Jim Caviezel sul sequel de La Passione di Cristo: “Il film più grande della storia”

Cinema
Giorgio Paolo Campi
Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta". E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

Innamorato del cinema da quando a sei anni vide "I predatori dell'Arca perduta". E' in procinto di fondare una religione che proclami Macaulay Culkin il nuovo messia.

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James (Jim) Caviezel, il Gesù di Mel Gibson, sembra non avere dubbi: La resurrezione sarà “il più grande film della storia”.

Nel 2004, anno della sua uscita, La passione di Cristo scosse l’opinione pubblica e si rese protagonista di molti dibattiti, sollevando non poche polemiche, non soltanto a causa della delicatezza del tema centrale che voleva affrontare – le ultime ore della vita di Gesù – con il suo corredo di implicazioni confessionali, ideologiche e politiche, ma anche per il suo contenuto estremamente esplicito e violento. Nel nostro paese, inoltre, il dibattito fu particolarmente sentito anche a causa di una significativa presenza di attori italiani nel cast (Monica Bellucci nel ruolo della Maddalena, Rosalinda Celentano in quelli di Satana, Claudia Gerini nelle vesti di Claudia Procula, Luca Lionello in quelle di Giuda Iscariota e molti altri ancora) e della scelta di Matera e di Craco (nel materano) come location principali della pellicola, sulla scia del capolavoro pasoliniano del 1964, Il Vangelo secondo Matteo. Questa enorme visibilità alzò astronomicamente gli incassi del film, che rimane tutt’oggi la pellicola R-Rated con i maggiori guadagni al box-office americano (370,8 milioni, su 611,9 in tutto il mondo), seguita da Deadpool (363,1 mln), American Sniper (350,1 mln) e IT (327,5 mln).

Anche a causa del fatto che ancora non sia stata fissata una data per l’inizio della produzione, non si conoscono molti dettagli sulle intenzioni di Gibson per La resurrezione, seguito diretto de La passione di Cristo, se non quanto lui stesso ha dichiarato in un’intervista rilasciata nell’agosto 2016 al pastore evangelico Greg Laurie durante un incontro nell’ambito di una delle “Harvest Crusades” (a questo link il video completo):

Non è La passione di Cristo 2. Si chiama La resurrezione. Chiaramente è un tema molto importante, e bisogna guardare ad esso, perché non vogliamo solamente farne una semplice rappresentazione — cioè, interpretare ciò che è successo. Ma per interpretarlo, farne esperienza ed esplorarne probabilmente significati profondi, bisognerà fare qualche sforzo, ed è compito di Randall Wallace.

Dunque, il regista ha stretto una nuova collaborazione con Randall Wallace, conosciuto soprattutto per le sceneggiature di Braveheart (la quale gli valse la nomination dell’Academy all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale nell’edizione del 1996), La maschera di ferro (1998) e We Were Soldiers – Fino all’ultimo uomo (2002). Come Caviezel stesso ha confermato, inoltre, anch’egli tornerà nei panni del protagonista Gesù, sebbene ormai quarantanovenne e ancora fresco di un altro importante ruolo in un biblical drama, quello dell’evangelista Luca in Paul, Apostle of Christ, pellicola dedicata alla vicenda di Paolo di Tarso (interpretato da James Faulkner) che sbarcherà nelle sale americane il prossimo 28 marzo 2018 (a questo link troverete il trailer).

In una recente intervista rilasciata a USA Today, l’attore ha fatto alcune dichiarazioni entusiastiche e a dir poco clamorose su La resurrezione:

Ci sono cose che non posso dire perché scioccherebbero il pubblico. È eccezionale; rimanete sintonizzati. Non vi dirò come [Gibson, ndr] ha intenzione di fare. Ma vi dirò questo, il film che vuole fare sarà il più grande film della storia. È bello a tal punto.

Riguardo alla nuova collaborazoine con Gibson ha dichiarato invece:

Braveheart, quello è un film che ha richiesto molto tempo per poter essere “in condizione”. La stessa cosa vale per La passione di Cristo. E anche per questo film. Ora [Gibson, ndr] ce l’ha fatta. Quindi il film sta arrivando.

Considerato l’enorme successo – anche se discusso – del suo predecessore spirituale e il profondo significato del soggetto della pellicola in gran parte del mondo occidentale e non solo, anche se non dovesse avverarsi la previsione di Caviezel perlomeno La resurrezione potrebbe comunque lasciare un segno indelebile nella cinematografia mondiale.

Fonte: USA Today

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