anni sta avvolgendo le storie di Hank Pym e Ultron: si tratta soprattutto di un lavoro compiuto in principio dal già citato Gerry Duggan, che ha spesso seminato dubbi in merito a chi fra i due storici personaggi dell’Universo Marvel eserciti maggiore controllo nel loro corpo condiviso. Nonostante non abbia fornito alcuna risposta al riguardo, Dan Slott ha comunque avuto modo di parlare del primo Ant-Man, che ha già utilizzato per i suoi Mighty Avengers: “È veramente interessante, perché Hank Pym è uno degli eroi più imperfetti dell’Universo Marvel. Mi piace molto questo aspetto di lui. Mi piace anche che non ci siano facili uscite dall’Universo Marvel, e lui è un personaggio con un passato travagliato. Quando stavo scrivendo Mighty Avengers, non ho provato ad addolcire nessuno di questi aspetti. Mi ci sono appoggiato. Era un personaggio che aveva compiuto azioni irredimibili ma che al contempo tentava di fare del bene. Mentre Janet è stata con Tony, ha cercato di convincerlo a inquadrare tutto quello gli era successo con questo ‘reboot’ del suo cervello e del suo corpo come una seconda opportunità. Ma per quanto arrogante sia Tony Stark, tutte queste rivelazioni lo hanno davvero messo in una posizione scomoda dove non è sicuro né di sé stesso e né del suo posto nell’universo. Siamo abituati a vederlo presuntuoso su ogni cosa, quindi questa volta Tony si trova in una posizione veramente strana. Sarebbe un vero peccato se qualcosa scuotesse ancora di più le sue fondamenta.”

Sempre Slott ha in seguito spiegato come Tony Stark viene percepito dalla comunità delle intelligenze artificiali: “Di tanto in tanto, sulle pagine di Tony Stark: Iron Man, entriamo in un robot bar chiamato la Uncanny Valley e vediamo quel che pensano le I.A. riguardo a quel che sta succedendo. E nel quindicesimo numero, Tony ha ucciso un’intelligenza artificiale e cancellato le menti di un sacco di robot. Quindi loro non sono poi così felici di Tony Stark. Anche gli umani sono diffidenti nei confronti di Tony fin da quando lui ha ammesso al mondo che potrebbe essere un’I.A. Quindi, Tony è intrappolato tra due mondi, e entrambi non si fidano di lui.”

Brevoort ha successivamente aggiunto qualcosa in più su uno dei comprimari di Ultron Agenda, ossia Machine Man: “Come abbiamo visto, Aaron Stack è diventato un po’ più un attivista nella sua posizione sui diritti delle intelligenze artificiali come lui, al punto che ha evitato di utilizzare l’epidermide di carne che una volta indossava, scegliendo invece di mostrare tutta la sua bontà robotica al mondo. È una automazione forte e orgogliosa, quindi a un certo livello non è poi così lontano da ciò che Ultron ha professato con i suoi obiettivi in passato. Sfortunatamente per Aaron, l’attuale Ultron in questi giorni ha in mente qualcosa di molto diverso dal solito.”

Slott ha peraltro stuzzicato i fan circa un avvenimento significativo che accadrà nella sequenza di apertura di Tony Stark: Iron Man #16, un avvenimento che spianerà le porte alla stessa “Ultron Agenda”. Tom Brevoort ha inoltre chiarito l’importanza dei ruoli che Janet Van Dyne e Jocasta ricopriranno nel corso dell’opera: “Sia Jocasta che Janet sono dei personaggi piuttosto centrali in quello che sta accadendo, ma innanzitutto si tratta comunque di una storia su Iron Man, di conseguenza è una storia di Tony Stark. Il che non vuol dire che Janet e Jocasta non avranno ruoli sostanziosi da giocare – ma qui non siamo su Avengers. Sono dei personaggi di supporto nel mondo di Iron Man, nella nostra serie.” Anche Dan Slott ci ha tenuto a precisare che “i grandi giocatori in questa saga saranno Tony, Janet, Jocasta, Machine Man e, ovviamente, Ultron!”

Per di più, lo scrittore statunitense ha confermato che nella seconda parte di Tony Stark: Iron Man #16 si compirà il fato di Wonder Man e del sintezoide Visione, due personaggi molto legati fra loro che, come visto oltreoceano lo scorso mese in Tony Stark: Iron Man #15, si sono uniti componendo un unico essere, esattamente come Hank Pym e Ultron. Per ciò che concerne il cast di personaggi di supporto di “Ultron Agenda”, è stata annunciata la presenza di Andy Bhang, Dr. Shapiro, Rhodey e Bethany Cabe, ma anche di minacce in agguato quali Sunset Bain, un classico villain di Machine Man e Arno Stark, il geniale fratellastro di Tony. Eppure, Dan Slott non si è pronunciato sull’ipotetica presenza di altri individui appartenenti alla famiglia di Pym, come Viv Vision, Victor Mancha e, soprattutto, Nadia Van Dyne, che ricordiamo non avere mai incontrato suo padre.

Per concludere, è doveroso segnalare l’arrivo sempre più imminente del 2020, anno in cui la Marvel avrà sicuramente dei piani in serbo per Iron Man, che nel mese di dicembre negli Stati Uniti rimarrà privo di una testata totalmente sua. La chiusura della succitata serie avverrà proprio con il terzo e ultimo capitolo di “Ultron Agenda”, che – come chiarito dallo stesso Slott – avrà delle profonde ripercussioni sull’intero Universo Marvel, facendo così da spartiacque per il 2020, ovvero quel futuro immaginario ipotizzato per la prima volta nel 1984 dal veterano Tom DeFalco che è prossimo a divenire il nostro presente.

Fonte: CBR

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