The Wicked + The Divine Vol. 1-3, la Recensione – No Spoiler

Fumetti
Angelo Tartarella
Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

Nato nel 1995 in Puglia, Angelo è, sin da bambino, un lettore vorace e cresce per questo appassionandosi alle storie. Crescendo, s'interessa a quelle raccontate nei film e nelle serie TV, scopre e si appassiona a quelle raccontate nei videogiochi e nei fumetti. Iniziato ai fumetti da Don Rosa ad Alan Moore, Angelo si è presto appassionato a questo mondo, nonostante lui sia principalmente un fedelissimo Disney e Marvel.

The Wicked + The Divine è una saga a fumetti pubblicata in Italia dalla Bao Publishing, creata dallo scrittore Kieron Gillen e dal disegnatore Jamie McKelvie.

La serie è attualmente arrivata al suo terzo volume, pubblicato in occasione del Lucca Comics and Games 2017, occasione in cui Gillen è stato ospite della casa editrice.

Le ombre sulla parete…

“Ogni novant’anni dodici dei si incarnano in altrettanti ragazzi. Vengono amati. Vengono odiati. Nel giro di due anni, sono tutti morti. Sta succedendo ora. Sta succedendo di nuovo.”

Queste sono le poche efficaci parole che troverete a riassumere la storia di The Wicked + The Divine dietro ognuno dei tre volumi che sono stati almeno fino ad ora pubblicati in Italia. Ma è davvero tutto qua? Assolutamennte no.

La trama reale di The Wicked + The Divine è molto più profonda e complessa di quanto si possa spiegare in poche righe di sunto o anche in una recensione che vuole mantenere la promessa di essere priva di spoiler, per questo motivo in tale circostanza ci limiteremo a parlare delle premesse iniziali della storia.

La storia, dopo un inizio perfetto a far capire il lettore il tipo di avventura strana, meravigliosa e a tinte forti che sta per iniziare, si va ad incentrare su Laura, una giovane ragazza americana che vive in un 2014 che si è rivelato essere l’anno in cui si ripete il ciclo di reincarnazioni delle divinità.

Queste divinità, in ogni loro reincarnazione, vivono la loro vita al massimo possibile, rendendo pubblica la loro natura e godendo e facendo godere di ciò che ne consegue, sembra però che la vita degli dei sia destinata ad essere breve e questo porta gli dei a poter restare nelle loro forme terrestri solo per due anni.

Alla fine di questi due anni, invariabilmente, essi muoiono e il ciclo delle reincarnazioni ricomincia, dopo un intervallo di novant’anni. Ma allora come fanno quei ragazzi che scoprono di essere dei reincarnati? Come vivono la loro vita nella società moderna del 2014? Semplice: diventano star.

Grazie ai loro poter e capacità si distinguono dalla massa e diventano celebrità che, come spesso capita nello show business, danno vita involontariamente ad un proprio culto.

… la fiamma che proietta la luce…

Idea originale ed interessante è quella di mettere le divinità protagoniste di The Wicked + The Divine nella condizione di essere super star, o vip. Questa idea, oltre a presentare al lettore una situazione comunque familiare e nota, permette all’autore di intrecciare un fine paragone tra divinità effettive e idoli moderni.

Il risultato è un interessante fotografia dei nostri tempi, delle sue illusioni commerciali, delle bellezze artistiche, di tutto quello che ci può essere di fantastico, incantevole e crudele, amaro e spaventoso nel mondo dei riflettori.

Le divinità camminano tra gli uomini ma oltre all’adorazione e all’amore ricevono anche odio e disprezzo per un grado che non si sono scelti, mentre hanno comunque deciso di condividere i propri doni con il mondo e accettano di accelerare lo scioglimento della loro candela rafforzando la propria fiamma.

Non serve a questo punto citare neanche le icone immortali della cultura popolare – musicale o no – per capire il paragone assolutamente e purtroppo realistico che gli autori hanno tracciato in The Wicked + The Divine della nostra realtà.

A questo va aggiunto che la storia che dopo questi tre volumi si è delineata non è affatto derivativa, come poteva sembrare dai presupposti di altre storie apparentemente simili – come American Gods di Neil Gaiman – ma anzi una singolarità non da ignorare nel panorama del fumetto contemporaneo.

Oltre a voler rappresentare ed usare il “cool” come linguaggio e stile, The Wicked + The Divine racconta a modo suo anche gli aspetti più amari dello showbiz e quei segreti tanto strani e impressionanti che solo raramente vengono svelati al pubblico nel mondo reale.

… le statue mosse per sembrar vive…

Il comparto grafico di The Wicked + The Divine, portato avanti principalmente da McKelvie come disegnatore, Matthew Wilson come colorista, Dee Cunniffe come colorista addetto alle tinte piatte e Hannah Donovan, come designer è estremamente solido, garantendo una costruzione visiva moderna e perfetta per rendere entrambi gli aspetti della storia: quello realistico e quello sovrannaturale.

Molto intelligenti e ben pensati sono anche gli espedienti visivi che riescono a esplicare al lettore quando la storia arriva ai suoi punti più interessanti, rendendo evidente la grande sinergia tra disegnatore e scrittore.

I personaggi presentati non solo riescono a distinguersi per le loro personalità, ma grazie anche al grande lavoro riferito ai dettagli grafici che permette sia di poter intuire molto sul personaggio al primo sguardo, sia di rendere i personaggi definiti e non confondibili tra di loro.

Si rivela inoltre una scelta molto saggia quella d’ispirare l’aspetto degli dei di The Wicked + The Divine a quelli di idoli reali del nostro tempo, questo perchè va sia a esplicare il realismo della storia, sia a rendere più definiti i personaggi e a renderli, in un certo qual modo più riconoscibili a livello istintivo ai lettori.

… dalla mano di chi agisce nell’ombra…

Il comparto grafico non solo è solido nella sua formazione classica, ma non rimane intaccato da ospiti e sostituti. Difatti già nel primo volume (“Presagio Faust“) abbiamo ospite il colorista Nathan Fairbairn.

Nel secondo volume (“Fandemonio“), invece, abbiamo dei piccoli contributi di Allison Sampson e Tom Muller che sono tanto ben amalgamate allo stile di McKelvie da essere quasi indistinguibili.

E’ però nel terzo e più recente volume (“Suicidio Commerciale“) che assistiamo all’entrata in gioco di diversi disegnatori ospiti, essendo solo un episodio quello scritto dal disegnatore principale.

Nonostante inizialmente questi stili a volte marcatamente diversi da quello di McKelvie, possano far inizialmente storcere il naso ai lettori più affezionati al tratto di quest’ultimo, in realtà il loro contributo è fondamentale a diversi livelli.

Kate Brown, Tula Lotay, Jamie McKelvie, Matthew Wilson, Stephanie Hans, Leila Del Duca, Mat Lopes, Brandon Graham, Clayton Cowles e Sergio Serrano sono i disegnatori, coloristi e designer che hanno contribuito a questo numero e in ognuno degli episodi presente in “Suicidio Commerciale” guadagna una marcia più grazie a loro.

Questa marcia non è dovuta alla sola bellezza o valenza estetica ma al valore che la trama degli episodi raccontati danno, fondamentali per capire come ogni personaggio di questa storia sia reale in sè e per sè e abbia di conseguenza un suo punto di vista e delle sue storie da raccontare, così come una sua visione del mondo che lo circonda, dettaglio che per l’appunto viene perfettamente espresso dalla differenza riscontrabile in ogni singolo stile.

… mentre dall’entrata della caverna fa capolino la realtà.

In questa ultima parte della recensione si dovrebbero elencare gli oggettivi difetti di The Wicked + The Divine ma la verità è un’altra, perchè, dato che difetti oggettivi almeno questi tre volumi non ne hanno, bisogna ricorrere al così detto “filtro dei gusti altri”.

Se una storia sembra perfetta a noi o anche a un grande gruppo di gente, ciò non vuol dire che debba piacere a tutti o che chiunque altro non possa trovarvi un difetto.

Per questo motivo sì, The Wicked + The Divine è una lettura che è assolutamente da recuperare per chi vuole leggere qualcosa di interessante, ben costruito e ben disegnato, capace sia di divertire che di costruire una critica alla società umana non solo nella sua moderna attualità, ma anche nei difetti dati dalla natura degli esseri umani stessi.

Bisogna però dire che questa saga a fumetti non è consigliabile per chi cerchi una lettura davvero molto leggera, o che sia priva di scene di violenza esplicita o, ancora, che abbia un problema nel vedere esplorato il concetto di divinità e religione culturale.

The Wicked + The Divine

19.00
The Wicked + The Divine
9

Trama

10/10

Disegni

9/10

Costruzione della trama e caratterizzazione dei personaggi

9/10

Scorrevolezza e Godibilità

10/10

Capacità di costruire, muoversi e giocare con una mitologia nuova e originale in sè, per quanto legata ad altre pre-esistenti

8/10

Pros

  • Storia interessante, divertente e complessa al punto giusto
  • Disegni dal tratto moderno e capaci di mostrare nel modo giusto le scene dai contenuti più particolari
  • Personaggi ben caratterizzati e utilizzati
  • Trama costruita in modo intelligente e coraggioso
  • Ottima integrazione della mitologia e del deismo nella società contemporanea

Cons

  • Non adatto a tutti i lettori
  • Costruzione della trama spesso messa a repentaglio dai tempi di pubblicazioni nostrani
  • Necessita di qualche conoscenza pregressa in ambito mitologico/religioso

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