Thor: Ragnarok, la Recensione – NO SPOILER

Anteprime
Andrea Prosperi
Lettore ossessivo-compulsivo, quando non è su Twitter lo trovate a scrivere articoli sulle ultime novità del mondo dei fumetti.
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Un anno davvero molto pieno per i Marvel Studios. Dopo Guardiani della Galassia Vol. 2 e Spider-Man: Homecoming (prodotto insieme a Sony Pictures), arriva l’ennesima fatica del celebre franchise, arrivato al diciassettesimo episodio. Il terzo capitolo dedicato al Dio del Tuono chiude il 2017, nell’attesa di Black Panther, a Febbraio, ma soprattutto di Avengers Infinity War. La pellicola, prevista per la prossima primavera, rappresenterà, insieme al sequel ancora senza titolo, l’apice per queste prime tre fasi del Marvel Cinematic Universe.

Abbiamo potuto osservare Thor: Ragnarok in anteprima, e siamo pronti per parlarne con voi, rigorosamente evitando gli spoiler. Scoprite insieme a noi se correre al cinema!

Per Asgard

I primi due episodi dedicati al personaggio non sono stati particolarmente entusiasmanti, per cui la pellicola ha dalla sua la fortuna di non portare con sé eccessive aspettative. I trailer hanno in generale mostrato una sincera visione del film, raccogliendo le varie tematiche e i diversi toni che vanno a comporre la narrazione generale.

Thor: Ragnarok è un perfetto esempio di cinema action, in grado di intrattenere lo spettatore per poco più di due ore, senza annoiare e evitando di creare tempi morti. Un ritmo dinamico, serrato, aiutato da una colonna sonora perfettamente in linea con quanto visto non solo con Guardiani della Galassia, da cui il film prende ispirazione nel mood, ma anche da diversi altri film, come Atomica Bionda. Le soundtrack non sono più semplicemente il contorno del racconto, ma sono funzionali, strettamente collegate, una vera parte viva della gestione della pellicola da parte del regista.

Per quanto riguarda la trama, è chiaramente quella mostrata dai trailer. Hela, la Dea della Morte, è tornata, per radere Asgard al suolo. Sarà di Thor il compito di salvarla, tra varie peripezie, tra cui l’arrivo su Sakaar, pianeta su cui incontrerà un suo “collega”, Hulk.

Un punto a favore del film è la perfetta commistione con il resto del Marvel Cinematic Universe. Come già visto in altri capitoli di questo franchise, il senso di universo condiviso è fortemente sentito, aiutato dall’apparizione dei vari eroi nelle altrui pellicole. Come visto con Tony Stark questa estate in Homecoming, anche in Thor ciò avviene con la massima disinvoltura, non solo con Bruce Banner, ma anche con il piacevole cameo del Dottor Strange, e le molte citazioni sparse qua e là lungo la pellicola. Il parallelismo con il mondo dei fumetti è davvero forte, risultando molto efficace nel realizzare l’intenzione della produzione. Su questo i Marvel Studios riescono a fare nuovamente centro.

Carne al fuoco

Dall’altro lato, il film paga l’aver messo davvero troppa carne al fuoco. Un’esagerazione di personaggi, molti evitabili, e che hanno inevitabilmente tolto minutaggio per dare più spazio a vari personaggi secondari, portati fin troppo ai margini. Un utilizzo più sapiente del già numeroso cast della pellicola si sarebbe rivelato vincente, soprattutto eliminando la presenza di componenti fin troppo umoristiche.

Altro difetto è proprio nell’eccesso di umorismo. I Marvel Studios ci hanno abituato ad un intrattenimento molto divertente, ricco di gag e battute, ma solitamente dosate nei giusti tempi. L’esempio più chiaro sono i due episodi dedicati ai Guardiani della Galassia. In Thor: Ragnarok questo concetto viene portato all’estremo, con l’introduzione di personaggi al solo scopo di fungere da “giullari”. Una minore percentuale di battute avrebbe giovato al pathos del film, e non avrebbe donato quella sensazione di umorismo “forzato” che si respira in alcune situazioni.

Le prove attoriali sono decisamente molto buone. Tom Hiddleston, tornato nei panni di Loki, coinvolge in maniera davvero teatrale lo spettatore, segno di una forte complicità da interprete e personaggio. Il casting dei Marvel Studios è stato eccezionale in questo caso. Promosso anche Mark Ruffalo, che finalmente riesce ad avere un buon minutaggio col suo Bruce Banner, e Chris Hemsworth, ormai pienamente a suo agio nel ruolo di Thor. Non male anche Tessa Thompson, l’eroica Valchiria.

Cate Blanchett è incriticabile, in una interpretazione degna di un doppio Premio Oscar. L’attrice appare decisamente divertita nel ruolo di Hela. Anthony Hopkins e Benedict Cumberbatch chiudono i nomi di grandi interpreti di questa pellicola, assolutamente meritevoli della loro fama.

Fulmini e saette

Taika Waititi realizza un buon lavoro alla regia, senza infamia e senza lode. Giocando su quanto realizzato da James Gunn, cerca un aiuto nell’accompagnamento sonoro, riuscendo a comporre un buon effetto narrativo. Inquadrature e sequenze tipiche del cinema d’azione, gestendo in maniera mediocre un gran numero di personaggi sul grande schermo.

Ottimo lavoro per quanto riguarda le scenografie e gli effetti speciali. La pellicola contiene in sé diversi stili, da quello più classicamente fantasy di Asgard alla fantascienza di Sakaar, in un grande impatto visivo che mostra tutta la competenza degli addetti ai lavori. Un effetto davvero notevole, accompagnato da una fotografia di buon livello.

Thor: Ragnarok è un film da andare a vedere? Se siete alla ricerca di un prodotto autoriale, decisamente no. Al contrario, nel suo genere, questa produzione cinematografica brilla, eclissando i precedenti due film dedicati al personaggio, e rivelandosi uno dei film più appassionanti del Marvel Cinematic Universe.

Il debutto in Italia è previsto il prossimo 25 Ottobre. Sentite già il rombo dei tuoni?

Thor: Ragnarok

Thor: Ragnarok
73

Sceneggiatura

7/10

    Regia

    7/10

      Colonna Sonora

      8/10

        Effetti Speciali

        8/10

          Intrattenimento

          8/10

            Pros

            • Forte la sensazione di universo condiviso
            • Estremamente coinvolgente
            • Il film che stavamo attendendo sul personaggio
            • Colonna sonora travolgente

            Cons

            • Regia che non brilla
            • Umorismo che a volte risulta forzato
            • Eccessivo numero di personaggi

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