Dennis O’Neil verrà onorato alla Jimmy Carter Presidential Library

Fumetti
Gianfranco Autilia

Tempo di lettura: 4 minuti

Lo scrittore ed ex editore della DC Comics Dennis O’Neil, nelle giornate del 7 e dell’8 dicembre, verrà onorato per i suoi conseguimenti nel sostenere le cause di pace e giustizia sulle pagine della nona arte. In particolare, le sue storie pubblicate intorno agli anni sessanta e settanta si sono concentrate molto su delle questioni attuali e problematiche per la società. Basti pensare alla dipendenza da sostanze stupefacenti oppure all’inquinamento e al razzismo. O’Neil terrà un discorso alla Jimmy Carter Presidential Library, ad Atlanta, e parlerà di come ha apportato dei cambiamenti nel mondo dei fumetti. L’evento vanterà altresì la presenza di altri artisti, tra cui Paul Jenkins, Christopher Priest, Christopher Herndon e Darren Vincenzo.

Dennis O’Neil ha concesso una lunga intervista a Newsarama per parlare di questa onorificenza, dei suoi problemi e delle questioni a lui più care che lo hanno spinto ad avere una visione precisa di ciò che voleva includere nei fumetti.

“Ci sono delle persone che vengono da me e mi dicono che qualche volta leggere quelle storie li ha influenzati. È una buona notizia, perché non è mai stato nel mio intento cambiare le idee delle persone su delle cose. Non penso che si possa fare. Ma una cosa che volevo fare era iniziare a far pensare ai giovani su quei temi. Forse se le persone iniziano a pensarci quando sono abbastanza giovani e crescono con i problemi, riusciranno a trovare più facilmente le risposte. Ho accettato il loro invito, perché cavolo, Jimmy Carter, per quanto mi riguarda, è il nostro miglior ex-presidente.”

Secondo O’Neil, la decisione di attaccare i vari problemi del mondo reale attraverso le storie dei fumetti è venuta fuori perché lui era consapevole dei suoi problemi personali di dipendenza e frequentava aree di New York dove molte persone squattrinate si riunivano in quel periodo. In tal proposito, nomina il suo vecchio collega disegnatore Neal Adams. I due collaborarono sulla serie Green Lantern/Green Arrow, dove venne trattato anche il tema della dipendenza da droghe.

“Neal era in televisione diversi mesi fa ed è sembrato come se l’intera idea fosse stata sua. Sto cercando di non essere rancoroso al riguardo, perché non ha senso esserlo. Ma è sembrato molto come se io fossi intervenuto solo all’ultimo minuto per aggiungere le parole.”

L’autore ha proseguito dicendo che ha preso molte delle sue idee sulle storie e sulla politica dopo aver lasciato la Marina, essersi trasferito a New York e aver frequentato l’ente di beneficenza newyorkese chiamata “The Catholic Worker“, che ha anche pubblicato un giornale con lo stesso nome. Dennis divenne grande amico della co-fondatrice dell’organizzazione, Dorothy Day. E infatti il personaggio Leslie Thompkins di Batman si basa proprio su di lei.

“The Catholic Worker era un edificio sulla Bowery dove, se stavi morendo di fame, potevi avere una tazza di zuppa e potevi trovare un posto per dormire la notte. Dorothy ha aiutato a fondare l’organizzazione, e avevano un giornale che parlava delle questioni che le persone della strada affrontavano. Lo show televisivo Gotham ha un’attrice che interpreta Leslie Thompkins, e quell’attrice ha avuto un solo dialogo che ho sentito dove Dorothy dice ciò che pensa. Tipo, no, la guerra non è mai buona; non c’è mai una scusa per la guerra. Quella è Dorothy.”

O’Neil pensa che le sue storie risaltarono durante quel periodo – quando già molti altri editori avevano le loro storie orientate su quelle problematiche – per via della propria passione in merito agli argomenti di cui scriveva: “All’epoca, quando ci stavamo lavorando, le persone le vedevano come una tendenza, e provarono a fare lo stesso. Il mio grande segreto era che credevo in questa roba. Sentivo che non ero bravo con i sermoni o con gli oratori animati, ma avevo i fumetti.”

Lo scrittore statunitense non pensa che i fumetti scritti come parte di un “trend” funzionassero bene perché i loro autori non credevano in loro.

“Parlando del nostro compianto Stan Lee, penso che la sua storia sulla droga fosse stata scritta ovviamente da qualcuno che non aveva alcun sentimento forte nei confronti dell’uso di droghe. Io l’ho fatto perché lo stavo vivendo. E dopo, ci ho combattuto.”

Guardando indietro, O’Neil ora si chiede quanto impatto a lungo termine abbiano avuto le sue storie, perché alcuni problemi che ha esposto persistono ancora.“La questione a cui mi sento più legato è una che è peggiorata: l’ambiente. E mi colpisce che abbiamo ancora il razzismo”. Ha poi continuato dicendo che negli anni settanta il più grande problema con l’ambiente era l’inquinamento dell’acqua potabile a causa dell’industria. Dal momento che lui credeva tanto in questo argomento, lo mise in luce, ma non pensa che Neal Adams fosse tanto propenso. In qualità di scrittore e poi editore, O’Neil ha detto che era consapevole che soltanto certe questioni hanno senso per i fumetti.

“Non penso che potessi fare una storia efficace a sostegno, diciamo, del budget, perché non c’è nulla su cui disegnare. Ma sì, versare inquinanti nel fiume, quello lo potevamo fare. Ed è stato nel periodo in cui il fiume in Ohio prese davvero fuoco. Quello era quasi perfetto per i fumetti.”

Dennis sostiene anche l’importanza che tutte le storie in difesa di qualcosa abbiano avuto, soprattutto quelle dei supereroi. “Se compravi un fumetto perché c’erano alcuni tipi con un costume pittoresco e un anello che dà poteri, ottenevi ciò che ti stavi aspettando. Io vi ho dato il valore pieno dei vostri dollari. Se eravate capaci di percepire che la storia aveva anche un altro significato, questo voleva dire che avevamo davvero avuto successo. Ma il nostro lavoro primario è sempre stato consegnare ciò che il cliente sta acquistando. Se li inganni, è quasi garantito che non leggeranno la prossima uscita rilevante.”

Fonte: Newsarama

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