The Open House, la Recensione, NO SPOILER


 The Open House è un film horror americano originale Netflix, scritto e diretto da Matt Angel and Suzanne Coote.

A dicembre era stato rilasciato il trailer che già preannunciava l’inizio delle sventure che avrebbero colpito i protagonisti, mentre tre giorni fa è stato rilasciato il film sulla piattaforma Netflix, riscuotendo già le prime perplessità per quanto riguarda la trama.

Il protagonista della storia è Dylan Minnette (Logan) conosciuto già per esser stato uno dei co-protagonisti del telefilm 13 Reasons Why creata da Brian Yorkey basata sul romanzo 13 di Jay Asher. Il regista aveva già annunciato la produzione di una seconda stagione, nella quale rivedremo probabilmente alcuni dei personaggi della prima.

 Il cast è composto anche da: Piercey Dalton (Naomi Wallace, madre di Logan), Sharif Atkins (Chris), Patricia Bethune (Martha) e Aaron Abrams (Brian Wallace).

 

SINOSSI

The Open House inizia con la visione di una famiglia come tante altre, impegnata nella sua quotidianità: due genitori che cercano di garantire un futuro al proprio figlio Logan (Dylan Minnette), nonostante i problemi economici che li affliggono. Tutto procede normalmente, quando d’improvviso qualcosa cambia le loro vite: la famigliola felice si trova ad affrontare il lutto del padre, morto in un incidente d’auto.

Logan e sua madre (Piercey Dalton) provano a superare il lutto nonostante i problemi economici che persistono e li obbligano a lasciare la casa: un’amica di famiglia verrà in loro aiuto, offrendogli la possibilità di abitare, per il momento, in una baita di montagna in vendita. Fin qui sembra tutto normale, ma appena entrati in casa i due si troveranno davanti ad avvenimenti misteriosi che ci lasceranno col fiato in sospeso.

Un intruso in casa e la vita dei due protagonisti sembra prendere un’altra svolta negativa e drammatica: madre e figlio sono in pericolo, il terrore aleggia nell’abitazione isolata dal resto del paese.

CAST

Il cast è composto da attori in erba come Dylan Minnette, che nonostante la giovane età spicca ancora nel suo ruolo da teenager costretto ad affrontare episodi drammatici che gli cambieranno la vita.

A seguire: Piercey Dalton (Duke, A Foreman, Paint, Chocolate, ecc…) riveste i panni della madre di Logan, una donna sola che deve pensare al futuro di quel che resta della sua famiglia. La sua espressività evidenzia il tono di drammaticità del film, il difficile ruolo di madre single costretta a destreggiarsi coi problemi economici e il compito di crescere un figlio adolescente.

La sua recitazione combacia perfettamente con la bravura di Minnette, mentre il resto del cast ha un ruolo molto marginale, che serve ad aumentare la suspance all’interno della pellicola ma sono poco utili al fine di comprendere la trama.

SCENEGGIATURA E AMBIENTAZIONI

Le ambientazioni sono minimali, si passa da una casa all’altra con pochissimi riferimenti al resto della cittadina e dei suoi abitanti. La caratterizzazione dei personaggi è approfondita solo sui protagonisti, mentre l’identità degli altri personaggi è solo accennata per tutto il film, rendendo difficile la loro collocazione all’interno della trama. Ad esempio la morte del padre è a malapena accennata, non si sa chi sia il colpevole della sua morte ne la causa e tutto ciò resta un mistero per tutto il film.

La bravura di Minnette spicca in The Open House, rendendo alla perfezione il ruolo da teeanger protettivo nei confronti della madre, ma ciò non basta a dare una svolta al film che ruota costantemente alla sensazione d’ansia dei protagonisti dovuta alla presenza di un intruso in casa (non si sa, anche in questo caso, chi sia e perché voglia fargli del male).

La fuga dal personaggio misterioso prosegue per tutta la durata del film e, nonostante ci siano molti presupposti per essere un horror decente, manca totalmente la fine del film. Chi è questo intruso? Perché si è introdotto in casa? Il mistero continua con il via vai di persone (che vedremo una volta in tutto il film) fino ad arrivare ai titoli di coda.

The Open House ha le basi per essere un buon film horror, pieno di suspance e drammaticità grazie anche alle colonne sonore all’interno del film, ma pecca incredibilmente nella trama: vi sono dei vuoti all’interno della storia che potrebbero confondere lo spettatore, che si ritrova ad assistere ai titoli di coda senza aver compreso il ruolo di molti personaggi e il finale del film (nel caso ce ne fosse uno).

 

 

 

The Open House

The Open House
4.2

Sinossi

3/10

Recitazione

6/10

Scorrevolezza

4/10

Originalità

5/10

Sceneggiatura

3/10

Pros

  • Cast (bravura degli attori nel calarsi nella parte)
  • Recitazione di Dylan Minnette
  • Colonna sonora (fomentano la suspance all'interno del film coinvolgendo maggiormente lo spettatore)

Cons

  • Sinossi (parti della storia mancanti; difficoltà nei collegamenti fra le varie scene)
  • Sceneggiatura (dialoghi spesso superflui; il pensiero dei personaggi non è espresso chiaramente)
  • Caretterizzazione dei personaggi (discreta nei protagonisti, molto scarsa nei personaggi secondari)

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