Dumbo, la Recensione – NO SPOILER

Cinema
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Tempo di lettura: 3 minuti

Un tempo l’immaginario collettivo di casa Disney era affidato al mondo dei Classici, film diventati vere e proprie icone, in grado di trascendere epoche e generazioni. Da Biancaneve, passando per Bambi, fino ad arrivare ai più moderni Il Re Leone e Mulan, il mondo del leggendario Walt ha disegnato sogni per grandi e piccini.

Gli ultimi anni hanno visto il ritorno di molti protagonisti grazie allo sviluppo della tecnologia, trasformando così i cartoni animati in più elaborati (almeno tecnicamente) live-action. Aspettando Aladdin e Il Re Leone, è la volta di Dumbo, diretto da un regista davvero d’eccezione, Tim Burton. Sarà riuscito il celebre cineasta a trasportare l’elefantino volante nel XXI secolo?

Ne ho vedute tante da raccontar…

Dal punto di vista della semplice trama, questa pellicola si discosta dall’originale per una forte presenza umana, co-protagonista insieme, ovviamente, a Dumbo. La storia si muove infatti grazie al desiderio dell’elefantino di tornare insieme alla sua mamma, tra molte peripezie e l’aiuto di tanti amici, oltre che di un disgustoso avversario. Riuscirà a raggiungere il suo scopo?

La presenza “umana”, nonostante sia una vera e propria aggiunta rispetto al materiale originale, non ne modifica la natura, seppur chiaramente il film mostri la differenza con un racconto scritto ormai più di settant’anni fa. Troveremo infatti una rappresentazione decisamente nuova, dal punto di vista etico, del mondo del circo, riflettendo il pensiero contemporaneo. Nonostante ciò possa essere un “problema” nella realisticità storica, è perdonabile, in virtù della natura fiabesca del racconto e del target del pubblico, con un’età decisamente bassa e che può cogliere ottimi spunti da un simile modo di descrivere il rapporto tra uomini e animali.

Burton

Il cast risente decisamente della presenza di Tim Burton alla macchina da presa, con un trio d’eccezione composto da sue vecchie conoscenza: Danny De Vito, Michael Keaton e Eva Green. A chiudere i personaggi principali troviamo Colin Farrell, accompagnato da due giovani attori dalle buone potenzialità, seppur con ruoli piuttosto stereotipati.

Stereotipi che non si limitano ai due sopracitati e, nonostante una ottima regia e una buona sceneggiatura, finiscono per rendere piuttosto piatti i personaggi sullo schermo, ridotti ad indossare delle maschere forse troppo semplici, anche in virtù dell’ottimo cast posizionato sulla scacchiera. La visionarietà di Burtone della sua regia, presente dall’inizio alla fine, non basta a migliorare lo spessore delle caratterizzazioni.

Da notare come invece la presenza del regista si trasformi in una forte spinta d’immaginazione, non solo nei design, ma anche nei colori e nelle roboanti quanto esaltanti scenografie. Ciò si riflette anche nella rivisitazione di celebri scene del classico originale, nonostante le differenze della trama sembravano non poter rendere realizzabili simili esperimenti. Non vogliamo anticipare nulla, ma siamo sicuri che l’effetto, in sala, sarà semplicemente un grandioso “Wow!”.

XXI Secolo

La colonna sonora riprende alcuni temi del Dumbo del 1941, senza però riuscire ad aggiungere nessuna novità che sia davvero rilevante. La maggiore utilità è, soprattutto, nel donare un tono ai momenti tra Dumbo e sua madre, visto l’impossibilità per i due di parlare. Diventa così un modo per mostrare maggiore comunicazione, evitando un silenzio che avrebbe rovinato il ritmo della narrazione.

Una narrazione che sa emozionare e coinvolgere, tra pregi e difetti. Per questo la domanda, arrivati a questo punto della recensione, è chiaramente una: Dumbo è un film da vedere?

Per gli appassionati del mondo Disney, la risposta è decisamente chiara: Dumbo è una pellicola che merita la visione, grazie al rispetto del classico originale, mescolato ad una buona carica innovativa.

E per i non-appassionati del mondo Disney? Dumbo si rivela una favola senza età, che con qualche aggiustamento è riproponibile a distanza di decenni, con la stessa carica di emotività di un tempo. Saprà colpire gli adulti, ricordando un tempo passato, e saprà conquistare i più piccoli, riportando in auge una favola in grado di mescolare realtà e fantasia, senza dimenticare di far riflettere. Un film animalista? Più che animalista, un film sugli animali, e sull’amore che lega il mondo di ogni essere vivente.

Dumbo è nei cinema italiani dal 28 Marzo.

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7.4

Sceneggiatura

7.0/10

Regia

8.5/10

Cast

8.0/10

Caratterizzazione

7.0/10

Colonna sonora

6.5/10

Pros

  • Buona rivisitazione del classico
  • Regia d'eccezione
  • Design e scenografie molto buone

Cons

  • Personaggi stereotipati
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