Black Science Volumi 1-4, la Recensione – No Spoiler

Fumetti
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Tempo di lettura: 5 minuti

Black Science è la saga a fumetti scritta da Rick Remender, disegnata da Matteo Scalera e con i colori di Dean White (Vol. 1 e 2), Micheal Spicer (Vol. 2), Moreno Dinisio (Vol. 3 e 4). La saga è pubblicata in Italia, appunto in volumi, da Bao Publishing.

Un piccolo passo per l’uomo…

La storia di Black Science ha un punto di partenza abbastanza classico: dopo tanto tempo e tanto lavoro, un gruppo di scienziati, composto da Grant McKay, che lo guida, Rebecca e Shawn, sono riusciti a creara una macchina prodigiosa, il Pilastro, in grado di creare un varco verso altri universi, decidono quindi di iniziare un viaggio alla ricerca di tecnologie e mondi nuovi.

Questo viaggio però non viene compiuto dai soli scienziati, ma, in primo luogo, vengono accompagnati dal finanziatore del progetto, Kadir, e dalla sua guardia del corpo, Chandra. Viaggia con loro anche l’ex-militare e capo della sicurezza del progetto Ward.

Sarebbe un team esplorativo assolutamente nella norma, se non fosse che McKay decide di portare con sè in questo viaggio anche i sue due figli, Pia e Nathan. Quello che però sembra il principio di un viaggio fantastico e meraviglioso, è solo l’inizio di qualcosa di molto più complicato e terribile.

… una grande tragedia per l’Ogniverso

Black Science non è strutturato in modo classico, nè all’inizio e nè questo cambia durante lo sviluppo della trama. Remender e Scalera iniziano subito spiegandoci come il viaggio non sia andato bene, e letteralmente dandoci un assaggio dei tragici eventi che lo costelleranno.

La storia ha uno sviluppo complesso ma insieme trascinante e ben pensato. Tutto sembra congegnato per accadere in un preciso ordine e momento e nonostante questo sospetto di fondo, la scrittura e i disegni riescono a farci immedesimare comunque nei personaggi che invece si trovano ad affidarsi al Pilastro e ai suoi salti inter-dimensionali casuali.

Black Science è poi una saga molto particolare perchè, anche se all’inizio potrebbe sembrare una classica storia di fantascienza incentrata sul viaggio nel tempo, con risvolti tragici e complessi, in realtà è tanto altro, che viene costruito attorno a quella che sembra la trama principale, senza per questo renderla troppo indipendente da quest’ultima.

Professione: Dimensionauta

Eccezionale è la costruzione e la caratterizzazione dei personaggi, senza contare la geniale interazione delle trame per così dire ‘personali’ dei vari personaggi con il filone centrale.

Il tutto non solo va a creare una grande costruzione della trama, che si evolve su piani diversi ma senza lasciare mai nessun personaggio senza approfondimento, ma anche una caratterizzazione dei singoli personaggi molto realistica e umana, che riesce ad essere l’ideale chiave di lettura per uno dei concetti principali della storia.

A proposito di questo è assolutamente degno di nota il fatto che ogni dimensione/universo esplorato dai protagonisti ha una sua storia e una sua trama, una cosa certo normale per una saga che parla di esplorazione dimensionale, ma che permette di capire il grande lavoro a livello di trama e di costruzione di questa.

Io ne ho viste di cose…

I disegni di Matteo Scalera riescono a calare il personaggio in tante cose, e questo riesce a rendere la lettura di Black Science davvero memorabile. Innanzitutto già dalle prime tavole ci rendiamo conto della sua grande capacità di immaginare e rappresentare mondi e creature estranei alla realtà, facendoli sembrare comunque reali.

Da sottolineare è la capacità di rendere i volti, gli ambienti e i personaggi mostruosi o umani, spaventosi o normali, senza esagerazioni ma puntando solo sul dettaglio e sul sostegno del colorista. I mondi non sembrano mai ripetitivi o troppo simili l’uno all’altro, così come le creature che i nostri dimensionauti incontrano.

Estremamente interessante è la strutturazione della pagina, data da Scalera, che non solo sottolinea la positiva singolarità di Black Science, ma riesce a rendere più fruibili e coinvolgenti scene di azione o ad ogni modo pregnanti.

Da sottolineare è il grande lavoro che anche Scalera, a livello grafico, fa nel definire i personaggi, i loro stati d’animo e la loro fisicità. Nonostante il minore realismo di alcuni volti, il lavoro che questo disegnatore fa sul personaggio è assolutamente innegabile nella sua precisione e bellezza.

Scalera lavora molto sugli ambienti, non solo, come abbiamo già detto, rendendoli diversi gli uni dagli altri, ma anche e soprattutto rendendoli molto caratteristici e vivi anche nella loro semplicità.

Parlando però del comparto grafico va dato il merito anche ai coloristi: Dean White (Vol. 1 e 2), Micheal Spicer (Vol. 2), Moreno Dinisio (Vol. 3 e 4). Tutti loro riescono ad arricchire il comparto grafico e, quando si parla delle emozioni dei personaggi, riescono a usare i colori per sottolineare e rendere più coinvolgenti per i lettori.

… lacrime nella pioggia

Ogni opera hai suoi difetti, ma alcune li rendono trascurabili grazie all’importanza dei propri pregi. Questo è sicuramente il caso di Black Science.

La trama di questa saga non è del genere alla portata di tutti, anzi! Ma la sua complicatezza e particolaritàs ono anche i motivi principali della sua bellezza.

I volumi sono estremamente scorrevoli ma non possiedono molta interdipendenza, un fattore che non solo porta il lettore a necessitare di avere sempre un altro capitolo da leggere, ma anche la trama ad essere effettivamente giudicabile, solo alla fine dell’intera saga.

Inoltre l’elemento grafico rende evidente che la lettura verrebbe danneggiata dalla lettura virtuale che renderebbe difficile, se non impossibile, riuscire a fruire della costruzione intelligente e ad effetto che Scalera fa delle tavole e pagine principali.

In conclusione vi consigliamo caldamente di cominciare questo viaggio nella Scienza Nera, se non lo avete già fatto, e di scoprire un’altra perla dei fumetti di fantascienza. Se invece siete già dei dimensionauti in erba, vi invitiamo a seguirci e a proseguire il viaggio con noi, per arrivare, per così dire, finalmente al centro della Cipolla.

Black Science Vol. 1-4

8.3

Storia

8.5/10

Disegni

8.3/10

Colori

8.3/10

Struttura

8.5/10

Godibilità e Interdipendenza

8.0/10

Pros

  • Storia impressionante e molto ben congegnata
  • Struttura intrigante ma non troppo complessa
  • Buona costruzione dei personaggi
  • Uso eccezionale dell'espediente di partenza
  • Disegni e colori a tratti davvero eccezionali

Cons

  • Poca indipendenza tra un volume e l'altro
  • Struttura e stile non adatti a tutti

Altri articoli in Fumetti

Marvel Comics annuncia un nuovo evento sul 2099!

Gianfranco Autilia23 Agosto 2019

Garth Ennis torna in Marvel per due nuove miniserie sul Punitore!

Gianfranco Autilia22 Agosto 2019

Marvel dà vita a una nuova era per i Runaways introducendo Doc Justice e il J-Team!

Gianfranco Autilia21 Agosto 2019

Marvel lancia Yondu, Morbius, la nuova serie di Deadpool e altro ancora!

Gianfranco Autilia14 Agosto 2019

È morto l’artista Ernie Colòn, co-creatore della Damage Control

Gianfranco Autilia10 Agosto 2019

Marvel: le prime pagine di Juan Ferreyra per Punisher Kill Krew #1!

Gianfranco Autilia9 Agosto 2019