Alien: 30° Anniversario, la Recensione

Fumetti
Marco Pasqualini
Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Nato nel 1982 Marco è un ragazzo di città che ama la campagna più del multiplayer, pratica la monogamia su console, ne ama una alla volta anche se spesso si concede qualche scappatella su PC.

Tempo di lettura: 4 minuti

Nota introduttiva: colui che scrive ha posseduto (e perduto) lo stesso fumetto circa 25 anni fa. Riletto a distanza di tempo si è dimostrato molto più stratificato di quanto ci si ricordasse ed è alquanto sconcertante rendersi conto che la qualità del materiale non sia stata minimamente consideratata o riadattata in nessun successivo lungometraggio di Alien. E dispiace, soprattutto perchè Mark Verheiden ha offerto una visione dell’universo Alien coraggiosa, provocatoria e straordinariamente originale. Possiamo  già affermare che le solide tematiche del fumetto pubblicato da Saldapress, il quale ricordiamo è il primo in assoluto dell’Alien Universe, sono state ulteriormente messe da parte dagli ultimi eventi (i film sull’androide David) della saga.

 

FATTO FUORI DALLA CONTINUITY

È lo stesso autore in una nota nel volume a rammaricarsi di non poter essere nella continuity in quanto  i protagonisti della storia sono rispettivamente il caporale Hicks e l’adolescente Newt, i grandi e deceduti assenti di Alien 3 (per motivi di imposizione da parte della Dark Horse non è stato possibile inserire nel plot Ripley ma non se ne sente più di tanto la mancanza), e in seconda istanza Verheiden ammette di essere stato alquanto sconcertato dalle origini canoniche degli Space Jockey.

Senza anticipare nulla, la sua interpretazione circa la loro natura è molto più lineare a plausibile rispetto ai risvolti forniti da Prometheus anche solo a livello della stazza con cui vengono presenatati: i pallidi umanoidi al cinema sono si alti, ma la creatura fossilizzata del primo Alien era gigantesca, e lui stesso nel 1987 aveva rispettato quelle ancor poche informazioni in maniera più logica e fantasiosa. Lo stesso ricorda che alla fine degli anni 80 internet non c’era e le informazioni erano difficili da reperire; le idee di questo fumetto sono il frutto della sola attenta analisi dei due soli film coadiuvata da interessanti intuizioni. Approfondiremo più in basso.

TRAMA  

I due protagonisti,  Hicks e l’adolescente Newt, vengono, più o meno direttamente, precettati in una controversa missione verso il pianeta degli alieni mossi sia dalla voglia di sterminare la razza aliena sia come pretesto per superare il  blocco traumatico nelle loro vite a causa degli eventi di Aliens Scontro Finale. Segnaliamo uno sfigurato caporale Hicks ridotto  alla stregua di reietto dai suoi stessi commilitoni, mentre la bambina divenuta ragazza è rinchiusa in un reparto psichiatrico tormentata da incubi ricorrenti.

Per quanto le premesse non diano l’idea  di essere particolarmente originali, a spiccare nelle vicende sono tutta una specie di storie parallele che si incastrano alla perfezione. Queste riguardano rispettivamente una fantomatica pseudo religione che idolatra lo Xenomorfo, la corsa all’armamento biologico tra esercito e compagnia privata senza scrupoli (niente Weyland-Yutani ma una chiamata Bionational) e infine una retrospettiva circa il ciclo vitale e sociale della razza aliena. Soprattutto quest’ultima lascia letteralmente a bocca aperta fornendo delle intuizioni, ricordiamolo nuovamente, molto più logiche e originali rispetto alla stessa saga canonica

LO XENOMORFO DI OGGI E QUELLO DI IERI

Come ben sappiamo la “bestia” ha subito delle pesanti riqualificazioni, proprio grazie alle ultime due pellicole prequel, le quali hanno, a nostro avviso, alquanto sminuito tutto quell’alone di purezza dello xenomorpho che, nel bene e nel male, ha reso la creatura di H.R Giger sfuggevole e indecifrabile. Qui l’autore sfodera tutta la propria inventiva considerando la specie non come semplicemente spietata e votata ad uccidere in maniera non sense, ma piuttosto come una  capace di decifrare le altre forme di vita adatte per la loro continuità di sopravvivenza. Inoltre vi è un rafforzativo circa l’indole di dedizione in tutto e per tutto verso la regina (più specificatamente LE), per la quale è naturale addirittura immolarsi anche solamente per diventare materiale edile organico (piccolo indizio che non rovinera’ la sorpresa).

 

PREGI E DIFETTI

Questo volume che Saldapress  propone può vantare una stupenda copertina lucida con riflessi raffiguranti lo xenomorfo. Il fumetto di suo, in bianco e nero, soffre, purtroppo, il peso degli anni solamente  a livello visivo. Ricordiamolo, è pur sempre di un trentennio fa e  raffigurazione e tratto hanno quel tocco retrò dovuto alle vecchie tecniche di disegno le quali, nel caso specifico, vacillano se correlate con le vignette di Aliens Fire and Stone la cui resa anche dello stesso xenomorfo e’ molto più’ realistica e ricca di particolari.

Sinceramente abbiamo un po’ storto il naso per quel che riguarda armi e veicoli: per quanto lo stesso autore nella prefazione racconti che l’idea di resa di un fucile imbracciato da Newt provenisse in realtà da un treppiede nel suo studio, le iconiche armi sono molto diverse da quelle viste al cinema e soprattutto il mitico M41A è stato spesso disegnato in maniera grezza e spartana. Non che sia un dramma ma, secondo solo a Star Wars, l’universo  di Alien ha nelle bocche da fuoco, nei carri corazzati e nelle sobrie astronavi una propria identità, forse un particolare che nel 1987 non sembrava cosi assodato. Stona, tutto qua.

CONCLUSIONI

Aliens 30° Anniversario è un volume must have per ogni fan che si rispetti, scorre e lo si legge tranquillamente in poco tempo ma, soprattutto (oltre a fare la sua bella figura nello scaffale) è il primo prodotto dell’ universo “alieno” a fumetti. Ha inoltre nella propria connotazione vintage una proposta di fantascienza  fuori dagli schemi e senza età, la quale spicca e lascia il segno creando un bel anche rammarichi circa la direzione che avrebbe potuto offrire come spunto alla saga cinematografica. Ci si potrebbe scommettere che il defunto (ad oggi) Aliens di Neill Blomkamp possa essere ispirato anche da questo fumetto.

 

 

8.2

Storia

9.0/10

Disegni e illustrazioni

6.0/10

Caratterizzazione personaggi

8.0/10

Originalità

9.0/10

Cover

9.0/10

Pros

  • Degno sequel di Aliens
  • Newt e Hicks funzionano anche senza Ripley
  • Originale e provocatorio a tratti
  • Più storie si intrecciano alla grande
  • Cover di ottima qualità

Cons

  • Corto
  • Armi e veicoli disegnati poco fedelmente
  • Comprimari poco incisivi
  • Fuori dalla continuity
  • Non c'è Ripley
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