Tom Clancy’s Ghost Recon: Wildlands, la Recensione – NO SPOILER

Recensioni
Alessandro Niro
Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Nato il 16 luglio 1988, è stato fin da bambino appassionato di videogiochi, cinema, serie TV e fumetti. Ex redattore/recensore di varie testate giornalistiche e attualmente titolare di una società Informatica, ha deciso di aprire una propria freepress dedicata al mondo nerd. La passione per quello che fa ed ama, non lo ha mai fermato davanti a niente e nessuno.

Ubisoft rappresenta oramai una delle poche software house dell’intera industria videoludica che è riuscita a guadagnarsi le attenzioni del pubblico per le sue numerosissime produzioni, sia in male che in bene. Ubisoft, insomma, ha fatto effettivamente la storia e la sta tutt’ora facendo ma, al contempo, sono moltissimi i videogiocatori che si lamentano di bug ed errori contenuti nei loro giochi. Questo è dovuto, principalmente, all’eccessivo desiderio di rilasciare nuove opere in tempi eccessivamente brevi, con risultati, a volte, ben poco soddisfacenti, come successo con The Division.

Nonostante le critiche però, non si è comunque persa d’animo e dopo il fantastico For Honor, è il turno del nuovo Tom Clancy’s Ghost Recon: Wildlands, a dover essere messo alla prova.

BENVENUTI IN BOLIVIA

Per il debutto negli open world, la casa Francese si spinge oltre creando, per l’appunto, la mappa più grande di sempre per un gioco Ubisoft, realizzata attraverso una rivisitazione della mappa geografica boliviana nei minimi particolari e ad una riproduzione accurata del paese, diviso in ventuno regioni controllate da altrettanti ufficiali. Durante la campagna saremo liberi di muoverci all’interno dello scenario di gioco e soprattutto, liberi di decidere quali missioni effettuare, se la principale o le miriade di secondarie atte a far crescere il personaggio e recuperare nuove armi più potenti che potrebbero aiutarci nel corso della storia.

Entreremo in un mondo ove il Santa Blanca da cartello della droga è diventato, con la guida del carismatico El Sueño, uno stato indipendente sorto nel cuore della Bolivia. La corruzione della polizia e dei politici hanno fatto sì che il cartello agisca indisturbato creando un vero e proprio impero della droga, esportando regolarmente partite di coca in Messico e negli Stati Uniti.

Il nostro compito in qualità di Ghost, sarà distruggere quest’organizzazione criminale una volta per tutte facendo fuori uno ad uno gli ufficiali di ogni singola regione con l’aiuto dei nostri compagni e della resistenza.

L’ESPERIENZA DI GIOCO IN CO-OP O SINGLE-PLAYER

Come già accennato abbondantemente sopra, Wildlands si differenzia dagli altri titoli per una liberà di movimento e d’azione fuori dagli schemi. Non è il classico open world “story driven”. La sua struttura non è poggiata su un fondamento narrativo solido e lineare, bensì rilascia al giocatore una semplice “bozza” lasciandogli la piena e completa libertà sul cosa, quando e con chi farlo.

Proprio del “con chi farlo” vorremmo parlare. Il gioco tira fuori tutto il suo potere dalle missioni giocate in co-op con altri amici. Il divertimento è praticamente assicurato. Ogni missione (sia essa della storia principale che secondaria) è diversa dall’altra. Bisogna obbligatoriamente studiarsi il territorio nemico per capire da che parte attaccare e, soprattutto, quando (di giorno o di notte?). Le tattiche e gli approcci di attacco sono praticamente infiniti e, ovviamente, ci si diverte il doppio con i propri amici in co-op, piuttosto che da soli, con la IA.

COLLEZIONABILI, PERSONALIZZAZIONI E…

Wildlands è strutturato in modo da invogliare al giocatore l’esplorazione e la ricerca dei documenti utili alla storia, agli approfondimenti del territorio e, soprattutto all’upgrade del proprio armamento. Dovremo difatti, accantonare la storia principale durante il percorso e girare per le varie regioni alla ricerca di parti di arma, progetti e punti esperienza utili a far crescere il nostro personaggio ed aumentare il valore della storia che circonda il Santa Blanca.

Difatti, ogni regione avrà il suo livello di difficoltà evidenziato da una quantità di teschi che vanno da 1 a 5. Più il nostro equipaggiamento sarà aggiornato, meglio riusciremo a completare le missioni senza perdite. Fantastica anche la personalizzazione delle armi. Possiamo praticamente cambiare qualsiasi cosa a nostro piacimento ed in base al nostro stile di gioco. Il silenziatore risulta comunque essere un’attrezzatura fondamentale per concludere le missioni stealth con successo.

FORZA COMPAGNI!

Come già precedentemente detto, Wildlands è un titolo prettamente multigiocatore, perseguendo tale via in modo solido e convincente. Se giocato in single player, perde di smalto ed il rischio, come tutti i giochi del genere, è che subentrino la noia e la ripetitività proseguendo con l’avventura. Il sistema tattico, rispetto alle avventure precedenti, è ridotto all’osso mostrando una ruota ordini limitata a poche azioni poco precise e dirette all’intero gruppo.

Fantastico il sistema del “colpo sincronizzato“. Una volta marcati i nemici utilizzando il binocolo, un cecchino o il proprio drone, basta infatti impartire l’ordine ai compagni per abbattere i nemici in rapida sequenza. Ovviamente, queste accortezze e giochi di squadra, danno il meglio con un gruppo di amici fidati ed un sistema di chat vocale.

Con l’aiuto di amici reali, infatti, il gioco cambia completamente volto regalandoci davvero delle belle sorprese e tanto divertimento. Sentire nel party lo sniper della squadra che conferma l’uccisione della torretta e da il via libera, esultando per un colpo ben assestato, dividersi per la mappa alla ricerca della miglior apertura per evitare un conflitto aperto e coprirsi a vicenda le spalle, fanno di Wildlands, il gioco co-op militare per eccellenza.

CONCLUDENDO

Il nuovo prodotto Ubisoft, Tom Clancy’s Ghost Recon: Wildlands è qualcosa di unico nel suo genere. La sua struttura open world è attualmente introvabile in altri titoli e, abbiamo già parlato poche righe sopra, di un’esperienza multiplayer cooperativa varia, impegnativa, soddisfacente e soprattutto, divertente. La monotonia delle missioni e degli incarichi è ampiamente sorpassata proponendo al giocatore un sistema di crescita e personalizzazione del personaggio azzeccato ed intelligente, contornato anche da una fase esplorativa della mappa stracolma di indizi e scoperte riguardanti il ricco territorio Boliviano.

Tom Clancy's Ghost Recon: Wildlands

Tom Clancy's Ghost Recon: Wildlands
8.5

Storia

8/10

Gameplay

9/10

Grafica

9/10

Musiche

8/10

Ambientazione

9/10

Pros

  • Mappa enorme suddivisa in regioni
  • Sistema open world mai visto
  • Crescita del personaggio e personalizzazione ottima
  • Divenrtentissimo in co-op
  • Ottimo sistema tattico

Cons

  • Bug molto fastidiosi anche se rari
  • Un po' troppo monotono se giocato da soli

Altri articoli in Recensioni

Hob, la recensione del puzzle di Runic Games – No Spoiler

Federico Peres10 novembre 2017

Call of Duty: WWII, la Recensione – NO SPOILER

Riccardo Cantù9 novembre 2017

Assassin’s Creed: Origins, La Recensione – NO SPOILER

Riccardo Cantù31 ottobre 2017

Wolfenstein 2: The New Colossus – Recensione, NO SPOILER

Antonio Salvatore Bosco31 ottobre 2017

Super Mario Odyssey, Cap-tura di 10/10 – la recensione, NO SPOILER

Lorenzo Prattico30 ottobre 2017

DESTINY 2 – Analisi della versione PC

Alessandro Guida29 ottobre 2017