Da Action Comics a Infinity War – Quando l’umanità ha bisogno di eroi

Fumetti
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
@Www.twitter.com/Zero_Borja

Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Tempo di lettura: 4 minuti

Quando, nel 1938, Superman irruppe tra i lettori americani, pochi potevano immaginare la portata di ciò che avevano tra le mani. Il primo numero di Action Comics, storica rivista giunta pochi mesi fa alla propria uscita #1000, costituì l’alba di un intero genere di personaggi, in grado di sopravvivere non solo alla Seconda Guerra Mondiale, ma anche di attraversare tutto il secolo, tra alti e bassi, fino ad arrivare al presente. Presente che sembra un nuovo trampolino di lancio, consacrando definitivamente le figure dei supereroi anche attraverso il cinema, grazie al recente traguardo di Avengers Infinity War, con due miliardi di dollari incassati in tutto il mondo.

Una storia lunga ottant’anni. Ottant’anni che hanno visto nascere e crescere una vera e propria mitologia moderna, sopravvissuta adattandosi ai tempi, in una forma plastica nutritasi di pura contemporaneità. Eppure, in questo rinnovarsi, in questo rinascere e cambiare, esiste un tratto comune al successo di questi personaggi?

Un mondo di oppressi

Superman nacque da Jerry Siegel e Joe Shuster, due giovani ragazzi di origine ebraica, durante gli anni Trenta. Tante le preoccupazione dell’epoca in cui vivevano i due: non solo la situazione internazionale, legata alla persecuzioni razziali e all’antisemitismo crescente, ma anche la situazione economica degli Stati Uniti, ancora martoriati dal tragico crollo di Wall Street, in quel 1929 che distrusse l’economia mondiale. La povertà aveva distrutto la speranza dei Ruggenti Anni Venti, restituendo una nuova oscurità, in una divisione fatta di oppressi e oppressori.

Superman nasce proprio per essere il campione degli oppressi, la figura che ne avrebbe cambiato le sorti, in grado di difenderli dalla violenza, dalla prepotenza, dalla lotta tra forti e deboli. Superman viene generato così in un momento di bisogno, dando voce al desiderio di giustizia gridato a gran voce da un’intera classe sociale.

Dopo di lui, capostipite di un’intera genealogia di personaggi, molti saranno gli eroi a calcare le pagine della carta stampata, in maniera spesso differente, come Batman o Wonder Woman, ma con un grande fattore comune: rispondere al bisogno dei deboli. La fantasia poteva così donare speranza, un senso di fuga in un mondo in cui gli oppressi possono essere salvati da chi vive per la loro difesa.

Una nuova mitologia era così nata.

Un mondo perfetto

La Golden Age del fumetto supereroistico aveva così affrontato non solo la crisi economica e la crescente violenza degli anni Trenta, ma anche la tragedia della Seconda Guerra Mondiale. Finita la guerra, anzi, la più terribile delle guerre, sembrava non potesse avvenire nulla di peggio. Gli Stati Uniti erano vincitori, la crisi ormai solo un lontano ricordo. Le accuse di Fredric Wertham, riguardo alle “deviazioni” che i fumetti provocherebbero nei lettori, sono solo il colpo finale per un’epoca ormai morente. Pochi eroi sopravvissero, anche se fortemente epurati del loro spirito originale: Superman, Batman, Wonder Woman.

La mitologia dei supereroi era così stata sconfitta dall’ateismo, in un mondo perfetto, in cui non si sentiva più il bisogno di loro.

Forse fu questo a provocare la nascita di una nuova stirpe di eroi, non più perfetti, non più divinità, ma in fondo fallaci uomini: la Silver Age stava muovendo i suoi primi passi, attraverso personaggi dotati non solo di superpoteri, ma anche di “superproblemi”. I Fantastici Quattro, l’Uomo Ragno, Hulk, gli X-Men: decine furono i personaggi ad apparire, rispondendo ai bisogni di una nuova epoca. Al mondo perfetto dei benpensanti, dell’establishment, si opponeva un sottobosco di liberi pensatori, pronti a mettere in discussione lo status quo. Sono gli anni Sessanta, gli anni delle grandi contestazioni, dei grandi movimenti, delle lotte per l’emancipazione dei neri e delle donne, del Vietnam e, infine, del Watergate. Il mondo dei supereroi rispose con eroi più umani, costruiti da pregi e difetti, in cui alla perfezione di Superman viene contrapposta la mostruosità di Hulk e della Cosa.

Un mondo di eroi

Fin dagli albori gli eroi hanno trasceso la loro natura cartacea. Film e serie tv sono infatti parte di questa mitologia fin dagli albori: basti pensare alla serie tv su Batman con Adam West, la serie tv su Wonder Woman con Lynda Carter, il Superman di Christopher Reeve, all’ondata di serie animata degli anni ’90, alla trilogia di Spider-Man di Sam Raimi. Eppure mai, come oggi, i supereroi fanno così parte dell’immaginario collettivo, fino a portare Avengers Infinity War allo storico traguardo dei due miliardi di dollari di incasso globale. Davvero è solo marketing?

Molti sono i parallelismi con quell’ormai lontano 1938: la crisi economica degli ultimi anni, la minaccia globale del terrorismo radicale, le tensioni internazionali crescenti. L’informazione porta costantemente, con molta più velocità e diffusione che mai nella storia, notizie di ogni genere, anche attraverso la spettacolarizzazione delle tragedie a fini televisivi. La sensazione che resta è proprio la paura, il timore di essere privi di difese, in un mondo che si muove fin troppo veloce, in cui l’Homo Homini Lupus di Hobbes sembra tutt’altro che una memoria di un tempo ormai passato. Un mondo, nuovamente, di oppressi e oppressori.

Possibile dunque che il successo degli eroi sia proprio dovuto all’impressione che si ha di vivere in un mondo privo di eroi? Forse è proprio tale necessità a guidarli nell’immaginario collettivo, tornando a nutrire un triste quanto naturale bisogno, riprendendo il loro ruolo all’interno di questa moderna mitologia.

Aggiungi un commento all'articolo! Clicca qui.

Lascia un commento!

avatar
  Subscribe  
Notificami

Altri articoli in Fumetti

Marvel Comics: Marcelo Ferreira ha firmato un contratto in esclusiva

Gioele Paglia15 Ottobre 2019

Lucca Comics & Games FOCUS – Don Rosa

Andrea Prosperi15 Ottobre 2019

Panini Comics – Online il nuovo Anteprima

Andrea Prosperi15 Ottobre 2019

Lucca Comics & Games – Modalità signing e sketch SaldaPress

Andrea Prosperi14 Ottobre 2019

Lucca Comics & Games – Ospiti Altan, Gipi, Filippo Scozzari e ZUZU

Andrea Prosperi14 Ottobre 2019

Marvel Comics: Leinil Yu parla del suo lavoro sugli X-Men

Gioele Paglia14 Ottobre 2019