X-Men: Kevin Feige voleva che i capelli di Wolverine fossero come nei fumetti

Cinema
Alessio Lonigro
Nato nel 1999 a Bari, comincia a leggere fumetti a partire dal 2007, in piena Civil War. Ma è dal 2012 che nasce il suo amore definitivo per una delle più importanti case editrici di sempre: la Marvel. Non importa se si parli di film, fumetti o serie TV... Alessio e la Casa delle Idee sono una cosa sola!

Nato nel 1999 a Bari, comincia a leggere fumetti a partire dal 2007, in piena Civil War. Ma è dal 2012 che nasce il suo amore definitivo per una delle più importanti case editrici di sempre: la Marvel. Non importa se si parli di film, fumetti o serie TV... Alessio e la Casa delle Idee sono una cosa sola!

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Durante un nuovo episodio del podcast The Hollywood Reporter’s Awards Chatter, il presidente dei Marvel Studios e Chief Creative Officer dell’intera compagnia Kevin Feige ha ricordato il suo lavoro in veste di produttore sul primo film degli X-Men di Bryan Singer, parlando in particolare della difficoltà di adattare la classica acconciatura fumettistica di Wolverine sulla testa di Hugh Jackman.

Credo che abbiano assunto una forma propria negli ultimi anni. Il primo giorno che [Hugh] arrivò sul set, i suoi capelli… non erano come quelli di Wolverine.” ha spiegato Feige. “Nei film successivi, questo aspetto non ha avuto più importanza perché Hugh Jackman era diventato Wolverine. La stessa identica cosa è avvenuta per il primo Thor, volevamo Chris Hemsworth con quei lunghi capelli biondi ma, a partire da Ragnarok, Chris Hemsworth è diventato Thor ed ha tagliato i capelli. Non aveva più importanza.

Nel primo film degli X-Men però importava, e temevamo che potesse apparire stupido e ridicolo. Mi ricordo persino che Avi [Arad] mi chiamò per dirmi che stava andando tutto bene ma che i capelli non erano granché. Gli risposi che saremmo venuti a dare un’occhiata e, dopo essere arrivati sul set, entrammo con Bryan [Singer] nella roulotte del trucco e parrucco e continuammo a provare e a riprovare. Forse ora potete dirmi che quella acconciatura è un po’ datata ma erano indiscutibilmente come i capelli di Wolverine.

Ai tempi, non usavamo espressioni come ‘universo cinematografico’ e cose così. Era un film molto semplice e avevamo un budget ridotto rispetto agli standard di oggi, e probabilmente anche per quelli di allora. Quindi, c’erano molte cose che non potevamo fare. Il che, col senno di poi, fu grandioso perché ci costrinse a concentrarci sui personaggi, sulle loro emozioni, sul pathos e sulla crisi interiore che rendono grandi gli X-Men. E in fin dei conti è di questo che parla quel film, ed è il motivo per cui è stato un successo. Ma ricordo di aver avuto delle discussioni – come abbiamo sempre fatto, e continuiamo a fare – del tipo ‘Non sarebbe bello se un giorno avessimo la possibilità di fare x, y o z?‘. Penso ci siano state parecchie discussioni su quello.

SINOSSI
In un futuro prossimo, uno stanco Logan si trova a curare un malato Professor X, in un nascondiglio sul confine messicano. Ma i tentativi di Logan di sottrarsi alla vista del mondo terminano quando arriva una giovane mutante, inseguita da forze oscure.

Fonte: CinemaBlend

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