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Thor: Ragnarok: Mark Ruffalo temeva di “spaccare il MCU”

Cinema
Alessio Lonigro
Nato nel 1999 a Bari, comincia a leggere fumetti a partire dal 2007, in piena Civil War. Ma è dal 2012 che nasce il suo amore definitivo per una delle più importanti case editrici di sempre: la Marvel. Non importa se si parli di film, fumetti o serie TV... Alessio e la Casa delle Idee sono una cosa sola!

Nato nel 1999 a Bari, comincia a leggere fumetti a partire dal 2007, in piena Civil War. Ma è dal 2012 che nasce il suo amore definitivo per una delle più importanti case editrici di sempre: la Marvel. Non importa se si parli di film, fumetti o serie TV... Alessio e la Casa delle Idee sono una cosa sola!

Thor: Ragnarok, il nuovo film targato Marvel Studios dedicato alle nuove avventure del Dio del Tuono interpretato da Chris Hemsworth, è uscito nelle sale italiane lo scorso mercoledì e si appresta a sbarcare in quelle americane il prossimo 5 Novembre. Chi ha avuto l’occasione di vedere la pellicola diretta da Taika Waititi ha avuto modo però di constatare che i toni, le atsmofere e l’impronta registica sono decisamente diverse dai primi due capitoli incentrati sul personaggio. Mentre i primi due film sul Tonante sono stati accolti in maniera abbastanza “fredda” sia dalla critica che dal pubblico soprattutto per l’eccessiva serietà, Ragnarok è invece una “ventata di aria fresca” per via dello humour che il regista neozelandese ha inserito nella pellicola.

Tuttavia, in una nuova intervista con Collider, l’attore Mark Ruffalo,  (ancora una volta nei panni di Hulk/Bruce Banner) ha spiegato di essere stato particolarmente preoccupato per i cambiamenti apportati sia al Gigante di Giada che al Tonante. A quanto pare inizialmente Ruffalo temeva di “spaccare l’Universo Marvel” e di rovinare la reputazione di Hulk e Thor ma, al tempo stesso, ha deciso di andare avanti e di avere fiducia in Taika Waititi. Il risultato? Tutta la produzione, gli attori e la crew si sono divertiti un sacco nel corso della realizzazione del film, merito anche dell’improvvisazione. Al momento la scelta di adottare quest’atmosfera ironica e “giocosa” sta dividendo un po’ il pubblico (almeno in Italia) ma, oltreoceano, si parla di “capolavoro moderno”.

 

Fonte: Hollywood Reporter

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