Stephen Hawking: il grande astrofisico è deceduto all’eta di 76 anni

Cinema
Francesco Damiani
Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

Appassionato di videogames e di cinema fin dalla tenera età. Crescendo ho imparato a conoscere questi due settori, studiando ogni loro forma creativa e comprendendo il grande lavoro che si cela dietro.

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Noi vediamo l’universo come lo vediamo perché esistiamo

Ecco cosa disse, al tempo il grande astrofisico mondiale Stephen Hawking, a riguardo della sua teoria dell’universo.


Con triste rammarico, il celebre professore, alle prime ore del mattino, si è spento nella sua abitazione all’eta di 76 anni,  a confermare la notizia, sarebbe stato un portavoce della famiglia:

“Con grande tristezza annunciamo la morte del professor Stephen Hawking all’età di 76 anni. Il professor Hawking è morto serenamente nella sua abitazione di Cambridge nelle prime ore di questa mattina. La sua famiglia ha chiesto gentilmente che gli venga dato il tempo e la privacy per piangere la sua scomparsa, ma vorrebbe ringraziare tutti coloro che sono stati dalla parte del professor Hawking  e che lo hanno sostenuto nel corso della sua vita.”

La dichiarazione fatta dai figli: Lucy, Robert e Tim,  riassume tutti pensieri di coloro che per tutti questi anni, hanno apprezzato il lavoro di un’uomo che gli ha permesso di compierlo:

” Siamo profondamente rattristati dal fatto che il nostro amato padre sia morto oggi. Era un grande scienziato, un uomo straordinario il cui lavoro e la cui eredità vivrà per molti altri anni. Il suo coraggio e la sua perseveranza, insieme alla sua brillantezza e al suo umorismo, hanno ispirato persone di tutto il mondo. Una volta ha detto: l’universo sarebbe poca cosa se non fosse la casa delle persone che ami. Ci mancherà per sempre.”

LA STORIA DI UN GRANDE SCIENZIATO

Stephen Hawking era nato l’8 gennaio del 1942 a Oxford, in Inghilterra, in un periodo di grandi incertezze e con una guerra che purtroppo sarebbe finita solo da lì a tre anni.
Da bambino frequentò la scuola di Londra, dove, però, non riuscì a brillare particolarmente; ma questo non gli impedì di iscriversi all’università ad Oxford, dove scoprì di riuscire a fare calcoli e a studiare la fisica con molta semplicità, portandolo ad interessarsi alle origini dell’Universo e alla cosmologia.

All’età di 21 anni, dopo aver preso la laurea in Fisica, si trasferì a Cambridge, dove, incominciò a manifestare dei gravi problemi di salute, che nel corso degli anni peggiorarono. Inizialmente, gli fu diagnosticata la sclerosi laterale multipla, comunemente chiamata al giorno d’oggi SLA, una malattia neurodegenerativa che lascia pochi anni di vita. Dal momento che gli viene diagnosticata la SLA, decise di sposarsi con Jane Wild, dalla quale ebbero tre figli; ma nel 1995, i due divorziarono e Stephen convolò le nozze con Elaine Mason.

Questa malattia, portò Hawking alla depressione, anche se da quel momento, incominciò a rivalutare il senso della sua esistenza, tanto da trovare un rinnovato interesse nella ricerca e nella vita generale.


Malgrado la sua malattia andasse a compromettere la sua salute, Stephen Hawking, nel corso della sua carriera da studioso, dedicò molto tempo alla teoria di Einstein e in particolare alla teoria di gravità, sviluppandone un particolare interesse, portandolo a cercare di trovare una spiegazione convincente, alla capacità della massa e dell’energia e di piegare lo spazio, come se fosse una palla da bowling, collocata nel mezzo di un tappeto elastico.

Questa teoria a cui Hawking lavorò, venne chiamata “singolarità” ovvero, che un oggetto sufficiente denso, come nel caso di una stella, possa essere portata dallo spazio fino a farla sparire in un punto denso dell’infinito, e da qui che questa teoria, entrò in comune accordo con il concetto di buco nero.
Alla fine degli anni sessanta, il celebre professore, insieme ad altri suoi colleghi,  incominciò a lavorare a queste due teorie,  per cercare di comprendere le caratteristiche dei buchi neri e di come il loro ruolo possa portare a formare e a plasmare l’universo.

Successivamente Hawking, lavorò anche per cercare di integrare le due parti della teoria fisica contemporanea, ovvero la teoria di Einstein e la meccanica quantistica, che in seguito vennero riassunte sotto il nome de: “La Teoria del Tutto” dove nel 2014 divenne poi fonte di ispirazione per James Marsh, il quale gli dedicò un film, con protagonista Eddie Redmayne.


In seguito, verso la fine degli anni 70 divenne poi membro della storia della Royal Society, una prestigiosa accademia britannica, dove dal 1979 al 2009, gli venne assegnata la cattedra di Matematica.
Mentre nel 2007, nonostante la sua malattia lo debilitasse, sperimentò l’assenza di peso in volo, a bordo di un aereo appositamente allestito, dove ad oggi gli astronauti della NASA lo salutano con questo Tweet:

“È stato un ambasciatore della scienza. Le sue teorie hanno sbloccato un universo di possibilità che noi e il mondo stiamo esplorando. Possa tu volare come superman nella microgravità”

Stephen Hawking, oltre ad essere dotato di una grande mente, aveva anche di un grande senso dell’umorismo, tanto che uno dei suoi gradi discorsi, disse che “La vita sarebbe tragica se non fosse divertente”.

Con oggi se ne va un grande pezzo di scienza, i suoi studi, i suoi trascorsi, hanno reso possibili quelle teorie che al tempo, nessuno era riuscito a comprendere.
Noi di NerdPlanet.it possiamo fare altro che stringerci alla famiglia per le più sentite condoglianze.

Fonte: The Guardian

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