Sandy Wexler, la Recensione – No Spoiler

Cinema
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Tempo di lettura: 4 minuti

Sandy Wexler è il film comedy co-prodotto dalla Happy Madison Productions e da Netflix, la stessa piattaforma dove il film è reperibile in formato digitale. La pellicola, ambientata negli anni ’90 vede protagonista, oltre che co-produttore e co-sceneggiatore l’attore e comico americano Adam Sandler, confermando questo film come il proseguimento della collaborazione tra la sua casa produttrice suddetta e Netflix, iniziata con The Ridiculous 6 e The Do Over.

That Nineties Movie

Sandy Wexler è una commedia ambientata principalmente negli anni ’90 che vede protagonista appunto Sandy Wexler, un eccentrico agente che cerca di farsi strada nello showbusiness grazie ai suoi clienti che tratta come membri della sua famiglia, distinguendosi dal resto degli agenti.

Il personaggio ci viene introdotto tramite un sistema di flash-forward e flashback che mostrano una serie di personaggi dello showbusiness americano molto noti che parlano di Sandy con affetto e una specie di ammirazione. Alcuni di questi primi volti noti che vediamo sono quelli di Jay Leno, Henry Winkler, Lorne Michaels e Dana Carvey.

La storia è incentrata sul rapporto che Sandy crea e sviluppa con una sua giovane cliente, interpretata da Jennifer Hudson: Courtney Clarke, una cantante che Sandy scopre in uno spettacolo per bambini e di cui capisce le reali potenzialità, quando la sente cantare. Sandy inizierà a lavorare come suo agente, nel suo solito modo tutto particolare, ovvero privo di stile, con tante bugie ma con il giusto risultato, finendo però con il doversi confrontare con l’essere vicino ad una stella nascente.

Ritornano sempre, alcune volte meglio di altre

Il film è assolutamente piacevole. Scritto da Dan Bulla, Paul Sado e Adam Sandler, Sandy Wexler risulta essere una piacevolissima commedia, come forse da troppo tempo non ne vedevamo uscire dalle officine della Happy Madison, purtroppo però neanche questo film è riuscito a scampare ai soliti errori degli ultimi film di Adam Sandler.

Innanzitutto l’errore principale risulterà essere l’impostazione della trama, solo alla fine verrà chiarito come mai un personaggio come Sandy Wexler, così strano, così alienato e criticato da così tante persone famose, possa essere anche da loro così tanto apprezzato. Questo difetto nell’impostazione, l’assenza anche solo di una battuta che spieghi che questo film spiega come Sandy sia diventato un personaggio importante nello showbiz, rende buona parte del film molto poco chiara, danneggiando la visione di uno spettatore che magari guarda questo genere di film anche per non dover stare troppo dietro alla struttura o alle tempistiche della trama.

I difetti, o almeno quelli davvero degni di nota, si fermano qui. Il personaggio di Sandy può a volte risultare ripetitivo e alcune gag, forse, possono risultare troppo lunghe o troppo ripetitive ma, alla fine dei conti, non vanno a danneggiare la solidità del film. Solo alcuni elementi classici dello stile di Adam Sandler potrebbero risultare fastidiosi, ma sarebbe ipocrita indicarlo come difetto eccessivo essendo il film chiaramente suo, nonostante sia diretto da Steven Brill.

Il Destino di Un Nome

Dopo tutti i film che si sono visti di Adam Sandler negli ultimi vent’anni si è ormai abituati a vedere i soliti collaboratori che tornano ancora e ancora ad accompagnarlo nelle sue pellicole, sia quelle più fortunate che quelle assolutamente dimenticabili. Quindi non è una sorpresa dire che, anche in Sandy Wexler troveremo attori come Kevin James, Rob Schneider, Nick Swardson e altri la cui presenza è praticamente ovvia in tutti i film di Sandler, lasciando solo con il dubbio, quando non li si vede comparire subito, di quando entreranno in scena e, parlando soprattutto di Schnerider, in che vesti.

Lo stesso Sandler sembra essere intrappolato in sè stesso, proponendo sempre delle meccaniche abbastanza ripetitive ed una recitazione che non prova mai a distinguersi per la caratura in sè, ma solo ad essere tanto sopra le righe e poco seria da voler esclusivamente divertire. Fortunatamente in Sandy Wexler Sandler non esagera il suo recitare caricaturale, il personaggio è comprensibile, sia quando parla che a livello psicologico.

Allo stesso modo, nonostante il soggetto di base rimanga sempre e comunque quello su cui Sandler ha costruito la sua carriera cinematografica e filmica in genere, la trama viene sviluppata in modo abbastanza originale, riuscendo anche a usare le numerose guest star in modo utile alla trama e non invasivo, riuscendo a usare dei cameo nel modo giusto e confenzionando una commedia godibile e divertente.

Che questa pellicola (insieme ad un film come The Do Over) segni il ritorno di Sandler con delle commedie più fresche e convincenti? Significa che forse questo accordo con Netflix è stato il mezzo con cui l’attore e comico americano ha finalmente imparato a rinnovarsi e a reinventarsi (anche se solo leggermente)? Non lo sappiamo, ma sicuramente lo speriamo. Nel fattempo che altri progetti con Adam Sandler possano rispondere a queste domande, vi consigliamo la visione di Sandy Wexler, che potete trovare on-line su Netflix.

 

Sandy Wexler

7.2

Sceneggiatura

6.8/10

Regia

7.2/10

Fotografia

7.4/10

Recitazione

6.9/10

Godibilità

7.8/10

Pros

  • Film godibile e divertente
  • Mancanza di volgarità inutile
  • Personaggi interessanti e ugualmente sviluppati
  • Ottimo utilizzo dei camei

Cons

  • Struttura forse troppo complicata per i toni e il genere del film
  • Soggetto poco innovativo
  • Lentezza nello sviluppo della storia

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