Batman Vol. 2: Io Sono Suicida, la Recensione – NO SPOILER

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Tempo di lettura: 4 minuti

Tom King , tra i migliori autori americani, con un passato di agente CIA, (avete capito bene: proprio nella Central Intelligence Agency, nella Sezione Antiterrorismo) negli ultimi anni si è messo in mostra grazie a titoli dal grande successo come Sheriff of BabylonOmega Men e l’ultima opera in casa Marvel, la miniserie dedicata a Visione.

Ad affiancare Tom King rivedremo nuovamente Mikel Janin, già visto sul l’albo speciale Rebirth #1.
Lo stile di Janin è prettamente di tipo realistico, così da rendere perfetto il legame con la narrazione di King. L’espressività dei volti è notevole, al punto da capire perfettamente le emozioni che i personaggi provano, creando così un’ottima empatia con questi ultimi. Quella del disegnatore spagnolo è una tecnica artistica spettacolare, di cui pochi sono capaci: contribuiscono a formare un legame con la storia eccezionale, tralasciando così il  bisogno di didascalie o baloon che narrino quanto viene già mostrato nelle tavole.


All’ottimo risultato finale contribuisce in maniera significativa anche la colorista June Cheung che invece di fissare un’unica serie di colori decide di variarli a seconda della situazione e del personaggio che sta raffigurando.
Un accompagnamento estetico che ben sottolinea i temi e le atmosfere portanti di questo story-arc.

La storia inizia proprio dove Batman Vol. 1: Io sono Gotham (recensita qui dal nostro Andrea Prosperi) si era interrotto.
Io Sono Suicida
 è il secondo arco narrativo che lo sceneggiatore Tom King ha scritto sulle pagine del quindicinale di Batman. Quest’ultimo desidera sfidare  Bane recandosi sulla sua isola, a Santa Prisca; lo scopo è quello di catturare lo Psico-Pirata, un criminale che ha spinto Gotham, uno dei due nuovi eroi visto nel precedente story arc, verso la follia e con il potere di salvare la vita a Gotham Girl, ridotta in condizioni simili.

Per riuscire nel suo intento, l’Uomo Pipistrello ha assemblato una nuova “Squadra Suicida” che raccoglie diversi ospiti dell’Arkham Asylum, tra cui spicca il nome di Selina Kyle, che tutti meglio conosciamo come Catwoman. Sotto spoiler i membri di questo inedito team.

Ogni personalità , i loro punti deboli e le virtù dei personaggi sono perfette per il procedere del complicato piano di Batman.
Ogni personaggio si muove in modo da diventare ingranaggio di un meccanismo che forma la geniale strategia dell’Uomo Pipistrello.

King e Janin  ci presentano un Bane inedito, senza il suo classico costume, senza i potenziamenti derivanti dal Venom e mosso da una violenta determinazione di trovare una pace interiore grazie all’aiuto dello Psico-pirata. Questa volontà, molto simile a quella di Batman, crea un legame particolare tra i due personaggi; ma la natura profondamente egoistica di Bane segna la differenza con l’eroe, un mostro alla ricerca di una pace impossibile da raggiungere per un animo violento come il suo, e per questo condannato alla sconfitta prima ancora della fine della battaglia.

Un altro dei temi centrali della storia è il rapporto che da anni lega Catwoman e l’Uomo Pipistrello rappresenta le fondamenta sulle quali King sviluppa un interessante seconda storia, che si alterna alla perfezione con la storia principale creando un duplice racconto su due livelli perfettamente amalgamati tra loro; le scene d’azione che vedono Batman affrontare Bane  e il drammatico parallelismo tra la vita di Selina e quella di Bruce, affidato a una specie di confessione, sotto forma di lettera.

La storia è interessante, piena di azione e elettrizzante in un modo che manterrà i lettori in uno stato costante di suspense.

Io Sono Suicida è una storia apprezzabile nonostante sia un filo conduttore tra l’arco narrativo precedente e quello successivo, ma funzionale al procedere del racconto.
Nel suo svolgimento dimostra di essere ottimamente curata, la perfetta costruzione strategica nei minimi particolari del piano di Batman e il lato più intimo e vulnerabile della sua personalità. La storia colpisce maggiormente quando i due aspetti si intrecciano. La trama non lascia nulla al caso, a partire dai comprimari chiamati al fianco del protagonista, tutti assegnati a un ruolo ben preciso e indispensabile alla riuscita della missione, fino al confronto con Bane.

Attraverso una lettera scritta da Bruce Wayne e Selina Kyle tempo addietro e riportata nelle didascalie che compongono come un flusso di pensiero la seconda parte della storia di Io sono suicida, veniamo messi di fronte all’essenza stessa del mito dell’infallibile Batman e della fragilità dell’uomo che indossa i panni dell’eroe.
Un viaggio nella psiche di Bruce Wayne, nelle motivazioni dell’uomo dietro alla maschera divenuta simbolo di giustizia e paura per i criminali: un approfondimento psicologico affascinante.
Janìn riempie la scena e rende superflua ogni parola. Io Sono Suicida si conferma un arco narrativo coinvolgente, in grado di mettere in mostra le grandi qualità del team creativo coinvolto.

Batman: Io sono suicida

0.00
7.9

Sceneggiatura

7.5/10

Disegni

9.0/10

Caratterizzazione

8.0/10

Chine

8.0/10

Originalità

7.0/10

Pros

  • Disegni fantastici
  • Ottima scorrevolezza
  • Intreccio tra le trame ben riuscito

Cons

  • Nulla di nuovo
  • Esito abbastanza scontato

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