Kevin Spacey e Baby Driver – Resoconto della Conferenza Stampa

Cinema
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Il mese scorso abbiamo avuto il piacere di assistere all’anteprima di Baby Driver, il nuovo film di  Edgar Wright in arrivo nelle sale italiane il prossimo 7 Settembre. Dopo una recensione a dir poco entusiasta, non potevamo non cogliere l’occasione della conferenza stampa con Kevin Spacey, tra i principali interpreti della pellicola, di recente a Roma per le riprese dei suoi prossimi film.

Un incontro decisamente divertente, in cui l’attore non si è negato alle domande dei giornalisti, in maniera spontanea, con un deciso contorno di diverse risate. Di seguito una sintesi di quanto discorso.

Tre anni fa durante un’intervista all’Hollywood Reporter lei ha dichiarato che avrebbe voluto accettare solo ruoli di rilievo al cinema e non avrebbe più interpretato il fratello di nessuno, aggiungendo che o la chiamava Martin Scorsese per un ruolo importante, o se ne potevano andare tutti a fare in culo. Tuttora è convinto di quanto affermato?

Parlavo di un momento in cui, per poter di nuovo confermare un alto livello nella mia carriera, avrei dovuto rinunciare a un certo tipo di parti troppo marginali. È un concetto legato al fatto che ora io sia interessato a ricostruire la mia carriera cinematografica. Dopo aver fatto tanto teatro a Londra, sono uscito negli ultimi anni dalla vista e dalla mente di tanti spettatori. Ora voglio essere una parte importante del racconto di una storia. Se Scorsese mi chiamasse, prometto di non mandarlo a fare in culo.

Considera dunque Edgar Wright come un Martin Scorsese del cinema?

Amo i suoi film. È intelligente, divertente e adoro il suo uso della musica. Mi sembrava che in Baby Driver Edgar mi offrisse un ruolo alla Michael Caine. Potevo dire di no?

Lei in Baby Driver recita la parte dell’ennesimo “bad guy”. In che modo Doc di Baby Driver è diverso dai cattivi precedenti?

Io non giudico i personaggi che interpreto. Il mio compito è recitare, siete voi critici che avete il compito di giudicare ciò che viene interpretato. Quando interpreto un ruolo non è mai il mio compito quello di giudicare moralmente un personaggio. Le parole “cattivo” o “diabolico” non rappresentano dei concetti che puoi recitare. Tu come attore puoi solo recitare come effettivamente la gente parla o come effettivamente la gente si comporta. Lo spettatore ultimamente è sempre più interessato a personaggi complessi e machiavellici e questo in tv esiste soprattutto dai tempi dei Soprano.

È più interessante recitare nei panni di un basista di rapine in banca, di un politico corrotto o di un grande personaggio a teatro?

È come paragonare le arance e le mele. Però, se una mela o un’arancia è in un teatro, allora io sono la persona più felice del mondo. Per cui rispondo… teatro!

Lei è un modello per molti attori (da notare una sonora risata, non riconoscendosi affatto in ciò). Chi sono stati i suoi modelli come attore?

Mia madre amava il teatro e il cinema permettendomi di amare una varietà enorme di attori come Henry Fonda, Katherine Hepbun, Spencer Tracy. Ho avuto la fortuna di lavorare con Jack Lemmon per quattro anni quando ero molto giovane. Lui è stato un grande mentore per me.

Ha mai conosciuto Roberto Pedicini o conosce il suo lavoro come suo doppiatore italiano?

Chi altro doppia oltre me?

Jim Carrey…

Ve lo chiedo perché ho conosciuto un uomo al Festival di Berlino che viene da me e mi dice:”Io sono te!”. Sorrido, non capendo, e l’uomo insiste, ripetendo che fosse me. Vedendo i miei dubbi, ha finalmente spiegato: “Io sono te! Faccio la tua voce in tutti i film in Germania. Faccio anche Robert De Niro e Sean Connery”. Io gli dico: “Quindi se io faccio un film con Sean Connery e Robert De Niro le voci le farai tutte te”. Non conosco Roberto Pedicini ma farò in modo di non girare mai un film con Jim Carrey.

Ci sono dei ruoli che lei non prende proprio in considerazione?

Le uniche parti che non voglio accettare sono quelle scritte male. Sono aperto a ogni tipo di ruolo. Niente mi spaventa. Solo la stupidità mi spaventa. Voi giornalisti spesso pensate che siamo noi a scegliere in nostri ruoli quando in realtà il nostro raggio di azione si limita a ciò che ci viene offerto e a ciò per cui siamo disponibili.

È vero che avete recitato in Baby Driver a tempo di musica?

Abbiamo avuto il privilegio di leggere la sceneggiatura potendo ascoltare già le musiche che Edgar aveva già scelto. Leggere lo script è stato eccitante perché potevi sentire tutte le canzoni che lui voleva nella scena. Quando Edgar voleva che la nostra recitazione fosse esattamente dentro il ritmo della canzone presente nella scena, ci metteva degli auricolari in modo tale che noi potessimo sentire effettivamente il brano che si fermava nel preciso istante in cui noi dovevamo porgere le battute.

Il ruolo più difficile da interpretare in questi anni?

Non lo so. È stupido quando un attore dice quanto è stato duro fare questo o quel ruolo. È solo fottutamente divertente per me. Non è mai qualcosa di duro o difficile.

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