Ghost in the Shell – La guida prima di vedere il film

Cinema
Vito Fabrizio Brugnola
Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Laureato in Filosofia con tesi su Kant e la filosofia analitica, tutor online di filosofia e storia, appassionato di disegno, curatore della rubrica di storie brevi a fumetti "BadLands" (tempo permettendo) e contributor per NerdPlanet.it, attualmente si dedica a tematiche con analisi dati, data science e machine learning. Ha nel cassetto una graphic novel sci-fi che prima o poi finirà.

Tempo di lettura: 5 minuti

Chiunque sia in trepidante attesa del film Ghost in the Shell, probabilmente vorrà andare al cinema preparato, per godere appieno di tutti i possibili riferimenti contestuali. Noi di NerdPlanet.it siamo qui per questo, con uno speciale su tutto quello che c’è da sapere su quest’opera profonda e visionaria.

Ghost in the Shell: Starter-pack

Bisogna innanzitutto sapere che Ghost in the Shell è un franchise, né più né meno di Star Wars. Ci sono manga, serie televisive, alcuni lungometraggi di animazione, videogiochi e solo ora arriva il live-action.

In questo caso è stato il manga a dare inizio al franchiseGhost in the Shell (1991) è una creazione di  autore anche di Appleseed, Dominion, Black Magic M-66. Un buon punto di partenza per fare i compiti è quindi quello di leggere il manga, distribuito in Italia da StarComics.

Ghost in the Shell - Cover

Ghost in the Shell – Cover

 

Di cosa tratta Ghost in the Shell

Genere, ambientazione e protagonista

Ghost in the Shell, ambientato in una Tokyo futuristica e per certi versi futuribile, racconta le vicende della Sezione di Sicurezza Pubblica 9, capitanata dal maggiore Motoko Kusanagi.

L’agente è di fatto un cyborg, perché in seguito ad un incidente molte parti del suo corpo sono state sostituite da protesi e sistemi artificiale. Questo ci porta al genere di Ghost in the Shell, che è appunto il cyber-punk.

Ghost in the Shell - Fan-art di adelhaid

Motoko Kusanagi – Fan-art di adelhaid

 Un fantasma nel guscio

La prima cosa che colpisce dell’opera è sicuramente il titolo, che tradotto alla lettera significa “un fantasma in una conchiglia”. Traduzione letterale questa per indicare tuttavia il tema principale: quanto il nostro corpo sia in effetti costitutivo rispetto alla nostra identità.

In altri termini il “ghost” è ciò che permette allo “shell” di svolgere le sue funzioni. Il “ghost” è un termine slang utilizzato nel mondo dell’opera per  l’anima, o il sistema nervoso, il corpo è la parte meccanica governata dal “ghost”.

La filosofa dietro: Body-mind problem

Per comprendere ed apprezzare appieno il potenziale di un’opera come Ghost in the Shell, non si può non accennare alla filosofia che sta dietro l’opera. La filosofia che costituisce il tema principale di Ghost in the Shell è quella del cosiddetto problema mente-corpo.

Questo tema risale almeno a Cartesio, filosofo francese vissuto tra Cinquecento e Seicento, ed ha per oggetto quale rapporto vi sia tra mente e corpo.  Possono esistere separatamente? Quale dei due ha la priorità? La mente si riduce al cervello?

Ma soprattutto: perdiamo la nostra identità se il nostro corpo biologico viene sostituito in buona parte da componenti artificiali?

Ghost in the Shell ricalca dunque le posizione di Shirow su questa tematica. La posizione dell’autore è per certi versi monista. Partendo dall’opera Il fantasma dentro la macchina di Arthur Koesterl – che a sua volta si rifà, seppure per opposizione, al alcune posizione del filosofo analitico Gilbert Ryle – Shirow approda alla tesi secondo cui il ghost (o l’anima) “emerga” quando dei sistemi, organici, informatici o artificiali che siano, raggiungono un alto grado di complessità.

L’anima secondo Shirow si manifesta quando si tratta di interfacciarsi con i sistemi che deve governare, similmente alla psiche aristotelica. Sempre come Aristotele, per il quale l’anima è vincolata al suo corpo e muore con esso. In Ghost in the Shell viene contemplata la possibilità del trasferimento di un ghost da un corpo ad un altro, ma di solito questo fallisce: il nuovo corpo viene rigettato similmente a quanto accade con gli organi donati.

Forte è quindi nel lavoro di Shirow l’analogia tra mente-software e corpo-hardware.

René Descartes (Cartesio), filosofo del dualismo mente-corpo

René Descartes (Cartesio), filosofo del dualismo mente-corpo

La filosofia dietro: il tema della responsabilità.

Come si è detto Kusanagi lavora nel campo della sicurezza. In molti casi il suo lavoro consiste nel fermare criminali e terroristi. Questo aspetto permette al manga di allargare il suo orizzonte filosofico al tema dell’etica della responsabilità.

Chiariamo il tutto con un esempio. In Ghost in the Shell quando qualcuno viene arrestato si procede ad una sorta di analisi informatica del suo guscio.

Se si scopre che il crimine è dovuto ad una malfunzionamento dell’hardware, allora l’imputato viene prosciolto da ogni accusa. Se invece si scopre che l’azione criminosa è stata deliberata dal ghost, il soggetto viene punito.

La tesi di fondo è pertanto che la responsabilità, e dunque anche l’identità di cui la responsabilità è costitutiva, risiede nel ghost.

La risposta nipponica a Robocop?

Ghost in the Shell presenta alcune forti analogie con un altro franchise. L’ovvio riferimento è a Robocop. Sia l’agente Murphy che il maggiore Kusanagi hanno subito un incidente gravissimo che gli ha resi dei cyborg. Entrambi poi lavorano per il settore della sicurezza, essendo il primo un agente di polizia e la seconda un agente speciale. Entrambe sono inoltre opere cyberpunk, anche se Ghost in the Shell potrebbe più essere considerata post-cyberpunk.

Le analogie si fermano qui. Il franchise di Robocop non ha lo spessore teoretico di Ghost in the Shell.

Tutto quello che abbiamo detto parlando della filosofia dietro l’opera giapponese, è assente nella saga del poliziotto robotico americano.

In primo luogo mentre Murphy è l’unico della sua “specie”, Kusanagi è solo una dei tanti cyborg che si ritrovano nel mondo del mondo del manga.

In secondo luogo il trauma d’identità vissuto da Murphy è perlopiù soggettivo, spesso annacquato dalla poca memoria su chi egli fosse prima della “trasformazione”. Inoltre tutti i film di Robocop danno poco spazio a questo spunto, essendo l’opera enormemente improntata all’azione.

Kusanagi è invece perfettamente cosciente del suo stato ibrido. Sia perché ha memoria di sé e cambia e ripara continuamente il suo corpo, sia perché anche tutti gli altri personaggi lo fanno.

Prima di guardare e giudicare il film bisognerà quindi tenere presente questo aspetto per verificare se la produzione si sia limitata ad una versione femminile di Robocop.

Roboco - Fan Art di Fabrizio De Tommaso

Robocop – Fan Art di Fabrizio De Tommaso

Concludendo

Ghost in the Shell è una di quelle opere di finzione dal profondo spessore. Il suo valore risiede proprio nella capacità di farci riflettere e di vestire questa riflessione attraverso gli abiti del visionario.

La società che racconta non è poi troppo lontana da quella che in un futuro prossimo, per alcuni aspetti, ci troveremo a vivere e in parte già viviamo.

Noi di NerdPlanet.it non potevamo non offrirvi questo starter-pack, assolutamente necessario per godere appieno del film di prossima uscita.

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