Il Vegetale – La Recensione

Anteprime
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Gennaro Nunziante torna al cinema, nella doppia veste di regista e sceneggiatore. Il cineasta pugliese, reduce dai grandi successi con Checco Zalone, ultimo dei quali Quo Vado?, porta nelle sale italiane Il Vegetale, pellicola con al centro Fabio Rovazzi, accompagnato da attori d’eccezione, tra i quali spicca il nome di Luca Zingaretti.

Sarà riuscito Nunziante a regalare un nuovo spaccato della società italiana del nuovo millennio?

Fiaba

La trama del film non si discosta molto dagli stilemi a cui Nunziante ci ha abituato.

Troviamo un protagonista ingenuo, che porta il nome e il cognome di chi lo interpreta, Fabio Rovazzi. Il giovane è immerso nella realtà caotica e maligna di Milano, dove non ha minimamente la possibilità di spiccare. La sua vita sembrerà sul punto di cambiare quando scoprirà che il padre, da cui aveva rotto i contatti anni prima, aveva accumulato una piccola fortuna, oltre a una nuova moglie e una figlia, di molto più giovane del protagonista.

Eppure ciò non fermerà la sfortuna di Fabio, che lo condurrà a vivere una realtà bucolica, lontano da Milano, e col difficile compito di crescere sua sorella, tra contrasti e crescita personale.

Un viaggio, sia fisico che metaforico, in cui Nunziante sa decisamente muoversi, portando lo spettatore verso un finale che appare più che prevedibile, per poi in realtà stupire totalmente. Per saperlo, però, dovrete andare al cinema!

Generazioni

Se con Checco Zalone il regista aveva provato ad esprimere la realtà dell’uomo medio, con Rovazzi si cerca di esprimere il disagio di una intera generazione, non solo attraverso gli occhi di chi la vive, ma anche attraverso le opinioni e i pregiudizi di chi osserva questi giovani uscire dalla caverna di Platone. Un mondo fatto di stage, di tempo determinato, di insicurezza e umiliazione.

Interessante come questa satira, nella prima fase del film, trasmetta l’idea che la colpa è di questa categoria, come se dovessero passivamente piegarsi ad un sistema che non ne valorizza le capacità, in un sottile vortice di sfruttamento. Osservando la pellicola fino alla fine, invece, si nota, come sia tutto parte di una organica narrazione, che fa del grottesco il suo motore, per poi mostrare una “via di fuga”, una luce in un mare di crudeltà. C’è decisamente del pirandelliano.

Nunziante non cerca di utilizzare Rovazzi come un secondo Zalone, ma costruisce il film su di un nuovo genere di personaggio, abbandonando anche quella comicità, per una pellicola che strappa sicuramente meno risate, ma porta con sé un livello di consapevolezza differente.

Pirandello

I comprimari del protagonista non sono che maschere, senza un reale approfondimento, che risulta funzionale al tipo di racconto. Non è necessario dare una caratterizzazione a 360°, quanto piuttosto dare a ognuno di essi un ruolo chiaro all’interno dell’economia del racconto.

Troviamo così Armando, interpretato da un fantastico Luca Zingaretti, divertente e pragmatico agricoltore, una sorta di guida dantesca nell’inferno lavorativo di Fabio. Accanto c’è Nives, sorella di Fabio, appena bambina, un concetrato di furbizia e malizia, “aiutante magico” al fianco del protagonista.

Il Vegetale è un film da vedere? Forse la risposta risiede nell’età e nelle esperienze di chi guarda la pellicola. Per i giovani, parliamo di un lavoro che merita la visione, anche solo per accendere quella giusta “rabbia” verso una società che non riesce a dare loro un posto nel mondo. Uno sguardo sulla realtà di ognuno, uno spaccato della vita che ognuno ha di fronte. Al contrario, può essere un film con poco appeal per la generazione precedente, lontana dal concepire il mondo nel quale sono immersi i giovani lavoratori, o aspiranti tali, di oggi. Al tempo stesso può anche essere l’occasione ideale proprio per far conoscere e incontrare due generazioni.

Il Vegetale sarà in oltre quattrocento sale dal 18 gennaio!

Il Vegetale

Il Vegetale
7.2

Sceneggiatura

7/10

Regia

7/10

Personaggi

7/10

Cast

8/10

Idea

7/10

Pros

  • Buona costruzione del personaggio e dei suoi comprimari
  • Il ritratto di una generazione

Cons

  • A tratti troppo fiabesco

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