Wonder Woman, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Alessandro Niro
Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Tempo di lettura: 4 minuti

La DC ci è riuscita! È con questa premessa che voglio aprire la recensione del nuovo film distribuito da Warner Bros.: Wonder Woman.

Dopo l’insuccesso ed i gravosi flop ottenuti con Lanterna Verde e Batman v Superman, la casa di produzione sembrerebbe aver finalmente realizzato un film godibile.

NOI SIAMO LE AMAZZONI!

Potenza, grazia, saggezza e meraviglia: qualità ispiratrici di una delle più grandi supereroine di tutti i tempi, famosa in tutto il mondo come Wonder Woman. La grande avventura della registra Patty Jemkis, racconta la storia delle origini di Diana, unica figlia di Themyscira, un’isola segreta donata al suo popolo da Zeus stesso. Appartenente al mondo delle Amazzoni, Diana si prepara al conflitto da una vita intera, per diventare una guerriera e compiere la sua missione: sconfiggere Ares, il Dio della guerra e portare la pace sulla Terra.

La pellicola si svolge praticamente in due parti. La prima, e meglio riuscita, è basata sull’isola ed è ovviamente dedicata alle origini della supereroina. La Basilicata e la Costiera Amalfitana hanno fornito le scenografie per Themyscira dove Diana cresce tra l’apprensione della iper-protettiva madre Ippolita (Connie Nielsen) ed il severo addestramento della zia Antiope (Robin Wright). Quì viene spiegata, a grandi linee, la mitologia delle amazzoni, con spezzoni didascalici sull’impronta dei fumetti anni ’30-40.

Rimane comunque abbastanza imbarazzante come Themyscira, sia descritta come un’isola meravigliosa abitata dalle Amazzoni, invisibile ed invalicabile agli occhi degli uomini e del mondo esterno, protetta da una sorta di “schermo invisibile” il quale, purtroppo, basta oltrepassarlo per trovarla facilmente…

“SE NESSUN ALTRO DIFENDERÀ IL MONDO, ALLORA DOVRÒ FARLO IO”

Quando un uomo si ritrova sulla spiaggia e le fa aprire gli occhi sul grande mondo che c’è fuori dall’isola, sul dolore e la guerra, per Diana non ci sono opzioni. Andare nella terra degli uomini e porre fine al conflitto che sta uccidendo milioni di persone innocenti sarà la sua missione principale. Sicura, che tutto questo dolore sia per colpa del Dio della Guerra Ares, il quale ha fatto ritorno dall’ultimo scontro con Zeus, parte per la volta di Londra partecipando, in prima persona, al primo conflitto mondiale.

In questa seconda parte, il tono, il ritmo ed i colori iniziano a cambiare. Mostrando un ritmo lento, simpatico e con una fotografia di una Londra in pieno conflitto mondiale.

NEMICI ED ALLEATI

Peccato per la caratterizzazione del nemici e dei personaggi secondari. I villain sono stati monodimensionati a dismisura e vedremo un Danny Huston, promosso da malvagio maggiore dell’esercito negli X-Men al Generale Ludendorff dell’esercito tedesco perdendo, purtroppo, l’espressività.

Anche dr. Poison (Elena Anaya), ha avuto davvero una scarna caratterizzazione mancando una fantastica trasposizione che poteva essere fatta. Nel fumetto si tratta di un personaggio disturbato psicologicamente, che odia le donne e prova un piacere sfrenato nel sottometterle. Nel film, risulta essere una convenzionale scienziata pazza che crea armi di distruzione di massa, tralasciando quindi i punti migliori del personaggio in sé.

Se da una parte abbiamo dei nemici poco caratterizzati, dall’altra troviamo una caratterizzazione abbastanza sufficiente per gli alleati. Il team Wonder Woman, sarà composto dal franco-marocchino Saïd Taghmaoui, dallo scozzese Ewen Bremner e dal nativo americano Eugene Brave Rock. Oltre ovviamente dall’immancabile Steve Trevor. Anche se minimale, per gli alleati, si è riusciti a dare un minimo di caratterizzazione nonostante le molte domande sorte senza mai risposta, per molti di loro.

Troviamo anche, come si era visto nel trailer, la corpulenta Lucy Davis con le sue battute sottili atte ad alleggerire la pellicola ed improntare ad alcune scene, un leggero stile comico (in alcune non molto azzeccato).

LAMPI, TUONI, PALLOTTOLE E SCAZZOTTATE

Come precedentemente detto, la pellicola è suddivisa in due parti. La prima, si svolge a Themyscira e, la seconda a Londra. Perché la dividiamo in due parti? Semplice, per il tono e la fotografia diversificate in maniera corretta per sottolineare un conflitto gravoso e sconvolgente.

Se nella prima parte troviamo, inaspettatamente, un’ambientazione colorata, solare ed impregnata di luce, fiducia ed amore, nella seconda la fotografia ed i colori cambiano diventando più scuri, lugubri e pericolosi adattandosi al drammatico scenario dell’Europa afflitta dalla guerra, in linea con i precedenti episodi della saga risultando però, in questo caso, molto azzeccato.

Una colonna sonora fantastica ed indiscutibile di Rupert Gregson-Williams (a cui viene integrato il tema iconico di Junkie XL introdotto in Batman v Superman), rendono le scene di combattimento molto emozionanti con rallenty e post-modernismi di regia. CGI molto buona anche se abusata e leggermente gravosa durante la boss-fight finale. In quest’ultima battaglia ci troviamo purtroppo di fronte come in Batman v Superman ed in Suicide Squad, ad un altro personaggio super-digitalizzato, per niente caratterizzato e ad una battaglia fatta soprattutto di scariche d’energia basata sulla “chi l’ha duro la vince”.

CONCLUSIONE

Altro buco nell’acqua quindi? Noi diremmo di no. Nonostante qualche pecca, la pellicola può ritenersi più che sufficiente e la migliore, fino ad ora realizzata dalla DC. Davvero fenomenale Gal Gadot, che ha dato il massimo nella parte risultando essere una scelta più che azzeccata in qualità di Wonder Woman riuscendo, da sola, a sorreggere 121 minuti di film senza interruzioni donando alla storia ed al personaggio un significato importantissimo a livello mitologico e non.

La DC è finalmente giunta sul binario giusto. Ora, è giunto il momento di proseguire su quel binario ed aggiustare il tiro sui difetti che si porta appresso dalle pellicole precedenti.

Wonder Woman

7.5

Musiche

9.0/10

Regia

6.0/10

Effetti Speciali

7.0/10

Recitazione

7.0/10

Godibilità

8.5/10

Pros

  • Gal Gadot fantastica nel ruolo
  • Scene d'azione molto belle visivamente
  • Colonna sonora e musiche eccelse
  • Parabola di crescita di Diana affrontata bene

Cons

  • Nemici ed alleati poco o per niente caratterizzati
  • Boss fight banalotta
  • CGI abusata, soprattutto nel 'boss fight'

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