Yooka-Laylee, la recensione – NO SPOILER

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Lorenzo Prattico
Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Concepito davanti Monkey Island, sopravvivo grazie al sushi, al kebab e all'immensa gioia del sapere che chi preferisce il settimo Final Fantasy all'ottavo, prima o poi, morirà.

Il 2015 deve essere stata un’annata parecchio amarcord per i nostalgici: nello stesso anno sulla bocca di tutti c’erano le campagne kickstarter di Thimbleweed Park e di Yooka-Laylee. E mentre il primo ha strappato lacrime agli appassionati delle vecchie avventure grafiche, il secondo ha trasformato le nostre console in Nintendo 64 next gen.

L’acquisto di Rare da parte di Microsoft nel 2002 fu l’inizio di tutto: passare dalle IP colorate della grande N alla casa di Master Chief deve essere stato un cambiamento traumatico.

Trenta dipendenti lasciarono Rare nel passaggio di proprietà, sette di quelle persone (Grant Kirkhope alle musiche, signori, è lui che dovete ringraziare per le colonne sonore dei vostri platform preferiti) lanciarono una campagna kickstarter due anni fa per progettare la summa del videogioco platform, il sequel spirituale del loro Banjo-Kazooie: guadagnarono un milione di dollari in meno di 21 ore e fondarono la Palytonic.

Il ”sogno” Yooka-Laylee era diventato un progetto.

Mamma, posso giocare al Nintendo?

Una giornata soleggiata e due animali che se la prendono comoda: Yooka (il camaleonte) e Laylee (la pipistrella) si stanno godendo un meritato riposo dopo aver ristrutturato la loro nuova casa, un galeone abbandonato. Tra la polvere e gli insetti hanno trovato un antico tomo dall’aspetto prezioso e la loro prima reazione è…usarlo come sottobicchiere per i drinks.

Ma non molto lontano da lì il malvagio Capital B e il suoi aiutante, il Dr. Quack, stanno aspirando tutti i libri del mondo per capitalizzare la cultura e fare i soldi facili. Ma obiettivo ultimo dei due è impossessarsi di un libro magico in grado di esaudire ogni desiderio.

Avete già capito vero? il libro è proprio quello trovato dai due protagonisti.

Cos’altro c’è da aggiungere?

Incredibile come vent’anni fa si partiva all’avventura per salvare una sorella o tutt’al più una principessa, se proprio si voleva puntare in alto, mentre oggi bisogna mettere i bastoni tra le ruote a multinazionali malvagi.

E allora via: cinque mondi di gioco, pieni zeppi di personaggi secondari pronti a darci una mano come Sir Biss, il nostro insegnante di tecniche speciali, o Rexto Sixtyfourus, un tirannosauro pixelloso ”proprietario” di una sala giochi coin-op messa a nostra disposizione per il multiplayer locale. Naturalmente questa sarà a pagamento: i gettoni per i coin-op andranno cercati per gli stage del gioco.

Camaleonti e variazioni sul tema

Un hub centrale da platform PS1, le Torri d’Alveorio, funge da punto di partenza per i vari mondi: la torre cela cinque libri magici, ognuno sbloccabile solo dopo aver appreso specifiche abilità, in grado di teletrasportarci da livello a livello.

In ogni stage andranno cercate le “Pagie“, pagine senzienti del tomo magico, e le piume (che vi ricorda?) per sbloccare le abilità insegnate da Sir Biss. Proprio queste abilità varieranno da attacchi speciali ad abilità utili per avanzare nell’hub centrale: Yooka si potrà trasformare in spazzaneve, galeone dei pirati, elicottero…cos’altro potete chiedere a un platform?

Perché in fondo tutti noi siamo sempre voluti diventare degli spazzaneve

Le piume ci permetteranno di sbloccare nuove aeree, all’interno dei mondi già visitati, e missioni aggiuntive: Yooka-Laylee si trasformerà (quanto ha giocato Playtonic sul camaleontismo del titolo?) di volta in volta in un Kart game o in un platform 2D… cosa provereste se vi dicessimo che c’è addirittura un po’ di Dinasty Warriors?

I mondi, per quanto diventino veramente affascinanti solo nella fase più avanzata del gioco, presentano personaggi secondari caratterizzati in maniera divertente e colorata, sempre pronti a opprimerci con missioni aggiuntive, garantendo un buon livello di sano backtracking.

Spice Girls in testa, controller in mano

L’obiettivo del gioco è chiaro: riportare l’orologio (probabilmente un bel Casio vecchia scuola scheggia denti) a venti anni fa. Il gioco mantiene tutte le promesse fatte nella campagna kickstarter: presentato come ”L’erede spirituale di Banjo-Kazooie” sembra prendere tutti gli elementi più caratteristici e positivi di Super Mario 64, Donkey Kong Country, SpyroJak and Daxter o un Earthworm Jim.

Testi improntati all’ironia, gag comiche, comparsate di personaggi di altre serie e citazionismo a non finire, Yooka-Laylee non si limita solo a questo, non si può oggettivamente asserire che sia un semplice repost di un ricordo su Facebook: l’impegno e la voglia di creare qualcosa di nuovo, ripescando i pregi del ”vecchio” e aggiungendo la mentalità del medium di oggi, ci sono.

Da Shovel Knight a God of War…affogherete nelle citazioni!

La versione per Switch dovrebbe uscire a breve e vedere un gioco del genere su una console Nintendo farà sicuramente il suo effetto: un prezzo sui 28€ per la versione PC e sui 40€ per la versione retail può sicuramente essere considerato un investimento più che onesto.

Come valore aggiunto un gioco del genere ha un supporto post release enorme, garantito proprio dall’enorme ”cuore” dietro al progetto: nel post di ringraziamento sul blog di Playtonic, i programmatori promettono più di add-on in arrivo per il gioco.

Il mio platform (non) proprio perfetto

Purtroppo Yooka-Laylee sembra aver mantenuto, oltre ai pregi, anche i difetti dei platform da cui prende ispirazione: un sistema di controllo a stento sufficiente (abbiamo provato il gioco su tutte le versioni hardware disponibili) e la stessa camera che vi fece dare testate alle pareti in Banjo-Kazooie.

A compensare, la splendida colonna sonora, composta da David Wise, Grant Kirkhope e Steve Burke (non esiste gioco Rare su cui almeno uno dei tre non abbia messo mano) si presenta come un punto di forza del gioco: vi accompagnerà meravigliosamente dai momenti più leggeri a quelli più ispirati.

La difficoltà è sicuramente un’altro punto a favore: troppi anni di console next-gen troppo permissive rischiavano di rammollirci e Playtonic ci viene in soccorso: i boss saranno al limite del frustrante e i livelli sul carro da miniera (”dai ragazzi: mettiamoci una citazione a DK Country!”) richiederanno una precisione nei movimenti  da far sembrare ogni salto un boss di fine livello.

Yooka-Laylee

Un assaggio delle sezioni con carrello

Encomiabile anche l’impegno posto nella parte grafica, affascinante se vista nell’insieme ma zoppicante se analizzata nel singolo dettaglio, di un gioco che è sicuramente da apprezzare, dalle localizzazioni linguistiche alla ricchezza delle modalità di gameplay.

Forse i testi, per quanto divertenti, si caratterizzano eccessivamente per il tentativo continuo di bucare la quarta parete, risultando alla lunga un po’ monotoni. Da sottolineare che anche alcune battute si presentano come un po’ troppo infantili, anni luce distanti da quelle di Conker’s Bad Fur Day, anch’esso presente in un cameo del gioco.

Yooka-Laylee è questo: negli ultimi giorni ha preso voti da parte della critica molto discordanti, dal cinque al nove, proprio perché ognuno può vederci quello che sceglie di vedere, nostalgia e divertimento o gioco fuori tempo massimo.

Yooka-Laylee

Yooka-Laylee
7.9

Narrazione

6/10

Gameplay

8/10

Grafica

7/10

Musiche

9/10

Nostalgia

10/10

Pros

  • #feels
  • Divertimento garantito
  • Colonna sonora eccezionale
  • Colorato e caratteristico

Cons

  • Gameplay un po' ostico tra comandi e camera
  • Non proprio adatto ai neofiti del genere
  • Grafica un po' sottotono
  • Occasione fantastica a tratti mancata

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