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Drago contro Cane – Animosity volume 2, la Recensione – NO SPOILER

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Ex chimico, ex barista, ex musicista... La sola cosa che non ha mai smesso? Leggere fumetti. Non importa cosa tu abbia letto, lui lo ha già letto PRIMA di te. Un egomostro.

Ex chimico, ex barista, ex musicista... La sola cosa che non ha mai smesso? Leggere fumetti. Non importa cosa tu abbia letto, lui lo ha già letto PRIMA di te. Un egomostro.

Tempo di lettura: 5 minuti

Animosity è una delle serie di Aftershock, una nuova casa editrice statunitense pubblicata in Italia da Saldapress. Il suo arrivo è stato una notizia ottima per gli appassionati del fumetto statunitense.

Così ho conosciuto Animosity di Marguerite Bennett. Da un’idea semplice (ma geniale) e condotta alle estreme conseguenze (con risultati incredibili), disegnata benissimo da Raphael de Latorre, l’autrice riesce a realizzare un fumetto intelligente, che spinge anche a qualche riflessione sul rapporto tra gli esseri umani e gli animali. C’è persino una lunga parentesi religiosa, qualcosa che forse in un fumetto survival con protagonisti gatti, bufali e capre, forse non mi sarei mai aspettato di leggere.

Pronti?

CANI E PADRONI DI CANI

Animosity parte da un’idea semplice: cosa accadrebbe se gli animali cominciassero a parlare? Che ti direbbe il tuo gatto, che ti soffia sempre? O se il cane a cui tiri la palla o il bastone al parco potesse parlare e magari dirvi che trova stupido che voi tiriate qualcosa, che ve lo riporta per decenza. Animosity va oltre. Gli animali cominciano sì a parlare, ma guadagnano anche la possibilità di comportarsi come gli esseri umani, arrivando persino a volere abitare le loro case e a volere le loro cose.

Se questo è già sconvolgente, pensate cheil gatto di prima vi troverà antipatici, il vostro cane vi troverà stupidi, ma forse potreste andare avanti lo stesso. Certo, magari smetterete di comprare i croccantini più costosi, o di tirare un bastone, ma non cambierebbe forse le cose tra di  voi. Il problema si potrebbe porre probabilmente nei rapporti con un altro animale. Pensate se improvvisamente gli animali che vivono negli allevamenti guadagnassero il nostro modo di vedere, se prendessero coscienza di come gli esseri umani li stanno trattando. Come vi comportereste se vi svegliaste in Matrix? O se foste voi l’attrazione dello zoo? Gli animali si vendicano di come li stiamo trattando, e credetemi la nostra vittoria è tutto tranne che scontata. Il fulcro della storia è proprio questo, dove gli animali si vendicano del modo in cui li abbiamo trattati, e la domanda che viene spontanea è: possiamo chiedere scusa, possiamo trovare un nuovo modo di vivere in questo nuovo mondo dove improvvisamente ci siamo accorti di aver sbagliato? No.
Questo è Animosity, un mondo dove gli animali si reinventano esseri umani, e dove noi, nella migliore delle ipotesi, veniamo divorati. Ci sono polli che si reinventano fattori e vendono per sé le loro uova, ratti che divorano addetti della disinfestazioni, e usignoli che decidono di lasciarsi con il classico “non sei tu, sono io!”.

Un mondo disegnato magistralmente dal tratto delicato di Raphael de Latorre, il quale disegna (e veste, persino) gli animali con espressioni meravigliosamente umane, e con i colori dai toni caldi di Rob Schwager, di quelli che potremmo trovare in un libro di favole: in fondo la protagonista è pur sempre una bambina.
L’avevamo lasciata mentre fuggiva da una New York ormai a pezzi, e la ritroviamo sul dorso di una balena, assieme al suo gruppetto di animali in direzione San Francisco, alla ricerca del fratellastro che è il solo parente prossimo che le resta. Il suo viaggio però è sempre più duro: Sandor, il bloodhound della protagonista, si mostra sempre più nervoso, la capra Zanzamora è più intollerante che mai verso gli umani, e il problema del cibo è sempre più presente. Aggiungete anche la mancanza dei genitori e un drago. Perché pare che dal giorno del “risveglio”, sia apparso anche un drago. Avete presente quei serpentoni con arti e ali?

HIC SUNT DRACONES

Il volume si apre con questa frase latina (qui ci sono i draghi), che da sola basta a dare un certo senso d’angoscia. Dopo tutto cosa c’è di più tremendo e al tempo stesso grandioso di un drago?
Mentre il gruppo si divide tra il cercare cibo e allo spiegare a Jesse l’essere donna, qualcosa dal cielo si é portato via il fratello di Zanzamora, qualcosa di rosso, dalla pelle a scaglie e persino in grado di sputare acido.

“Come dici, scusa?!” 

Jesse e i suoi quindi si lanciano in una missione di salvataggio per ritrovare il fratello di Zanzamora, ma la ricerca si fa difficile fin da subito: il drago comanda un gruppo di esseri umani coperti di pelli animali e armati fino ai denti.
Non vi dirò di che animale ostile si tratti stavolta (credetemi, non ci arrivereste mai) ma in questo volume c’è molto di più di cui parlare.

NEW TRICKS FOR AN OLD DOG

Conoscenza è potere.
Lo sappiamo noi, lo sa a sue spese anche Sandor, che ha preso molto a cuore l’idea di portare Jesse da suo fratello. In questo volume ci viene spiegato il grado di intelligenza che sviluppano gli animali: la loro intelligenza è proporzionale alla loro aspettativa di vita.
Per cui un animale che abbia qualche mese di vita, ma che abbia al tempo stesso una vita breve, la sua intelligenza sarà la stessa di un essere umano adulto. Sandor vivrà al massimo altri due-tre anni e si strugge per il fatto che nonostante la sua età ( circa 40-50 anni) non sente di sapere abbastanza per proteggere la bambina.

“Tranquillo Sandor, ci è voluta una guerra per scoprire cosa fosse il Vietnam”

 

Assieme a noi sta scomparendo anche la nostra civiltà, le nostre conoscenze e tutto quello che ci ha reso la specie dominante sul pianeta fino al risveglio. Le lingue, le nostre capacità di costruire oggetti, edifici, qualsiasi cosa andrà mano mano persa.
Se da una parte qualcosa si sta perdendo, dall’altra gli animali stanno cominciando a farsi le domande più antiche che ci siamo sempre posti: c’è qualcosa dopo la morte?
In questo volume di Animosity c’è uno spazio intero dedicato agli animali e al paradiso: voi avete mai pensato se il vostro gatto sia degno di andarci? Cosa ci rende diversi da loro ora che hanno la capacità di discernere tra bene e male? E siamo degni come prima noi esseri umani che usavamo gli animali per nutrirci o per sperimentare su di loro medicine o cosmetici?

La parte più bella di Animosity è questo rovesciamento a la Walking Dead, dove improvvisamente il mondo sembra finito e dove viene da chiedersi in che modo abbiamo vissuto fino ad ora. Abbiamo provato mai a difendere gli animali? Lo abbiamo fatto come si deve, o abbiamo solo peggiorato le cose?
Consiglio di leggere questo volume proprio per questa ragione: anche io che considero necessario un certo sfruttamento animale per il nostro sostentamento non ho potuto fare a meno per un attimo di pensare che forse i veri animali siamo noi. Consiglio di leggere Animosity a tutti voi perché non è semplice trovare un fumetto d’azione che parli della nostra società in maniera così pungente. 

7.9

Storia

8.0/10

Disegni

8.0/10

Colori

8.0/10

Originalità

8.0/10

Scorrevolezza

7.5/10

Pros

  • Gli animali sempre più umani di Latorre sono una gioia per gli occhi
  • Interessanti riflessioni sul rapporto tra uomo e animali nella società
  • I colori la fanno sembrare quasi una favola (horror) per bambini

Cons

  • Non ha la stessa forza del primo volume, c'è meno azione

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