Fullmetal Alchemist: Live Action, la Recensione

Cinema
Carmen Graziano
Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

Gamer appassionata di Cinema, Anime, Manga, Serie TV e tutto ciò che riguarda Tecnologia ed Intrattenimento. Si narra che nella vita faccia anche altro, ma non ne siamo così sicuri...

Tempo di lettura: 5 minuti

Dalla principale idea di Hiromu Arakawa che ha dato vita ad uno dei manga più seguiti di sempre, finalmente sbarca in Italia l’action movie di Fullmetal Alchemist.

Era il lontano 2001 quando, per la prima volta, i disegni di Fullmetal Alchemist videro la luce sulla famosa rivista Monthly Shonen Gangan marcata Square Enix. Fu allora che cominciò la sua grande scalata verso un successo che non si è fermato semplicemente al manga. Infatti pochi anni dopo ha preso vita in un anime seguitissimo in tutto il mondo, tanto da convincere la casa produttrice a crearne un videogame.

A distanza di ben sette anni dalla conclusione del capitolo Brotherhood dell’anime, fa capolino sulla piattaforma Netflix il 19 Febbraio 2018, il film d’azione ispirato alla prima edizione.

In Principio c’era.. Il manga

Ambientato nei primi anni del ‘900, questo fumetto dai tratti orientali si basa sulla presenza di un potere scaturito dai movimenti terrestri: l’alchimia.

Edward ed Alphonse, due giovani appassionati di quest’arte mistica e già orfani di padre, vedono la madre morirgli dinanzi agli occhi a causa di una grave malattia. Questa grave perdita li porta a ricercare una tecnica molto pericolosa per poterla portare indietro: la trasmutazione.

Sfortunatamente, non tutto andò secondo i piani. A causa di questa, Edward perse un braccio ed una gamba, mentre Al l’intero corpo.

Con Edward costretto da due arti robotici e l’anima di Al rinchiuso in un’armatura, giungono nella città di Reole. I ragazzi sperano di trovare il modo di riottenere i loro corpi grazie alla pietra filosofale, un oggetto alchemico capace di annullare il principio dello scambio equivalente.

Qui, un uomo di nome Cornello ha conquistato la fiducia dei cittadini  compiendo miracolose trasmutazioni, in realtà dovute alla pietra filosofale. Nessuno avrebbe mai immaginato che il suo obiettivo sarebbe stato quello di usare i cittadini come combattenti personali alla conquista del paese.

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Edward ed Alphonse scoprono i suoi malvagi piani e fanno in modo che vengano rivelati via radio neutralizzandolo. Tuttavia la pietra filosofale da lui in possesso, si rompe in quanto fasulla.

La loro avventura alla ricerca di questo mistico oggetto li farà imbattere in molti personaggi avidi di potere, alcuni dei quali li avvicinano con l’unico interesse di ottenere la pietra.

Proseguendo con le indagini, Edward e Alphonse scoprono che il loro paese è stato fondato proprio dagli homunculus e dal loro creatore, un essere conosciuto come Padre. Essi hanno preso segretamente il controllo dell’intero esercito ed hanno come unico progetto l’utilizzare l’intera nazione come cerchio alchemico per trasmutarla in una pietra filosofale gigante. Per fortuna, i fratelli scoprono il subdolo piano del Padre e, insieme ad alcuni membri dell’esercito non corrotti e ad altri alleati incontrati durante il cammino, decidono di contrastarlo.

Durante la battaglia finale, Alphonse si sacrifica per far riottenere ad Edward il braccio mancante, grazie al quale il ragazzo distrugge la pietra filosofale del Padre.

Edward, ormai percosso da tempo da incubi e rimorsi, prende la decisione di rinunciare per sempre all’uso dell’alchimia riuscendo a far recuperare la vita al fratello. Il loro viaggio, però, non termina qui. Decidono di percorrere insieme un viaggio per ottenere più conoscenze.

La scalata verso il successo

Se pensate che tutta questa azione non può essere racchiusa solo in un manga, allora avete perfettamente ragione.

Già due anni dopo dalla sua partenza, l’anime ha preso vita basandosi sui primi volumi della serie per poi proseguire con la narrazione di una storia completamente nuova distaccandosi, non troppo, dal manga.

Dopo ben 51 episodi, l’anime prosegue con il capitolo Brotherhood, che si adatta fedelmente alla storia originale concludendosi con 64 episodi.

Fullmetal Alchemist è stato accolto e tradotto in tutto il mondo ed è ancora oggi seguito sulle piattaforme principali da moltissimi appassionati ricevendo un record di feedback positivi e milioni di visualizzazioni.

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La serie ha avuto un enorme successo, generando anche altri adattamenti. Tra questi, ci sentiamo in dovere di citare le sue light novel, gli OAV e la serie videoludica che è stata presente fino al 2005 sulle principali piattaforme Nintendo e Sony.

Oltre a questi, come vi preannunciavamo, si aggiunge quest’anno il film d’azione dedicato ai primi capitoli della serie, in completo stile nipponico.

Live Action

Visibile sia in lingua originale sottotitolato che integralmente tradotto nella nostra lingua, il film d’azione di Fullmetal Alchemist è già presente su Netflix da qualche giorno. La storia segue le linee principali del manga, anche se del tutto incompleta.

Per chi poneva grandi speranze in questo film grazie ai bei momenti che il manga e l’anime ci hanno fatto trascorrere, ricordiamo che è particolarmente difficile racchiudere un’opera così mastodontica in sole due ore di film senza ridurlo quasi all’osso. Probabilmente, anche questo è uno dei motivi per cui il regista Fumihiko Sori ha preferito narrare solo parte della storia e citarne i principali momenti.

Questa scelta cinematografica ha reso, per chi non ha mai seguito la serie, la storia difficile da comprendere e quasi insensata. C’è una totale assenza di alcuni dei personaggi principali che delineano la storia dell’Alchimista d’acciaio, oltre a quella del forte rapporto tra i fratelli ed i sensi di colpa che pervadono Ed, due caratteristiche importanti tanto da essere colonne portanti dell’attaccamento dei fan alla serie.

Lo stile completamente made in Japan, presenta buoni effetti speciali sin dalle prime scene, con una città costretta a numerosi danni e distruzioni, fino ai combattimenti finali, ben riproposti dalle scene del manga, che riescono quasi completamente a nascondere lo stile di recitazione (forse troppo) ispirato ai disegni del fumetto che rende il tutto un po’ piatto.

Anche la scelta dei costumi non accompagna. Gli abiti e le ben visibili parrucche fanno sembrare l’intero cast un gruppo di giovani ed inesperti cosplayer di quartiere. Probabilmente, uno dei pochi costumi veramente ben fatti è l’armatura che racchiude lo spirito di Al, seppur un po’ troppo piccola in confronto all’immaginato.

Nonostante le difficoltà dal punto di vista narrativo, il live action di Fullmetal Alchemist si presenta con una regia abbastanza ordinata, con delle inquadrature molto scolastiche, ma non per questo spiacevoli. Le spiegazioni sono rapide e indolori, non abbastanza da venire incontro al pubblico non erudito ma al punto giusto per non annoiare eccessivamente chi già conosce le vicende legate all’alchimia.

Sebbene abbiano utilizzato due ore per la rappresentazione del film, la trama non riesce a decollare, l’empatia non si crea e la storia non trasmette ciò che in realtà era riuscito a raccontare il manga prima e l’anime dopo. L’aspetto che più lascia interdetti è la necessità di lasciare aperta la vicenda e spazio per un sequel così come la scelta di una rappresentazione così realistica delle chimere e degli homunculus a differenza dei personaggi principali.

Tutto sommato, l’action movie di Fullmetal Alchemist aveva delle buone basi per diventare un ottimo film, ma le sue lacune in termini di storia, costumi e recitazione lo pongono ad un livello quasi sufficiente.

In ogni caso, se siete appassionati del genere (ma anche se siete solo curiosi), vi consigliamo di darci un’occhiata e condividere con noi tramite commenti le vostre considerazioni.

Fullmetal Alchemist: Live Action

6.4

Trama

7.0/10

Effetti Speciali

8.0/10

Colonna Sonora

5.0/10

Sceneggiatura

5.0/10

Inquadrature

7.0/10

Pros

  • Effetti speciali ben realizzati
  • Scorrevolezza dei contenuti
  • Creature "mostruose" realistiche
  • Ambientazione coerente all'opera originale

Cons

  • Costumi poco realistici
  • Inespressività degli attori
  • Colonna sonora a tratti mancante
  • Tagli di dettagli importanti presenti nell'originale

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