Wolfenstein 2: The New Colossus – Recensione, NO SPOILER

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Antonio Salvatore Bosco
Appassionato del mondo nerd dalla tenera età di 3 anni quando giocavo a Sonic con il sega master system di mio padre. Amante della scienza e della lettura. Marvel e Disney mi accompagnano ogni giorno da sempre. Pronto a scoprire cose nuove e a farle conoscere agli altri.

Appassionato del mondo nerd dalla tenera età di 3 anni quando giocavo a Sonic con il sega master system di mio padre. Amante della scienza e della lettura. Marvel e Disney mi accompagnano ogni giorno da sempre. Pronto a scoprire cose nuove e a farle conoscere agli altri.

Finalmente è arrivato, Wolfenstein 2: The New Colossus è un titolo che aspettavamo trepidanti, un po’ perché siamo affezionati all’iconico personaggio di William Joseph Blazkowicz e un po’ perché Bethesda Softworks e Machine Games hanno saputo ridare luce alla saga in maniera quasi impeccabile.

Dopo l’ottimo Wolfenstein: The New Order, e il prequel Old Blood, è arrivata l’ora di proseguire la frenetica avventura del nostro Blazko con questo secondo capitolo e vi anticipiamo una cosa: è assolutamente all’altezza dei precedenti capitoli. Andiamo quindi a vedere com’è vivere questa nuova caccia ai nazisti nella nostra recensione priva di spoiler.

Il Nazista buono è il Nazista morto

Wolfenstein 2: The New Colossus inizia proprio da dove avevamo lasciato The New Order, con il nostro indistruttibile William Blatzkowicz per la prima volta del tutto vulnerabile, ridotto nelle peggiori condizioni. Infatti, dopo la battaglia mortale contro il temibile Deathshed, Blazko si ritrova con le budella fuori dal corpo ma per fortuna i suoi compagni riescono a portarlo in salvo e dopo cinque mesi di coma, William si risveglia. Quello che ritrova però, non gli fa trascorrere una guarigione serena: la terribile Frau Engel è riuscita a intercettare la posizione del “Martello di Eva”, il sottomarino nazista conquistato da B.J. e i suoi compari, e che ora utilizzano come base.

Sappiamo che nulla può fermare il nostro soldato e si mette subito sulla sua sedia a rotelle e comincia a uccidere nazisti come ha sempre fatto. Questa prima parte può sembrare un po’ lenta e frustrante (non è davvero il massimo combattere in sedia a rotelle), ma è perfettamente in linea con la sensazione di oppressione che B.J. sente in quel momento e con la quale il giocatore si immedesima. Questo espediente porterà pian piano a una situazione decisamente toccante, violenta e drammatica in seguito alla quale ci ritroveremo in possesso di un’armatura, l’affascinante Da’at Yichud, che ci riporterà a uccidere nazisti come si deve, sulle nostre gambe.

La debolezza di Blazkowicz e la potenza dell’armatura si rifletteranno nel gameplay e per un bel po’ ci ritroveremo ad avere una salute massima di 50 unità e invece 200 per la nostra corazza.

Per quanto riguarda la trama non intendiamo proseguire oltre, diciamo soltanto che i toni duri e violenti proseguiranno per tutta l’avventura e aumenteranno sempre di più senza dare mai spazio alla noia grazie all’introduzione di personaggi decisamente forti e a cui impareremo ad affezionarci, mentre ci saranno altri che vorremo uccidere nel modo peggiore possibile.

Spendiamo velocemente qualche parola sui personaggi: sono semplicemente scritti bene e hanno una buona recitazione molto espressiva (sebbene ce ne siano alcuni di stereotipati); il loro background non è troppo approfondito ma abbastanza dettagliato da farceli amare od odiare. Grace con i suoi valori, la sua determinazione e i suoi occhi pieni di rabbia e odio nei confronti dei nazisti, vi farà prendere ancora più a cuore la vostra battaglia; la follia di Super Spesh ci strapperà qualche sorriso grazie alle sue battute; inoltre ritroveremo molti dei compagni incontrati in The New Order ma purtroppo non tutti avranno molto spazio.

C’è da ammettere però che il personaggio migliore è sicuramente la terribile, violenta, spietata e sadica Frau Engel: un antagonista imprevedibile e senza pietà che ogni volta che apparirà in scena concentrerà tutta l’attenzione su di sé.

Chiamatemi Terror-Billy!

Dal punto di vista del gameplay, risulta ancora una volta estremamente soddisfacente uccidere nazisti ma questa volta il tocco aggiunto della maggiore brutalità, dona ancora più pathos al contesto. L’azione è all’ordine del giorno e lo stile di gioco sarà perlopiù frenetico sebbene, come accadeva nel precedente capitolo, sarà possibile tentare di agire in maniera stealth cercando di eliminare inizialmente i comandanti per evitare che suonino l’allarme e chiamino rinforzi (ovviamente non si tratta di un titolo stealth, però l’accenno di qualche meccanica c’è e funziona).

Vi diciamo sin da subito che non sarà un’impresa facile e vi ritroverete a morire spesso, in un circolo che delle volte potrebbe arrivare a risultare anche frustrante. Apriamo un attimo la parentesi difficoltà: diciamo che quando vi ritroverete di fronte a terribili nazisti corazzati, tecnologici soldati dotati di laser e lancia fiamme e di fronte ad altri spietati antagonisti che vi lasciamo scoprire, non vi sarà facile proseguire anche alle difficoltà più basse. Sarà richiesta una certa abilità e strategia e questo potrebbe scoraggiare i giocatori alle prime armi, ma non solo.

Per quanto riguarda lo stile di gioco, abbiamo già detto che il tutto è stato reso molto più action, arricchito dalle soddisfacenti morti che potremo far fare ai nostri nemici. Le parti del corpo colpite saranno protagoniste di smembramenti spettacolari o di roghi ed uccisioni elettrizzanti (nel vero senso della parola).

Un problema evidente è quello della poca varietà di nemici: droni, generali, soldati corazzati e non, saranno spesso i soli avversari che vedremo. Il level design è invece un punto di forza della produzione, ben studiato e che permette molte alternative per l’approccio agli scontri.

Le armi a nostra disposizione non saranno tantissime ma risulteranno essere efficaci: avremo pistola, shotgun, mitragliatrice e altre armi che potranno essere equipaggiate in entrambe le mani. Avremo poi delle armi speciali a uso singolo come il Laserkraftwerk o il Dieselkraftwerk che ci permetteranno di fare un po’ di strage.

Per quanto riguarda il sistema di potenziamenti, ogni arma avrà tre tipi di upgrade tra cui mirino, aumento della capacità del caricatore e altre cose che andranno a perfezionare i nostri strumenti di morte. Il nostro Blatzkowicz invece aumenterà le sue abilità nello stesso modo in cui funzionava in The New Order: lo stealth aumenterà con uccisione furtive, altre abilità si sbloccheranno con headshots, uccisioni con armi pesanti eccetera… Inoltre andando avanti nella storia ci troveremo a personalizzare il nostro stile scegliendo tra vari gadget.

Un’America Nazista tutta da ammirare

Le ambientazioni del titolo sono davvero affascinanti e suggestive: i resti di una New York devastata, una New Orleans diventata ghetto attirano sempre l’attenzione degli occhi del giocatore anche grazie ai loro dettagli. Anche “Il Martello di Eva” è un bello spettacolo , con particolari in tutti gli angoli.

Graficamente stiamo parlando di un titolo decisamente buono, con scenari quasi impeccabili e personaggi ben definiti sebbene, come detto in precedenza, alcuni volti siano poco espressivi e curati. Le scene di intermezzo invece sono davvero perfette, con una direzione artistica di qualità che raggiunge quasi quella dei lavori cinematografici.

La durata dell’intera avventura è decisamente buona per trattarsi di uno sparatutto: parliamo infatti di una quindicina di ore di gioco, che possono comunque andare ad aumentare se andiamo a fare anche le missioni di contorno. Tra queste nominiamo quelle legate ai Codici Enigma che possiamo trovare sui corpi dei comandanti e che, se portati al Martello di Eva e decodificate, faranno partire una caccia al nazista. Buona anche la rigiocabilità in quanto è interessante provare e trovare i vari potenziamenti, collezionabili, segreti e vedere cosa succede se si fanno determinate scelte.

Assente il comparto multiplayer ma non ci sembra assolutamente qualcosa di cui ci si può lamentare di fronte a una campagna così vasta e approfondita.


In conclusione possiamo dire che con Wolfenstein 2: The New Colossus, Bethesda e Machine Games hanno fatto centro un’altra volta. Le avventure di Blatzkowicz sono continuate in maniera eccezionale e da quanto abbiamo potuto vedere dal finale (d’impatto ma forse non molto incisivo e che ad alcuni potrebbe far storcere il naso), ci sarà l’opportunità di prendere di nuovo il possesso del nostro amato soldato. Noi saremo pronti ancora una volta ad uccidere nazisti.

In questo periodo di crisi per le produzioni dedicate al single-player, Wolfenstein 2: The New Colossus si merita un posto sicuro nel podio dei titoli a giocatore singolo, e noi ne siamo davvero contenti.

Wolfenstein 2: The New Colossus

Wolfenstein 2: The New Colossus
8.8

Trama

9/10

Gameplay

9/10

Grafica

9/10

Audio e Colonna Sonora

9/10

Longevità

9/10

Pros

  • William Blazkowicz più arrabbiato che mai
  • Una trama sopra la righe e avvincente
  • Distruzione di nazisti a ogni angolo
  • Gameplay migliorato ancora di più rispetto ai capitoli precedenti
  • Ambientazioni curate e affascinanti

Cons

  • Dettagli dei volti poco curati in alcuni personaggi
  • Nemici poco vari e boss dimenticabili
  • Difficoltà forse troppo elevata in alcuni frangenti
  • Un finale non molto incisivo anche se d'impatto

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