The Walking Dead 7X01: I cattivi pagano sempre

Recensioni
Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Matera dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma e Dublino. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia alle superiori, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

Classe 1988, da sempre appassionata di cinema e fumetti, vive a Matera dove è ritornata dopo un lungo periodo trascorso tra Roma e Dublino. Assidua frequentatrice di mercatini dell'usato e fiere del fumetto, il collezionismo è il suo hobby preferito, insieme all'amore per la scrittura. Insegna italiano e storia alle superiori, e spesso in classe parla volentieri di Dylan Dog, piuttosto che di Gabriele D'annunzio. Un suo maestro, un tempo, la rimproverò dicendole "Fare, o non fare! Non c'è provare!", e questo è diventato, ormai, il suo motto.

I cattivi pagano sempre, anche quelli che non sono del tutto cattivi, ma che piano piano lo stanno diventando, proprio come Rick Grimes, proprio come tutto il gruppo dei protagonisti di The Walking Dead, incattiviti, cinici e più marci degli zombie che combattono ma che ormai non sono più un grosso problema. I cattivi pagano sempre, perché dove un Rick Grimes cerca di portare pace attraverso la guerra e i giochi di potere, ci sarà sempre un Negan a cui non importerà nulla del potere, poiché ce l’ha già, ha il potere di non aver nulla da perdere.

SPOILER ALERT

Avevamo lasciato The Walking Dead l’anno scorso con un grande enigma da risolvere: chi sarà colpito dalla mazza da baseball chiodata di Negan? Bene, ieri è arrivata la risposta tanto attesa. Tutti pensavamo che ad essere ucciso sarebbe stata solo una persona, e invece ci sbagliavamo. Le vittime di Negan sono state ben due e questa volta le morti pesano anche sulla nostra coscienza come un macigno. Oltre a Glenn, morto esattamente come accade nella versione cartacea, anche Abraham è caduto sotto i colpi di Lucille.

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La tensione percepita nella première della settima stagione si taglia con un coltello e gli spettatori soffrono cosi come soffrono i personaggi inginocchiati nel semicerchio della paura, aspettando che il loro aguzzino decida chi uccidere. La prima vittima è stata Abraham e direi che molti di voi abbiano tirato un sospiro di sollievo guardando il rosso protagonista cadere inerme sotto i colpi ben piantati di Lucille. La sorpresa è giunta poco dopo, quando anche Glenn è stato colpito. La scena è stata straziante, soprattutto per le parole del personaggio rivolte alla moglie: “Maggie, ti troverò“. Molte sono state le interpretazioni date a questa frase enigmatica pensando a qualche strano contatto dall’aldilà. Ma è proprio Steven Yeun, l’attore che interpreta Glenn, a spiegare il vero significato di quelle parole:

“Credo che Glenn stesse lottando per trovare le parole e ‘Maggie, ti troverò’ è stata una frase derivata da un’altra esperienza passata relativa ad un’altra volta, quando stava veramente cercando sua moglie. Forse era un pensiero inconscio o forse qualcosa che che si è tenuto dentro come una forza trainante e, quando è stato ucciso, queste parole sono uscite fuori. Ci sono tanti modi di vedere le cose”.

Ma sicuramente la situazione che ha più colpito il pubblico è stato il terrorismo psicologico perpetrato da Negan nei confronti di Rick. Nel corso delle sei stagioni precedenti abbiamo assistito all’evoluzione del personaggio di Rick. Un’evoluzione in crescendo verso il buio della cattiveria e della voglia di sopravvivere e di proteggere il gruppo, la famiglia, come lui stesso la chiama. Vedere Rick, leader e trascinatore, aguzzino ma anche capace di pietà, completamente sottomesso a Negan è stato davvero pesante da digerire. La sottomissione è stata in crescendo e si è ampliata sicuramente dopo la macabra uccisione di Glen. Rick fa a Negan una promessa: “Non oggi, non domani, ma io ti ucciderò”. Probabilmente queste parole e soprattutto lo sguardo d’odio e di sfida di Rick hanno contribuito all’incattivirsi di Negan, che ha costretto Rick in un “viaggetto” in camper con lui. La tensione in queste scene si è fatta sempre più alta, finché, tornati dal gruppo, Negan ha messo Rick difronte ad una atroce scelta. Avrebbe dovuto scegliere se salvare il suo gruppo tagliando il braccio di suo figlio o sacrificare tutti e rimpiangere a vita la scelta fatta. Nel pianto e nelle parole di Rick ha iniziato ad emergere la sua paura e la sua completa sottomissione.

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Insomma, i ruoli si sono invertiti in questa première della settima stagione, e il “memento mori” sembra essere il leit motiv ridondante, assordante e a volte anche un po’ fastidioso. Si perché purtroppo non è tutto oro quello che luccica e spesso, in questa prima puntata, alcune scene sembrano essere fatte proprio per allungare un po’ il brodo e rendere patetica una situazione psicologica senza possibilità di soluzione.

Ma, The Walking Dead ci ha abituati, negli anni, a tante sorprese, e speriamo che inizi ad esserci più action e meno scene che sfiorano il Kitsch.

The Walking Dead 7x01

The Walking Dead 7x01
81

Tensione

10/10

    Interpretazione

    9/10

      Plot

      7/10

        Regia

        6/10

          Valore empatico pubblico/trama

          9/10

            Pros

            • Tensione alle stelle
            • L'occhio di Glenn
            • Introspezione psicologia dei personaggi
            • Interpretazione magistrale del cast

            Cons

            • Scene patetiche e inutili a fine episodio
            • Regia non troppo brillante
            • Dialoghi

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