Ghost in the Shell: continuano le polemiche sul live-action

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Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino, Matera e Padova. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Padova dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma, Dublino, Matera e Padova. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia e geografia alle superiori e alle medie, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

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Si potrebbe dire che il live-action di Ghost in the Shell abbia generato più polemiche che aspettative. L’uscita del film è prevista per il 2017 e già il fatto che a dirigerlo fosse Rupert Sanders aveva generato non pochi malcontenti.

Le polemiche, comunque, sono iniziate ancor prima, più precisamente ad Aprile. Proprio a quel mese risalgono, infatti, le prime immagini del live-action, rese pubbliche da DreamWorks e Paramount Pictures. I primi drammi nacquero a causa di queste ultime in cui comparve, nelle aderenti vesti del Maggiore Motoko Kusanagi, la biondissima Scarlett Johansson.

I fan più puristi rimasero molto delusi, perché il maggiore Kusanagi è, nel manga e in tutti i vari “prodotti” che da questo hanno preso vita, una donna asiatica, come più volte ribadito dal creatore della serie, Masamune Shirrow.

ghost

Motoso Kusanagi nell’anime e nel live-action

Non si è però fatta attendere la replica del produttore del live-action statunitense, Steven Paul (il cui studio sembra intenzionato a produrre anche la trasposizione cinematografica del manga Lone Wolf and Cub), che avrebbe dichiarato: “Penso che tutti i fan alla fine saranno davvero felici. E saranno davvero, davvero, davvero felici quando vedranno ciò che effettivamente abbiamo realizzato, e non penso che qualcuno disapproverà. Ci saranno ogni sorta di persone e nazionalità, proprio come nel mondo di Ghost in the Shell. Stiamo utilizzando attori che provengono da ogni parte del mondo”.

Secondo le parole del produttore, quindi, tutti i fan potranno dormire sonni tranquilli fino all’uscita del live-action.

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