Sully, la recensione – NO SPOILER

Cinema
Alessio Meneghini
Alessio, nato a fine luglio del 1995 a Venezia, si appassiona fin dalla nascita del mondo Nerd. La sua passione nasce grazie ai supereroi (principalmente della DC Comics) e si amplifica con l’arrivo della Playstation all’età di 6 anni, la quale lo aiuta ad entrare nel mondo videoludico. Crescendo la sua passione raggiunge nuovi orizzonti, quali la passione per il cinema e per le serie TV; tra le sue serie TV “preferite” [..]

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Clint Eastwood da attore a regista è diventato nel corso della sua carriera una delle personalità più importanti del cinema contemporaneo, nonostante l’età avanzata del cineasta è uscito nelle sale, il primo dicembre, il suo trentacinquesimo film intitolato Sully. Il film racconta la vicenda dell’ammaraggio del volo US Airways 1549 avvenuto il 15 gennaio 2009 sul fiume Hudson,basandosi sull’autobiografia di Chelsey Sullenberger scritta insieme al giornalista Jeffrey Zaslow.

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Analisi della sceneggiatura

Sully è interpretato da un bravissimo Tom Hanks, il protagonista della pellicola è un padre di famiglia con problemi finanziari;con oltre 42 anni di esperienza in volo è sicuro di sé e della grande abilità dimostrata in più di una volta nella sua carriera.La sceneggiatura affronta il problema mediatico scatenatosi successivamente all’ammaraggio in modo sublime, non riuscendo ad appesantire una pellicola difficile da realizzare; Deepwater – Inferno sull’oceano ha una sola similitudine con la grandiosa pellicola di Eastwood: la documentazione di un evento importante.

Eastwood, grazie anche una sceneggiatura scritta benissimo, riesce a costruire dei volti sinceri in grado di comunicarci grazie a degli sguardi ripresi magnificamente e ad una regia esente da virtuosismi ma capace di dare solidità all’opera; un lungometraggio che poteva rischiare di essere banale. Sully non è diretto da un cineasta qualunque ma da un uomo che si è imposto prepotentemente nel panorama mondiale come un grande regista. Il nucleo dell’opera ha fondamento in una domanda; un tema analizzato magnificamente anche da David Cronenberg: la volubilità della parola eroe.

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Eroe o Impostore?

Una domanda alla quale Eastwood affronta con grande determinazione nella pellicola in più di un dialogo; l’eroe è colui salva la situazione destinata a fallire miseramente rischiando in questo caso 155 vite. Da essere definito eroe Sully viene accusato di sconsideratezza e superficialità mostrando, esattamente come in History Of Violence, la trasformazione velocissima di una grande persona in un essere odiato da tutti.

Un altro aspetto tenuto in considerazione è la velocità in cui la vita può sommergerti, esattamente come con il fiume Hudson; quarantadue anni di grande professionalità messi in discussione da un solo istante, da soli 208 secondi.

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Messa In Scena

La fotografia alterna inquadrature incorniciate da delle tonalità grigie e vuote che convergono in un personaggio grigio come Sully, ad altre molto più calde e colorite. La regia di Eastwood è perfetta, non vuole dar sfoggio con dei virtuosismi ma vuole coinvolgere lo spettatore ai sentimenti dei personaggi; la sceneggiatura è il motore della pellicola, un motore che a differenza dell’aereo guidato da Sully è perfettamente funzionante. Il montaggio è la chiave del film, non ha reso neanche una sequenza noiosa alternando momenti di grande tensione con più quieti, ottenendo un ritmo molto efficace.

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Conclusioni

Clint Eastwood è una garanzia nel cinema, una pellicola che merita di essere visionata per le tematiche trattate con grande rispetto per la causa; una sceneggiatura che richiama in modo nascosto un tragico evento ormai passato ma non dimenticato molto importante per l’America.

Sully

Sully
81

Regia

8/10

    Fotografia

    8/10

      Cast

      9/10

        Sceneggiatura

        9/10

          Godibilità

          8/10

            Pros

            • Grande interpretazione del cast
            • Sceneggiatura pregna di tematiche
            • Messa in scena perfetta
            • Buon ritmo della storia

            Cons

            • Alcuni personaggi lasciati in disparte

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