Trump: secondo EA e Take Two il presidente sta rovinando l’industria

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Antonio Salvatore Bosco
Appassionato del mondo nerd dalla tenera età di 3 anni quando giocavo a Sonic con il sega master system di mio padre. Amante della scienza e della lettura. Marvel e Disney mi accompagnano ogni giorno da sempre. Pronto a scoprire cose nuove e a farle conoscere agli altri.

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Da quando Donald Trump è salito in carica come presidente degli Stati Uniti d’America, ha cambiato molte delle politiche precedentemente in atto, cosa che ha inevitabilmente coinvolto anche l’industria dei videogiochi. Questi cambiamenti però sono stati positivi oppure no?

Nel corso di un panel tenutosi nel corso del festival Games for Change 2017, due alti dirigenti di Electronic Arts e Take-Two hanno parlato con Polygon della situazione del settore del game development negli USA. Secondo entrambi i rappresentanti, l’elezione di Trump ha rappresentato una nota negativa per l’industria.

Innanzitutto, sin dalla campagna elettorale, uno dei motti dell’attuale Presidente è sempre stato “America First”: questo però sembra aver penalizzato le aziende, in questo caso parliamo di quelle d’ambito videoludico. Infatti Craig Hagen, il global head of government affairs di Electronic Arts, ha detto che questa politica danneggia l’industria in quanto si ha già una continua mancanza di personale e limitare la ricerca al singolo territorio nazionale risulta essere folle in quanto le aziende necessitano di persone ricche di talento indipendentemente dal luogo di provenienza.

Inoltre Alan Lewis, il VP of corporate communications and public affairs di Take-Two, ha aggiunto che anche esperti programmatori, ingegneri e designers stranieri non sono invogliati (o addirittura hanno paura) ad andare a lavorare negli Stati Uniti a causa del clima di tensione che si è creato nei confronti dell’immigrazione. A questo proposito Lewis ha anche citato un report del Wall Street Journal, che afferma che le compagnie canadesi stiano ottenendo un vantaggio dalle politiche di Trump, accogliendo tutto il personale di qualità che non vuole o non può entrare negli Stati Uniti.

Per finire i due si sono espressi sulle politiche per l’educazione del presidente che non andrebbero a concentrarsi su materie le quali scienza, tecnologia, ingegneria e matematica. Infine hanno espresso la loro preoccupazione nei confronti della condizione dell’infrastruttura della banda larga nello Stato che non sarebbe in grado di garantire una connessione internet veloce in tutto il paese.

Stando quindi alle parole di Lewis e Hagen, l’arrivo di Donald Trump non ha portato una ventata di aria fresca nell’industria ma ha anzi quasi peggiorato la situazione.

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