Star Wars: L’Ascesa di Skywalker Recensione

Anteprime
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Fermate gli orologi, per un giorno da non dimenticare: è il 18 Dicembre, Star Wars L’Ascesa di Skywalker arriva nelle sale italiane, portando con sé la conclusione della nuova trilogia e tanta, davvero tanta attesa. Riuscirà Abrams a ripetere il successo di Il Risveglio della Forza, e a unire i fan, così divisi da queste nuove pellicole? Ai posteri l’ardua sentenza, mentre per noi è il momento della recensione in anteprima del film, rigorosamente priva di alcun tipo di spoiler o anticipazione. Buona lettura!

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L’Ascesa di Skywalker vede il ritorno di J. J. Abrams alla regia, in una trilogia che ha visto il capitolo di mezzo diretto da Rian Johnson. Se il secondo ha preferito un approccio per certi versi “rivoluzionario”, Abrams con quest’ultimo film porta in sala un vero e proprio omaggio alla saga, introducendo novità, portando tante risposte, ma realizzando un lavoro decisamente originale, al contrario dello spirito di simil-remake che permeava Il Risveglio della Forza. Il racconto procede con un buon ritmo, portando sul grande schermo un tripudio di epicità, seppur con qualche sbavatura. Nonostante ciò, si rivela il film più degno di portare il nome di Star Wars dell’intera trilogia.

L’azione domina la scena, evitando inutili storyline secondarie, e preferendo un racconto più denso e meno diluito (dimostrato anche dal minutaggio della pellicola: “solo” 140 minuti, ma più che giusti per il tipo di storia costruita), in cui Abrams trova anche lo spazio per “sistemare” alcuni dettagli dei film precedenti, dando un senso a molto del non spiegato.

Cliché? Qualcuno. Scelte opinabili? Sicuramente. Farà discutere? Assolutamente sì, ma la prospettiva, stavolta, è quella di un film che sappia unire i fan, più che dividerli.

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Se il racconto non raccoglie particolari critiche, a confermare una tendenza presente nelle tre pellicole è la non appassionante caratterizzazione dei nuovi personaggi, rendendo difficile affezionarsi per lo spettatore. Forse è anche la lente della nostalgia, ma l’ottima coralità si è imposta sull’individualità, lasciando il fan con una buona storia, ma senza nuove icone. Un peccato, perché i presupposti sono più che presenti, ma manca quella scintilla che ha reso indimenticabile un personaggio come l’Han Solo di Harrison Ford. Attenzione: ciò non toglie nulla all’interpretazione degli attori, con delle prove di rilievo per molti di loro, soprattutto di Adam Driver, ormai impegnato in una carriera impegnata e che, ci auguriamo, possa riservargli tante soddisfazioni.

Al contrario, la colonna sonora resta una costante, una sicurezza in ogni sequenza di L’Ascesa di Skywalker. In fondo parliamo di John Williams, qualcuno aveva dubbi?

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Buoni i costumi, buona la scenografia, la cura di questi ambiti tecnici è ai massimi livelli, così come gli effetti speciali e la CGI. Non potrebbe essere altrimenti, visto il genere di produzione dietro le quinte di questi blockbuster. Detto ciò, bando ai convenevoli e ai tecnicismi, se siete arrivati fino a questo punto della lettura è perché avete un’unica domanda: uscirò dal cinema soddisfatto?

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Ovviamente non esiste una risposta che possa andar bene per chiunque, e ci sarà chi griderà al capolavoro e chi invece all’ennesima rovina per questa saga. Eppure L’Ascesa di Skywalker lascia nello spettatore, finalmente, qualcosa: c’è Star Wars in questo film, c’è veramente un’anima che cerca di riportare splendore in questo mondo narrativo creato da George Lucas, ed è un qualcosa palpabile più e più volte in queste due ore e venti minuti di racconto. Tanti gli omaggi, tante le scene memorabili, tanta anche la commozione: se tutto ciò non è degno di Star Wars, non so davvero cosa lo sia.

Star Wars L’Ascesa di Skywalker è al cinema dal 18 Dicembre

Star Wars L'Ascesa di Skywalker

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7.8

Regia

8.0/10

Trama

7.5/10

Cast

7.5/10

Colonna Sonora

8.0/10

Effetti Speciali

8.0/10

Pros

  • Il migliore della nuova trilogia
  • Ottima gestione della narrazione, con un racconto denso e coinvolgente

Cons

  • Caratterizzazione non memorabile

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