Warner Bros, DC, e la ricerca dell’identità

Cinema
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.

Viviamo in anni davvero fantastici. In neanche vent’anni, dal primo Spiderman di Raimi, e dal primo X-Men di Singer, il mondo del cinema e del fumetto vivono una vera stagione dell’oro, in una sinergia che continua a donare ore di intense emozioni ai fan di tutto il mondo. Il motore trainante di questo fenomeno è sicuramente rintracciabile nella figura del Marvel Cinematic Universe, che è leader di questo mercato che non accenna a fermarsi, erede di quel fenomeno che fu il Western decenni fa.

Arrivati alla quindicesima pellicola, con il prossimo Guardiani della galassia Vol. 2, i Marvel Studios hanno già piani per parecchi anni, con il culmine di Avengers Infinity War, nei cinema nel 2018, pronto, insieme al sequel ancora senza titolo, previsto per il 2019, a chiudere una grande narrazione iniziata con il primo Iron Man nel lontano 2008.

Warner Bros e DC Comics non sono di certo state a guardare, anche se hanno perso probabilmente il primo treno in partenza per il successo mondiale. La casa di produzione cinematografica è infatti giunta sul fenomeno con un ritardo di cinque anni, con Man of Steel nel 2013, per poi presentare i successivi due film del DCEU (DC Extended Universe) nel 2016, con Batman V Superman e Suicide Squad, in grado di dividere fortemente critica e pubblico.

Sarà una giusta strada?


Alternativa

I Marvel Studios hanno una propria peculiarità nell’aver mostrato al pubblico film scanzonati, divertenti, dai toni allegri, colorati, senza dimenticare ovviamente toni più drammatici, ma prediligendo la capacità di intrattenere lo spettatore attraverso la leggerezza. Guardiani della Galassia, Antman, il personaggio stesso di Tony Stark, interpretato da Robert Downey Jr, sono solo alcune delle dimostrazione del successo di questo mood, che ha di fatto catturato lo spettatore.

Dalla sua, Warner Bros ha il merito di aver voluto non copiare, e proporre una alternativa vera: toni cupi, reali, drammatici, con dei film che hanno mostrato l’altro lato del supereroismo. Innegabile dunque come ci sia stato un forte tentativo di creare un proprio personalissimo filone, apprezzato e disprezzato allo stesso tempo. Ma con il pregio dell’originalità.

Originalità che vale molto in un mercato davvero affollato di competitor, dove il ritardo accumulato negli anni ha di fatto costretto Warner Bros ad operare una scelta: un regime più lento nel creare il proprio Universo, con un risultato più solido, o una turbolenta rincorsa per mettere in piedi il più presto possibile la propria creatura?

Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con i vari film previsti nei prossimi anni che continuano a non trovare collocazione, con The Batman e Flash ancora in fase embrionale, mostrando tutte le debolezze di questo ambizioso progetto.

Identità

Wonder Woman e Justice League si preparano ormai a sbarcare nei cinema di tutto il mondo, il primo a Giugno, il secondo nel prossimo autunno. Molti trailer sono stati mostrati, e i fan, ma anche i detrattori, sono già in subbuglio. Come mai?

Wonder Woman è riuscita sicuramente a convincere, anche se fino alla visione del film non ci si può pronunciare. Un progetto che appare diverso, e che per questo può veramente far bene. Ma Justice League?

Avengers, nel 2012, fu il punto d’arrivo del Marvel Cinematic Universe. Justice League, al contrario, sarà il punto di partenza, mostrando per la prima volta davvero molti eroi, apparsi esclusivamente in brevi clip in Batman V Superman.

Ed è proprio il suo trailer ad aver acceso le paure di molti.

Trailer che sembra mostrare un film che tradisce il clima, le atmosfere, l’identità che finora Warner Bros aveva dato ai suoi film. L’apprezzato Batman di Ben Affleck, il cupo Cavaliere Oscuro colmo di disillusione, complice il rimpianto per la scomparsa di Robin, trasformato in un personaggio irriverente, che ricorda per alcuni versi il Tony Stark dei Marvel Studios.

Cosa è successo? Warner Bros ha capitolato, dando al pubblico ciò che il pubblico sembra apprezzare? E a quale costo, se poi si perde la propria identità, costruita con fatica?

Mancano diversi mesi al film, per cui ciò che possiamo fare è dedicarci esclusivamente alle ipotesi, che si focalizzano su due alternative. La prima alternativa è la possibilità che sia solo un effetto donato volutamente al trailer per renderlo più accattivante, con un film che nella realtà avrà lo stesso mood dei precedenti capitoli del franchise.

La seconda possibilità è l’aver deciso di avvicinarsi ai Marvel Studios, proseguendo la rincorsa. E se così fosse, Warner Bros e DC perderebbero ciò che finora, nel bene e nel male, è stata la loro identità. Identità che è necessaria per una produzione di questo livello, identità che è davvero il fulcro su cui nascono franchise di questa portata. Senza una identità, come spera Warner Bros di raggiungere lo strapotere dei Marvel Studios?

Non resta che attendere il prossimo autunno, per vedere cosa ha davvero in serbo per noi Snyder per la sua Justice League.

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