Life: Non Oltrepassare il Limite, la recensione – NO SPOILER

Cinema
Riccardo Cantù
Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Super appassionato di tutto ciò che è entertainment. Musica, Videogiochi, Cinema, Fumetti, Letteratura sono il suo pane quotidiano. Ama anche il wrestling ma non c'ha mai provato a casa. Forse.

Tempo di lettura: 4 minuti

Esistono due possibilità: o che siamo soli nell’universo o che non lo siamo. Sono entrambe ugualmente terrificanti” recita un aforisma di Arthur C.Clarke, noto scrittore di fantascienza britannico vissuto nel secolo scorso che tanto ha contribuito allo sviluppo di questo affascinante genere. Una frase, questa, che sicuramente ha molto ispirato, negli anni successivi, la produzione letteraria, cinematografica e videoludica mondiale la quale, facendo leva sulla naturale tendenza dell’uomo ad esplorare oltre i confini noti della Terra, ha partorito capolavori senza tempo annoverati, ancora oggi, come pilastri della cultura fantascientifica. Basti pensare a pellicole come La Guerra dei Mondi, La Cosa di John Carpenter o anche quell’Alien di Ridley Scott che terrorizzò intere generazioni con le sue atmosfere tese, asfissianti e disperate in cui un equipaggio di ingegneri spaziali si trova alle prese con una forza sconosciuta e soverchiante a cui sembra quasi impossibile porre un freno.

Quest’ultimo ha influenzato, sicuramente, molte delle opere successive legate alla vita extraterrestre ostile ponendosi come un vero e proprio precursore di film come quello che andremo ad analizzare nella recensione di oggi: Life – Non oltrepassare il Limite, diretto da Daniel Espinosa.

Già dai primi trailer diffusi, infatti, si respirava deciso l’ascendente che il cult di Ridley Scott aveva su questa nuova pellicola prodotta da Columbia e Skydance inducendo i malpensanti a credere che fosse tutta una strategia di marketing per cavalcare l’ondata di entusiasmo generata dall’annuncio di un nuovo capitolo della serie Alien: quel Covenant in arrivo a maggio che rappresenta proprio il ritorno del film maker inglese alle prese con la sua creatura forse di maggior successo.

Ci siamo diretti al cinema, quindi, con un misto tra interesse e rassegnazione ad assistere ad un film che avesse poca personalità e che riproponesse le medesime meccaniche già viste oltre trent’anni fa. Vi diciamo da subito che non potevamo essere più che in errore. Life si è rivelato una gradita sorpresa che attinge sì dalle atmosfere della saga dello xenomorfo ma, lo fa con una certa individualità grazie anche ad una regia ispiratissima e ad un cast interessante e ben assortito.

L’ISTINTO DI SOPRAVVIVENZA

La storia di questo Life si basa su una premessa semplice ma sempre di un certo effetto. Un gruppo di scienziati spaziali sono da mesi in una stazione in orbita attorno alla Terra per studiare campioni di terreno provenienti dalla superficie di Marte. E’ un equipaggio variegato, affiatato, altamente specializzato e con il controllo completo della situazione almeno finché un giorno, una sonda proveniente dal pianeta rosso porta a bordo un organismo unicellulare che rappresenterà la prima incontrovertibile prova dell’esistenza della vita extraterrestre. Dapprima il gruppo accoglie la notizia con incontenibile entusiasmo iniziando ad osservare il minuscolo essere sollecitandolo in vari modi per registrarne le sue reazioni e la sua crescita esponenziale in tempi brevissimi ma presto, Calvin (questo il nome attribuito all’alieno), sentendosi probabilmente minacciato dagli esperimenti del team, inizierà a rivoltarsi contro di loro rivelando la propria terrificante forza. Inizierà un incubo senza precedenti in cui i nostri protagonisti dovranno affrontare una creatura letale, intelligentissima che sembra non lasciare scampo.

Non volendo anticiparvi oltre dettagli legati alla trama del film, ci limitiamo a invitarvi a non lasciarvi ingannare dalle apparenze che lo fanno sembrare un derivato di Alien e, di dare una possibilità alla pellicola di Espinosa poiché Calvin è una creatura decisamente differente rispetto agli xenomorfi. Il primo, infatti, risulta parecchio più furbo rispetto ai secondi mettendo in scena tattiche e strategie di caccia abbastanza peculiari che non potranno che far breccia nell’immaginario degli ammiratori del genere ma anche degli appassionati di horror in senso generale.

TECNICAMENTE PARLANDO

Se dal punto di vista della trama, Life si configura come un film molto interessante e scorrevole, per quanto non esattamente originalissimo è dal lato tecnico che la pellicola di Espinosa mostra davvero i suoi pregi. Grazie anche ad un budget di quasi sessanta milioni di dollari, il regista svedese trapiantato negli Stati Uniti, è riuscito a restituire un’immersione totale e credibile in un’ ambientazione tesa, angosciante e claustrofobica con la presenza di un senso di pericolo costante derivante dalla creatura aggressiva e potenzialmente mortale, un effetto difficile da ottenere, ma che qui è stato raggiunto appieno ed in maniera parecchio soddisfacente.

Life è inoltre dotato di un cast di tutto rispetto che annovera tra i propri attori alcune grandi personalità come Ryan Reynolds che, dopo una carriera fatta più di bassi che di alti, riesce finalmente ad esprimere le sue doti recitative in ruoli credibili e, tutto sommato, ben riusciti o come il sempre gradevole Jake Gyllenhaal spesso colpevolmente sottovalutato ma che rappresenta di sicuro uno degli interpreti più in forma della generazione. Buona anche la prova di Rebecca Ferguson e degli altri attori comprimari che compongono un team credibile e coeso.

Avremmo apprezzato un po’ più di approfondimento nelle storie personali di alcuni personaggi per comprendere maggiormente le motivazioni che li spingono a certe scelte e a certi atteggiamenti ma non si tratta comunque di un difetto che influenza la godibilità del film. Ottima, invece, la realizzazione grafica degli ambienti e della creatura, Calvin, realizzata con una certa cura al dettaglio per quanto non dotata di un design indimenticabile come quello degli alieni protagonisti dell’Alien di Scott. Buono, inoltre, il comparto sonoro fatto di musiche azzeccatissime per costruire un senso di tensione crescente e soffocante come ad un horror di buon livello.

 

CONCLUDENDO

Per concludere questo Life – Non Oltrepassare il Limite si è rivelato un film piacevole e ben diretto, graziato da una realizzazione grafica interessante e da un cast in gran forma. Pur attingendo visivamente ed a livello di trama da altre produzioni ben più famose, si tratta comunque di un film con una certa personalità che farà la gioia degli appassionati degli horror spaziali e di fantascienza in generale. Probabilmente non ci troviamo di fronte all’erede di Alien ma siamo comunque al cospetto di un film interessante, intelligente e godibile. Espinosa ha fatto centro ancora una volta.

8.6

Trama

8.0/10

Regia

8.5/10

Cast

9.0/10

Tecnica

9.0/10

Pros

  • Trama piacevole...
  • Tecnicamente ottimo
  • Cast di buon livello

Cons

  • ...ma non esattamente originale
  • Avremmo apprezzato più approfondimento per alcuni personaggi

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