Recensione Judy, il nuovo biopic con Renée Zellwegger

Cinema
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Judy, biopic diretto da Rupert Goold (True story) è la storia di Judy Garland, nota attrice e cantante, famosa per l’interpretazione di Dorothy ne Il Mago di Oz. Presentato al Festival del Cinema di Toronto e alla Festa del Cinema di Roma, Judy vanta di buona accoglienza di pubblico e critica, con tanto di Standing Ovation all’anteprima mondiale per la performance della sua indiscussa e bravissima protagonista Renée Zellweger. Candidato a due premi Oscar, uno per la Miglior attrice protagonista e uno per Miglior Trucco. Ecco dunque in questa recensione di Judy.

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La trama e i personaggi

Il film intervalla, in montaggio, momenti della giovinezza dell’attrice Judy e momenti verso la fine della sua carriera (1968, per l’esattezza). Una giovane Judy Garland era solo una ragazza che voleva vivere una vita normale e non essere la celebrity tanto osannata, sotto l’occhio della madre che la costringeva, tramite psico-farmaci, a non mangiare e dormire tramite sonniferi. La matura Judy invece, è una donna alcolizzata con quattro matrimoni alle spalle e carica di debiti per pagare gli avvocati per ottenere la custodia dei propri tre figli. Da qui parte la nostra storia, Judy dovrà fare un tour in Inghilterra per guadagnare abbastanza, e ristabilire la sua vita. Anche se con una trama ambiziosa, il film non spicca per originalità. Durante la narrazione vengono introdotti nuovi personaggi, tra cui Mickey Deans (un insufficiente Finn Wittrock) che rappresenta il nuovo fulcro amoroso per la protagonista, le cui dinamiche non sono abbastanza chiare. Gli avvenimenti accadono alla protagonista e tutti i personaggi sono solo un contorno che serve a ridefinire e rimarcare il personaggio di Judy, non hanno quindi, una propria personalità ed identità.

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Judy

Un occhio alla regia

La regia di Judy non ha una nota favorevole in particolare, si limita a narrare i fatti seguendo la protagonista nelle varie situazioni proposte. Un notevole piano-sequenza durante la prima canzone del film, con un’ottima prestazione della Zellweger ci offre una buona soluzione narrativa, contro la monotonia del primo atto, decisamente lento. Per il resto, il film si snoda in vari cliché già visti e diverse forzatura di trama, tra cui scene LGBTQ richiamate veramente a caso e matrimoni improvvisati. Neanche tramite diverse inquadrature, che nel trailer sembravano promettere bene, il film si salva e, nonostante una fotografia passabile e qualche buona idea della messa in scena, non abbiamo nulla di memorabile.

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Judy

Renee è Judy

Se la forza del film e l’unica, sta nella performance di Renée Zellweger, non possiamo dire lo stesso degli altri personaggi; come già evidenziato, sono da mero contorno per la protagonista. Michale Gambon, Royce Perrelson e Jessie Buckley non hanno ruoli particolarmente notevoli e il film si regge principalmente per la performance di Renée Zellweger. Tuttavia se il ruolo della protagonista è totalmente studiato (per la Zellweger è il ruolo della vita) la sua recitazione spicca di molto sugli altri attori risultando un filino sopra le righe rispetto allo standard del cast del film. Detto questo, vogliamo solo sottolineare il fatto che molti altri attori, tra cui, Rufus Sewell sono bravi, ma non nelle stesse corde di Zellweger e (si veda il dialogo al pub tra Judy e l’ex-marito Sid) i modi di recitare cozzano decisamente fra di loro.

Concludendo, possiamo affermare con certezza che Judy  è un interessante biopic che ci illumina su due aspetti fondamentali: il talento di Renée Zellweger e gli aspetti della vita reale di Judy Garland che forse non erano mai stati messi in luce. Per il resto, si tratta di un film passabile e dimenticabile che, purtroppo, oltre ad offrire un’ottima performance e un buon comparto sonoro, non offre nulla di memorabile allo spettatore.

Judy

0.00
5.5

Regia

6.0/10

Trama

5.5/10

Cast

5.0/10

Colonna sonora

5.0/10

Make-Up

6.0/10

Pros

  • Interessanti soluzioni narrative
  • Ottima performance della protagonista
  • Buon comparto sonoro

Cons

  • Non chiare le dinamiche fra i personaggi
  • Retorico
  • Altre performance marginali

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