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The Walking Dead – Robert Kirkman parla del finale in un’intervista

Anteprime
Roberta Galluzzo
Sì è laureata in filosofia all'università di Salerno. Artista marziale di Wushu Kung Fu da 5 anni. Cinema, fumetti e videogiochi sono da sempre una sua passione irrinunciabile.

Sì è laureata in filosofia all'università di Salerno. Artista marziale di Wushu Kung Fu da 5 anni. Cinema, fumetti e videogiochi sono da sempre una sua passione irrinunciabile.

Il libro Entertainment Weekly Ultimate Guide di The Walking Dead è già in vendita su amazon. Gli autori e intervistatori che hanno realizzato il progetto hanno fatto due chiacchiere con il creatore del fumetto e produttore esecutivo dello show televisivo, Robert Kirkman. Quando scrisse il primo numero del fumetto, Kirkman non avrebbe mai immaginato che la storia di un vice sceriffo risvegliatosi dal coma durante un apocalisse zombie sarebbe diventata un fenomeno globale. EW riporta un’intervista in cui si è parlato con Kirkman a proposito dei momenti del passato, presente e futuro di The Waking Dead che ha dato inizio ad una delle serie televisive più seguite degli ultimi anni.

EW: Qual è il tuo momento preferito dei fumetti e perché?

Kirkman: Il mio pensiero principale è che non mi piace particolarmente nessuno di loro. Cioè ogni mese ne scrivo uno migliore. Questo è il tipo di pensiero che mi fa andare avanti ogni volta: che ho intenzione di impegnarmi di più e rendere il prossimo ancora meglio del precedente. Mi piace pensare che quello che accade è sempre migliore ma credo che se dovessi scegliere un momento preferito nella storia, probabilmente sarebbe il numero 50, in cui Carl e Rick sono soli dopo l’attacco alla prigione, e Rick è apparentemente morto. Durante l’intero numero vediamo Carl che cerca di sopravvivere da solo, realizzando infine che non può davvero sopravvivere da solo. La storia davvero avvincente, ed anche un grande punto di svolta per Carl.

kirkman

EW: Hai detto in precedenza che avresti voluto evitare di non far perdere la mano a Rick perché ora questo pone problemi logistici rispetto al fumetto. C’è altro del fumetto che hai mai desiderato riprendere o cambiare?

Kirkman: Nello show ci sono sempre cose simili. Ad esempio nello show Carol è molto meglio che nel fumetto. A me piace molto la Carol del fumetto, ci sono sicuramente alcune storie interessanti a proposito di lei, ma non sono belle come quelle nello show. Quindi sì, ci sono dei momenti in cui guardo qualcosa dello show e vorrei portarla anche nel fumetto. 

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EW: Oltre a Rick Grimes, chi è il tuo personaggio dei fumetti preferito e perché?

Kirkman: Sai, io in realtà non ho un preferito. Tendo sempre ad ucciderli, proprio perché quando mi ritrovo realmente legato ad un personaggio, o se mi trovo a voler scrivere sempre di più e dirigere la storia su di loro, mi rendo conto che questo significa che l’investimento dell’audience in quel personaggio diventerà estremamente alta, e io non voglio che questo influenzi troppo la storia, magari portandomi a concentrarmi troppo su quel personaggio. Questo tende a far venire voglia di ucciderli.

kirkman

EW: Quando stai facendo qualcosa di veramente importante nel fumetto, come far morire un personaggio principale, tendi a comunicarlo allo showrunner Scott Gimple e all’AMC in anticipo?

Kirkman: No, non c’è nessuna comunicazione di questo tipo. Loro non devono approvare ciò che accade nel fumetto. Scott Gimple è un avido lettore del fumetto, e preferisce vivere il fumetto come un lettore, di sicuro lui viene informato di certe problematiche in anticipo, ma non legge gli script. Si arrabbia se gli do un qualche tipo di indicazione su quello che sta arrivando, perché non gli piace avere spoiler. Quindi, loro lavorano in qualche modo quasi al cento per cento all’oscuro, cosa che credo sia piuttosto notevole, e probabilmente potrei dire che è un modo per testare la fiducia che AMC ha in me. Voglio dire, credo che in una certa misura il fumetto è una sorta di laboratorio per le future stagioni della serie, ed è divertente pensare che potrei silurare completamente la storia se volessi.

EW: Hai in mente un traguardo nei termini in cui la storia dovrebbe finire?

Kirkman: Sì, so esattamente come va a finire, e sto facendo continuamente piccoli passi verso quel punto finale  man mano che racconto la storia. So già che quello è il punto finale, e alla fine quello che voglio è che questo lungo racconto sia una storia completa con un inizio, una metà e una fine. Stiamo spendendo un sacco di tempo nel mezzo, quindi devo necessariamente sapere qual è la direzione, e devo sapere qual è il finale per essere in grado di arrivarci bene. Penso che questo sia l’unico modo per tenerlo in vita.

kirkman

Con EW sappiamo quindi per certo da Kirkman che The Walking Dead ha effettivamente un finale già predisposto, resta solo da capire quale sarà e se ci sarà una grande similitudine tra show e fumetto da questo punto di vista, e soprattutto quanto effettivamente ci sia da aspettare ancora per vederlo.

 

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