The Mighty and Deadly Iron Gang – La Recensione (NO SPOILER)

Fumetti
Claudia Padalino
Dal 1988, appassionata di fumetto d'autore, non d'autore, graffiti e disegnini fatti mentre si telefona. Laureata in Editoria e comunicazione aziendale, collabora con alcuni festival pugliesi per la promozione e la diffusione del fumetto italiano. Il suo sogno: riuscire a portare come ospite in Italia Alan Moore.

Dal 1988, appassionata di fumetto d'autore, non d'autore, graffiti e disegnini fatti mentre si telefona. Laureata in Editoria e comunicazione aziendale, collabora con alcuni festival pugliesi per la promozione e la diffusione del fumetto italiano. Il suo sogno: riuscire a portare come ospite in Italia Alan Moore.

Edito dall’italianissima Shockdom, The Mighty and Deadly Iron Gang è un fumetto che vi catturerà a vi terrà inchiodati al divano. Noi di NerdPlanet.it lo abbiamo letto e recensito per voi. Ecco le nostre impressioni!

“Da grandi poteri non deriva un cazzo”

Quattro superamici che vogliono difendere il mondo dai catti… No, aspetta, non ci siamo. Prima di tutto non sono amici, diciamo che al massimo si sopportano. Seconda cosa, sono indubbiamente super, dati i loro poteri distruttori. Terzo, sicuramente non sono venuti a salvare il mondo: al massimo coprono il culo rovente di Las Vegas da traffici di droga, prostituzione e mafia. The Mighty and Deadly Iron Gang fa parte di tutto ciò che un vero supereroe non dovrebbe mai fare. Cosa succederebbe se un super cedesse alle responsabilità che il suo ruolo comporta?

Nata dal progetto Officina Infernale (mandato avanti da Gianluca Caputo), i capitoli vengono pubblicati sul blog Tumblr e successivamente stampati da Shockdom, per la collana Fumetti Crudi, a cui già fanno parte alcune opere di Francesco Guarnaccia e Antonucci&Fabbri, così che chiunque si approccia all’acquisto sa già che all’interno non troverà le coccole e l’amore di orsetti e coniglietti. Oddio, in realtà questi ultimi ci sono, ma non nelle vesti che potete immaginare…

The Mighty and Deadly Iron Gang ha una struttura narrativa classica dei comics americani degli anni ’70. La pop culture viene prepotentemente fuori da ogni tavola, con colori base e senza sfumature, per un ritorno alle tavole che hanno preponderato nell’immaginario statunitense a fumetti.

Riportiamo un estratto della trama:

“Un detective privato, un tempo supereroe, riceve un misterioso pacco. Dentro ci sono le prove inconfutabili dell’esistenza di un gruppo di post umani di cui si credeva fossero solo una leggenda urbana. Attraverso documenti secretati, pellicole super8, articoli di giornale e altro ancora, emerge una storia incredibile di supereroi apparentemente cancellata dalla realtà, da chi e perché rimane un mistero, fino ad ora.”

the mighty and deadly iron gang

All’inizio di ogni singolo episodio, la cover riprende totalmente la pop culture americana anni ’70, comprensiva di didascalie dai colori accesi e con le scritte completamente in inglese. Ogni capitolo è composto da una trilogia di circa 6 tavole a episodio. A margine di ogni capitolo, troviamo una gallery con una scheda che approfondisce ogni personaggio che troviamo in ogni episodio.

“Come mai portate quelle maschere?”, “Quali maschere?”

The Mighty and Deadly Iron Gang non è sicuramente un fumetto da leggere nel silenzio della propria cameretta, quindi direi di aggiungerci anche una colonna sonora. L’ideale da abbinare al ritmo ferrato e incalzante dello scambio di battute e cazzotti tra i vari nemici sono i Dethklok, già conosciuti per essere i protagonisti del cartone animato Metalocalypse. Proprio l’ambientazione in una dark Las Vegas e il fluire dei balloon all’interno della tavola richiamano i riff corposi e sincopati di canzoni sludge e stoner metal. La musica infatti non manca, soprattutto quella metal: varie sono le citazioni a Slayer, Black Sabbath e anche Motorhead. Infatti The Mariachi risulta essere il mio personaggio preferito: un pazzoide che stermina i suoi nemici a colpi di onde sonore, generate dalla sua chitarra elettrica.

the mighty and deadly iron gang

Lui è Black Tarantula. Chi vi ricorda?

I protagonisti (La Calavera, The Diablo, The King, The Burner) e i vari comprimari sono esseri umani che hanno toccato con mano l’Inferno e da cui sono riusciti a uscirne. Introspettive fin da subito, emozionano più le storie sul passato dei singoli soggetti rispetto alla progressione degli eventi nell’episodio. Nel costruire ogni personaggio, Officina Infernale riprende a piene mani dall’infanzia e dalle caratteristiche basilari di alcuni dei più grandi supereroi conosciuti (ad esempio Superman) o i più grandi super cattivi (Silver Surfer). Ironico, molto ironico, si riesce a riconoscere subito il supereroe famoso che viene bistrattato. Qui  si svela la vera essenza di cosa significa essere super: combattere contro gli esseri venuti dal Multiverso per evitare la propria morte.

All’improvviso il tiro della storia cambia. In uno dei capitoli, quello dove la Gang viene intervistata da una emittente televisiva, i toni si fanno più calmi, più seri e più grigi. Si inizia a spiegare in maniera più approfondita il perché loro proteggono Las Vegas, ma le trasmissioni vengono interrotte per fare spazio ad altro. Da quel momento l’ambientazione si evolve, mettendo in gioco personaggi differenti, ma sempre cazzutissimi.

The Mighty and Deadly Iron Gang è consigliato a un pubblico a cui piacciono i fumetti tutti cazzotti, simil porno, che non pretende una trama originale ma che adora la combo comics&pestoni.

The Mighty and Deadly Iron Gang #1

15,00€
The Mighty and Deadly Iron Gang #1
72.2

Trama

6/10

    Sceneggiatura

    8/10

      Disegno

      8/10

        Leggibilità

        9/10

          Originalità

          5/10

            Pros

            • Tratto deciso
            • Colori accattivanti
            • Storie dei personaggi divertenti
            • Ironia e umorismo a profusione

            Cons

            • Trilogie ripetitive

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